SERGIO POVIA RISPONDE MA NON AFFONDA I COLPI

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In prossimità delle Elezioni Regionali abbiamo intervistato Sergio Povia, consigliere uscente della Giunta Vendola, nella speranza potesse chiarire, oltre alle motivazioni di questa sua nuova candidatura, i dubbi di tantissimi cittadini-elettori in merito a quello che sta accadendo (per la verità accade già da diverso tempo, forse da sempre) non solo nel suo partito di riferimento, il P.D. o all’interno della coalizione di centrosinistra, ma anche nell’amministrazione comunale di cui, lo ricordiamo, fa parte in qualità di consigliere di minoranza. Sergio Povia, da buon politico qual è, ha risposto, e di questo lo ringraziamo, senza però rispondere. Senza cioè entrare “troppo” nel merito dei problemi posti, senza affondare i colpi. Perché? Una domanda che potrebbe essere motivo di discussione non solo fra gli elettori ma anche fra gli stessi politici, siano essi di parte che avversi.

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Perché candidarsi nuovamente alle Elezioni Regionali dopo aver “disertato” quelle Provinciali?

Il riaffermarsi dell'assemblea legislativa regionale e' un obbiettivo che completa la formazione di chiunque abbia esercitato il ruolo di amministratore negli enti locali. Nel mio caso essere stato Sindaco, Consigliere nel ruolo di capogruppo del partito di maggioranza, relativa al Consiglio Provinciale ed in ultimo Consigliere Regionale e' un Curriculum che mi gratifica molto.

Questa ulteriore disputa all’interno della coalizione di centrosinistra sulla scelta del candidato a Presidente della Regione, non rischia di “agevolare” una nuova vittoria del centro-destra?

Non credo questo, comunque il centro sinistra ha nel DNA la vocazione di una dialettica vivace in un'area di valori comunque condivisi. Le primarie sono uno strumento di democrazia e comunque sia finita e' stato un successo di popolo e di democrazia.

Le sconfitte subite nelle scorse elezioni comunali e provinciali non hanno “insegnato” nulla visto che si continua a commettere gli stessi errori?

Le sconfitte sono sicuramente figlie di errori e sottovalutazioni, ma sono anche il frutto avvelenato di fasi politiche e tempi che difficilmente si presentano tali e quali. Esperienze sì ma bisogna che gli sguardi siano proiettati al futuro.

In politica vengono prima le coalizioni, gli uomini o i programmi?

Dipende soprattutto dalla qualità degli uomini, poi i programmi e le coalizioni.

I gioiesi, ai loro eletti, di solito chiedono un maggior interessamento nella soluzione dei problemi della città. Nel primo mandato da consigliere regionale, ritiene di averlo fatto? Per convincerli a rivotarla cosa propone?

La Regione e' un'assemblea legislativa e non come qualcuno crede un ente erogatore di beni e servizi. Le norme approvate in questi ultimi anni hanno avuto evidenti ricadute positive sul territorio senza grandi echi, perché ignorati dai più. Sono una persona seria e credo che questo sia il segno dei miei anni al servizio della comunità.

In cosa la nuova amministrazione comunale di centro-destra, guidata dal sindaco Piero Longo, si sta differenziando, per davvero, dalle precedenti guidate dal centrosinistra?

Nell'arroganza comunicativa e nella più totale confusione e approssimazione amministrativa. E' cambiato tutto ma in negativo.

Dopo le regionali, in un futuro prossimo pensa di ricandidarsi ancora come sindaco o anche lei ha nel mirino il Parlamento?

Le Regionali sono un appuntamento impegnativo e gravoso. Per fare il sindaco servono energie fresche ed entusiasmo, mentre io sono un uomo di mezza età. Il Parlamento si rinnoverà il 2013 e tre anni in politica sono un lasso di tempo troppo grande per fare progetti.
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