Domenica 25 Agosto 2019
   
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TASSE CENTRO STORICO SONO AUMENTATE O DIMINUITE?

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Senza-titolo-1.jpg2Da modesto studioso economico, ho provato un notevole dispiacere nel leggere un manifesto, affisso in molte vie della città, nel quale il consigliere del PD di Gioia del Colle, Giuseppe Lenin Masi, si è in sostanza “autocandidato” a difensore delle attività produttive locali, poiché fermamente contrario alla deliberazione del consiglio comunale del 4 febbraio 2010, con la quale si è proceduto a ridurre i tributi delle aree produttive nel Centro Storico e nella zona di rispetto, e non ad esentarle del tutto come fatto, in passato, dalle giunte di centro-sinistra.

In una economia di libero mercato nella quale viviamo è fondamentale garantire l’assenza di barriere all’accesso di nuovi operatori commerciali (giovani su tutti), i quali potranno misurarsi con i competitor locali esistenti in modo da ottenere un mercato di concorrenza perfetta, nel quale i vantaggi si rivestono in benefici economici sui singoli clienti, i quali otterranno più scelta, più qualità e soprattutto più convenienza.

È palese che questo circolo virtuoso non deve essere messo in discussione con esenzioni tributarie a carico delle attività esistenti, che creano, in realtà, una forte barriera per i nuovi imprenditori commerciali locali, i quali si troverebbero a competere in una condizione di squilibrio venutasi a creare per sola volontà comunale. Una decisione che, a parità di costo della merce e guadagno per il venditore, crea però un minor costo di vendita in quanto i beneficiari sono esentati dal pagamento di alcuni costi fissi (tributi locali).

Questa bella e tipica esenzione, quindi, creerebbe un effetto “distorsivo” sul mercato locale del commercio, a volte utilizzata, se e solo se, la perdita di benessere generata sia poi compensata da vantaggi di altra natura. Tipo aumento dell’occupazione locale, incentivazione turistica, tutela dell’ambiente, riduzione del costo di vendita.

Per quanto riguarda la prima variabile è facilmente dimostrabile, con un ragionamento logico, che l’introduzione di barriere all’accesso di nuovi operatori comporterà un aumento della disoccupazione, in quanto molti giovani imprenditori saranno disincentivati ad effettuare un investimento di tale portata, sapendo di dover combattere con imprenditori “agevolati”, creando condizioni di lungo periodo che modificheranno il mercato da concorrenza perfetta a oligopolio e/o monopolio.

Se Gioia del Colle fosse città turistica universalmente riconosciuta nel mondo (c100_3073ome Matera, Alberobello ecc., patrimoni UNESCO) o capoluogo di provincia, la perdita di benessere sarebbe stata facilmente assorbita da maggiori profitti per il commercio locale, generata da un flusso turistico tale da far coesistere vecchi e nuovi operatori. Invece, la realtà locale fa parte di un area trainata, molto spesso di passaggio, che ha le radici in un errato restyling di centro storico locale, dominato da sopraelevazioni e/o tettoie di nuova concezione, che costituisce, semmai, cattivo esempio di abbellimento locale. Pertanto anche questo elemento viene meno.

La tutela ambientale, uno dei cardini dell’ultima campagna elettorale del firmatario del manifesto, anch’essa è posta in discussione, in quanto non farà che aumentare la ricerca di attività commerciali in altri paesi da parte dei cittadini locali, creando il seguente circolo vizioso: inquinamento ambientale, mancato introito per le imprese del territorio, disoccupazione (non solo di commessi ma anche di personale specializzato), chiusura delle attività locali, mancato pagamento di imposte, tasse e contributi da parte dei cittadini per il mancato circolo monetario.

La riduzione del costo di vendita, sembrerebbe, fermandosi ad una interpretazione letterale del provvedimento, l’effetto positivo verso i clienti. In realtà questo effetto sarà visivo solo nel breve periodo (0 – 12 mesi) in quanto i commercianti delle botteghe storiche possono effettuare politiche volte ad eliminare la concorrenza locale per poi, successivamente, incrementare il costo di vendita dello stesso bene e ottenere maggiori guadagni a scapito dei clienti.

A tutto questo si aggiunge, secondo il consigliere Lenin Masi, un “appesantimento della burocrazia locale”, in quanto i commercianti devono presentare istanza al comune per ottenere la riduzione dei tributi locali. Questo, invece, rappresenta la corretta applicazione di principi di trasparenza e trattativa, in quanto il progetto approvato pone a carico dell’imprenditore locale la scelta di chiedere o non chiedere il beneficio e dell’ente pubblico se accettare o no la domanda. Mentre, nel concedere i benefici tenendo conto dei “dati in possesso dell’ufficio commercio”, si creerebbe scarsa trasparenza con conseguente incremento dei ricorsi giudiziali intentati da quegli imprenditori non presenti in tale agevolazione, con notevole perdita di tempo da parte dei dipendenti pubblici comunali che li dovranno valutare.

I principi di libero mercato e di concorrenza perfetta sopra elencati sono presenti nel Trattato Istitutivo della Comunità Europea, in cui si vieta l’utilizzo di “aiuti di stato” a favore di determinati settori, se non estesi a tutto il mercato.

Commenti  

 
#2 tantoper 2010-02-17 14:25
E chi pensa a incentivare il "povero" cittadino contribuente che non ha referenti politici di turno?
Non dimenticate che, purtroppo, chi sta reggendo le sorti di questa crisi, sono proprio i lavoratori che pagano le tasse.
Come suol dirsi, cornuti e mazziati.
;-)
 
 
#1 Difonzo 2010-02-15 14:20
Bella iniziativa quella di incentivare le attività commerciali che aprono nel centro storico,ma per chì l'investimento lo ha fatto già ??per chi ha versato quanto era dovuto e si è delapidato con il centro polifunzionale le torri??chi ci pensa? sarebbe gradita una risposta dagli assessori competenti e dal primo cittadino ma vedo che non si fanno vivi.
 

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