Lunedì 22 Aprile 2019
   
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PAOLO COVELLA: "NEL PD TUTTI SI CREDONO LEADER"

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LOGO-PDUn’intervista, quella rilasciata da Paolo Covella, anima critica del PC, PDS e DS ieri, nel PD oggi, che sicuramente farà parlare e discutere all’interno del direttivo del suo partito di appartenenza. Ma anche arrabbiare qualcuno di quelli che contano nel Partito Democratico. Le sue sono risposte di poche parole, quasi sibilline, ma non ermetiche. Di quelle che lasciano i segni, soprattutto in tutti coloro che coglieranno il vero senso dei suoi messaggi, lanciati senza fronzoli o giri di parole. Come sempre ben indirizzati, chiari, inequivocabili, a volte anche duri, così com’è nel suo stile. Uno stile per certi versi molto apprezzato ma anche tanto temuto, al punto da averne sì rispetto, ma anche paura, in modo particolare per quello che scrive e dice.

Sinistra e Libertà continua a denunciare presunte irregolarità amministrative commesse dall’amministrazione Longo. Come mai queste denunce continuano a non essere sottoscritte dall’intera opposizione di centrosinistra?

Perché c’è un grande deficit di comunicazione tra i vari partiti e movimenti di Gioia.

Quali sarebbero le iniziative che avete intenzione di mettere in atto per ristabilire la legalità nel nostro comune?

Proporre la discussione di un documento politico-programmatico (ampliando sostanzialmente quello della coalizione del 2008) e chiamare tutte le opposizioni ad attuarlo attraverso la costituzione di un Osservatorio paritetico sulla legalità e la trasparenza.

Le ripetute accuse di Sinistra e Libertà su una vostra flebile e silenziosa opposizione in consiglio comunale, non rischia di provocare ulteriori e insanabili fratture all’interno del centrosinistra piuttosto che una seria autocritica?

Macchè. Siamo i primi a porci continuamente questo problema.

Quali sono i problemi della città che la giunta Longo non ha ancora risolto? Per incapacità o per influenze esterne?

La gestione Longo si caratterizza come una confusa esercitazione di attivismo amministrativo dietro la cui cortina non si intravede un disegno organico per lo sviluppo della città. Io non parlerei né di incapacità né di influenze esterne: questa compagine è fatta così ed è così. Proprio come la si è vista nell’ultimo consiglio comunale.

Il trasversalismo politico è stato eliminato o rispetto al passato non è cambiato nulla?

E’ addirittura peggiorato.

Recentemente hai affermato che la diaspora all’interno dell’opposizione sarà la tomba della democrazia a Gioia. Puoi chiarire meglio questo concetto?

Dopo la sconfitta del 2008, una classe politica seria avrebbe dovuto recuperare le ragioni della sua missione dopo soli pochi mesi. Invece ancora oggi quel lutto non è stato elaborato e, come sempre succede specie a sinistra, il peggior nemico è quello accanto a te.

E’ proprio sicuro che la personalizzazione politica e l’alterigia intellettuale siano le vere erbacce che infestano il centrosinistra o c’è qualcos’altro di più profondo e radicato chiamato consociativismo alias “affarismo”?

I due vizi stanno in un rapporto di causa ed effetto.

Perché il Partito Democratico a Gioia del Colle nonostante l’impegno e i buoni propositi non riesce ancora a decollare? E’ davvero tutta colpa del vecchio che stenta a morire?

No. Anche del nuovo che stenta a nascere. Tutti si credono leader. Ma la vita di sezione non piace a nessuno.

La decisione di candidare Sergio Povia alle prossime Elezioni Regionali è stata una vostra libera scelta o è stata imposta?

Nessun organismo ufficiale ha candidato Povia o altri. E non spetta alle sezioni decidere quel tipo di candidature.

Dopo la vicenda non proprio edificante delle primarie, quante possibilità ha il centrosinistra di riconquistare il “comando” della regione?

Tantissime, perché la destra non può oscurare i tanti successi della Giunta Vendola. E i pugliesi questo lo sanno molto bene.

Il tuo futuro politico continuerà ad essere legato al e nel PD o considerando gli scarsi successi interni stai pensando di “liberarti” da questo legame?

Non ho un futuro politico da almeno trent’anni. E mi impegno solo se e quando vengo chiamato.

Commenti  

 
#3 enzo cuscito 2010-02-17 20:50
Lo stato del PD gioiese è per intero nella "fotografia" di Paolo Covella. Da due anni sono ormai componente della dirigenza locale, di quella, come dice Paolo, che lavora sul campo, non nel palazzo o negli studi privati. Quella parte del partito che, tirate su le maniche di camicie, si ferma in Piazza e tra la gente a parlare, a capire, a confrontarsi (spesso mettendoci incolpevolmente la faccia al posto di chi l'interesse comune e del partito stesso non sa proprio dove cercarlo). Ma è anche quella parte del partito che insiste da mesi sulla presa di responsabilità di chi invece riveste ruoli istituzionali, come i Consiglieri Comunali (lo ricordo, graditi ed eletti dal popolo e non piovuti dal cielo). I limiti del PD (e forse della cultura politica e civile di noi gioiesi) sono tutti li. E' sono quei limiti che, dopo estenuanti tentativi di "risvegliare" la volontà di fare Politica, spesso diventano la causa di tante fughe o, peggio ancora, di impedimento a chi del PD volesse farne parte. Elencare le innumerevoli volte nelle quali ho sentito l'impeto di andarmene sarebbe impossibile. Quel che ancora ci trattiene è la consapevolezza che andar via significa la resa su tutti i fronti, permettendo a questa Malpolitica di perpetuarsi all'infinito. Certo, la sensazione di essere soli spesso demoralizza, disillude. Ma altra via non c'è. Stringere i denti ed il cuore, non tacere dinanzi alle omissioni, all'inerzia e ai trasversalismi (che sono il segno dell'affarismo e del clientelismo diffuso dei nostri politici) e sperare nell'aiuto di chi crede ancora nella buona Politica ed abbia voglia e coraggio di "sporcarsi" le mani in un lavoro dal quale si ha poco da guadagnare, ma che costituisce il fondamento per un futuro diverso.
C'è ancora spazio per sperare. Soprattutto per chi sa ancora sperare. Contestare e criticare dall'esterno non aiuta nessuno. Anzi, aiuta proprio coloro ai quali conviene che nulla cambi.
Enzo Cuscito
 
 
#2 tantoper 2010-02-17 14:07
Però caro Covella, quando sei stato chiamato da Mastrovito ad entrare in giunta, questo "impegno" è subito venuto a mancare quando, non si è voluto affrontare "il toro" dalle corna.
A meno che, pensavi forse di dovere "solo" assistere le mucche che pascolavano?
L'impegno si dimostra con il sudore, e la fatica, e andare via appena si sente puzza di bruciato, non giova a nessuno.
;-)
 
 
#1 peppe 2010-02-17 13:14
.... e chi ha orecchie intenda! Sono cose che andavano dette per il bene non solo del tuo partito o del centro sinistra ma dell'intera città. La politica bisogna farla a carte... scoperte, non nel buio dei sotterranei.Bravo Paolo.
 

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