PAOLO COVELLA: "NEL PD TUTTI SI CREDONO LEADER"

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LOGO-PDUn’intervista, quella rilasciata da Paolo Covella, anima critica del PC, PDS e DS ieri, nel PD oggi, che sicuramente farà parlare e discutere all’interno del direttivo del suo partito di appartenenza. Ma anche arrabbiare qualcuno di quelli che contano nel Partito Democratico. Le sue sono risposte di poche parole, quasi sibilline, ma non ermetiche. Di quelle che lasciano i segni, soprattutto in tutti coloro che coglieranno il vero senso dei suoi messaggi, lanciati senza fronzoli o giri di parole. Come sempre ben indirizzati, chiari, inequivocabili, a volte anche duri, così com’è nel suo stile. Uno stile per certi versi molto apprezzato ma anche tanto temuto, al punto da averne sì rispetto, ma anche paura, in modo particolare per quello che scrive e dice.

Sinistra e Libertà continua a denunciare presunte irregolarità amministrative commesse dall’amministrazione Longo. Come mai queste denunce continuano a non essere sottoscritte dall’intera opposizione di centrosinistra?

Perché c’è un grande deficit di comunicazione tra i vari partiti e movimenti di Gioia.

Quali sarebbero le iniziative che avete intenzione di mettere in atto per ristabilire la legalità nel nostro comune?

Proporre la discussione di un documento politico-programmatico (ampliando sostanzialmente quello della coalizione del 2008) e chiamare tutte le opposizioni ad attuarlo attraverso la costituzione di un Osservatorio paritetico sulla legalità e la trasparenza.

Le ripetute accuse di Sinistra e Libertà su una vostra flebile e silenziosa opposizione in consiglio comunale, non rischia di provocare ulteriori e insanabili fratture all’interno del centrosinistra piuttosto che una seria autocritica?

Macchè. Siamo i primi a porci continuamente questo problema.

Quali sono i problemi della città che la giunta Longo non ha ancora risolto? Per incapacità o per influenze esterne?

La gestione Longo si caratterizza come una confusa esercitazione di attivismo amministrativo dietro la cui cortina non si intravede un disegno organico per lo sviluppo della città. Io non parlerei né di incapacità né di influenze esterne: questa compagine è fatta così ed è così. Proprio come la si è vista nell’ultimo consiglio comunale.

Il trasversalismo politico è stato eliminato o rispetto al passato non è cambiato nulla?

E’ addirittura peggiorato.

Recentemente hai affermato che la diaspora all’interno dell’opposizione sarà la tomba della democrazia a Gioia. Puoi chiarire meglio questo concetto?

Dopo la sconfitta del 2008, una classe politica seria avrebbe dovuto recuperare le ragioni della sua missione dopo soli pochi mesi. Invece ancora oggi quel lutto non è stato elaborato e, come sempre succede specie a sinistra, il peggior nemico è quello accanto a te.

E’ proprio sicuro che la personalizzazione politica e l’alterigia intellettuale siano le vere erbacce che infestano il centrosinistra o c’è qualcos’altro di più profondo e radicato chiamato consociativismo alias “affarismo”?

I due vizi stanno in un rapporto di causa ed effetto.

Perché il Partito Democratico a Gioia del Colle nonostante l’impegno e i buoni propositi non riesce ancora a decollare? E’ davvero tutta colpa del vecchio che stenta a morire?

No. Anche del nuovo che stenta a nascere. Tutti si credono leader. Ma la vita di sezione non piace a nessuno.

La decisione di candidare Sergio Povia alle prossime Elezioni Regionali è stata una vostra libera scelta o è stata imposta?

Nessun organismo ufficiale ha candidato Povia o altri. E non spetta alle sezioni decidere quel tipo di candidature.

Dopo la vicenda non proprio edificante delle primarie, quante possibilità ha il centrosinistra di riconquistare il “comando” della regione?

Tantissime, perché la destra non può oscurare i tanti successi della Giunta Vendola. E i pugliesi questo lo sanno molto bene.

Il tuo futuro politico continuerà ad essere legato al e nel PD o considerando gli scarsi successi interni stai pensando di “liberarti” da questo legame?

Non ho un futuro politico da almeno trent’anni. E mi impegno solo se e quando vengo chiamato.