Venerdì 06 Dicembre 2019
   
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GIOIA E MAFIA: INTERVISTA A LEONARDO (NINNI') LOSITO

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losito leonardo varsaviaProfessor Losito, ci può descrivere il significato del recente convegno da Lei organizzato a Varsavia per il ventennale della strage di Capaci?

Ricordare la strage di Capaci a 20 anni dall'accadimento, in una capitale europea di riconosciuto rilievo come Varsavia, credo che abbia contribuito con formidabile efficacia a trasmettere un valore positivo (la difesa intransigente della Legalità contro il Crimine Organizzato e Cosa Nostra in particolare) sopratutto ai giovani polacchi che studiano l'Italia all'Università. Per rendersene conto, immagino che basti rileggere l'elenco dei Relatori e dei temi trattati al Convegno dell'8 novembre, già reso noto con tempestività dalla vostra testata.

Uno dei momenti più salienti dell'evento è stata la video-conferenza, in diretta da New York dello special prosecutor Richard Martin (sulla quale ritornerò più avanti). Vorrei intanto sottolineare che dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria è intervenuto il giudice Michele Prestipino, che oggi combatte in prima linea la 'ndrangheta e che anni fa coordinò le indagini che portarono all'arresto a Coleone del’ dei capì di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, dopo 40 anni di latitanza.

Sul piano istituzionale, la Sua iniziativa di quale supporto si è avvalsa?napolitano

L'allocuzione svolta dall'Ambasciatore d'Italia in Polonia S.E. Riccardo Guariglia che all'iniziativa ha voluto concedere il Patrocinio dell'Ambasciata, unitamente al messaggio di saluto in apertura dei lavori inviato dal Quirinale dal Presidente Giorgio Napolitano, costituiscono senz'altro un indubbio crisma istituzionale di cui daremo a breve contezza nella pubblicazione degli Atti congressuali che curerò con il Prof. Francesco Sidoti dell'Università dell'Aquila. E che saranno presentati, com'e stato annunciato, anche a Gioia del Colle, grazie al sostegno in primis della Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Oltre al lancio delle agenzie nazionali ANSA ed AISE, l'evento è stato anche riportato sul sito ufficiale della Farnesina e ripreso anche fuori dei confini nazionali.  Mi dispiace molto che la stampa cartacea locale abbia ritenuto di ridimensionare (sottacendolo) l'argomento.

In democrazia la libertà di stampa (cartacea o telematica che sia) rimane un diritto inalienabile, le cui singole scelte redazionali non sta certo a noi commentare. Piuttosto, ci dica: cosa può significare di nuovo ancor oggi il ricordo della morte di Falcone e Borsellino? 

varsavia-maria falconeCon la sua morte sul campo, come un eroe epico della nostra tradizione classica greco-romana che abbiamo imparato ad amare sui nostri banchi di scuola (la mia Maturità Classica io l'ho ricevuta a Gioia, nello storico edificio scolastico del Liceo Ginnasio Publio Virgilio Marone).  Giovanni Falcone e paolo Borsellino ci hanno consegnato col loro sacrificio una fiaccola di Libertà la cui fiamma è nostro dovere continuare a tenere accesa ed alimentare. Che è poi quel che fa egregiamente e senza sosta la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone di cui la Prof. Maria Falcone è Presidente. 

Con Giovanni Falcone, come sappiamo, morirono per mano assassina e stragista in circostanze ancora non tutte chiarite (anche sul piano giudiziario: l'inchiesta è stata infatti recentemente riaperta) la moglie Francesca e tre agenti della scorta. Poco dopo, la stessa sorte toccherà a Paolo Borsellino. Papa Wojtyla li ha iscritti entrambi nella lista dei Martiri del secolo. E' questo un dettaglio losito-richard-fbiimportantissimo non a tutti noto e ce lo ha ricordato a Cracovia proprio S.E. il Cardinale Stanislao Dziewisz, durante un incontro svoltosi il 7 novembre in Arcivescovado con il PNA Pietro Grasso e sua moglie Maria Fedele, reso possibile dal Console Onorario italiano in Polonia Anna Boczar Trzeciak.

Un altro elemento su cui non ci stancheremo mai di insistere è la dimensione internazionale della lotta contro la criminalità di stampo mafioso, che proprio Falcone concretizzò con gli Stati Uniti d'America, collaborando con l'FBI e con la Magistratura americana per l'estradizione in Italia di don Masino, alias Tommaso Buscetta: il primo pentito collaboratore di Giustizia, che poi testimoniò contro Cosa Nostra al maxiprocesso celebrato a Palermo con Pietro Grasso come giudice a latere. A Varsavia questo aspetto di rilevanza ancora insuperata lo ha sottolineato Richard Martin, il pubblico accusatore del celebre caso di traffico internazionale di droga noto come pizza connection: fu lui che con Louis Freeh e Rudolph Giuliani costituì un formidabile team investigativo e giudiziario di storica crucialità.

Abbiamo visto in rete una foto da Varsavia mentre veniva donata al Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso una copia del volumeburt shumann rabbino dell'Ing. Nicola Mastrovito "Ingiustizia di Stato.  Gioia città di mafia?". Ci sono stati commenti da parte dell'alto Magistrato?

Non era quella di Varsavia certamente la sede istituzionale nè per porre domande nè per ottenere risposte su questa ferita che ancora resta aperta e che pesa sulla Città in cui mi vanto di aver ricevuto i natali e di essere (ormai da anni) cittadino in emigrazione. A Gioia ci sono ancora i miei genitori, i miei amici e gli affetti più cari. Ci vengo quando posso e cerco di illustrarla al meglio delle mie capacità anche professionali: cito per tutte la riuscita Giornata della Memoria dell'anno scorso, con una delegazione guidata dal Rabbino Burt Schuman della Sinagoga Beit Warszawa, e con l'intervento da Roma del Consigliere degli Affari Politici dell'Ambasciata di Israele Livia Link: graditi ospiti dell'Amministrazione Comunale all'epoca guidata dall'ex Sindaco Piero Longo, anch'egli mio caro amico.

E in questa occasione, c'è stata una qualche forma di partecipazione dal nostro Comune?

L'8 novembre scorso a Varsavia c'è stata una ristretta rappresentanza di cittadini e di imprenditori di Gioia (Olio Mancino e BPPB), a testimoniare la sensibilità del nostro paese al tema del sostegno alla Legalità contro il Crimine. Al Procuratore Grasso è stata offerta una copia del volume dell'Ing. Nicola Mastrovito, che raccoglie doviziosamente atti, documenti ed indicazioni di quanto accaduto in occasione dello scioglimento del Consiglio Comunale e della susseguente gestione commissariale prefettizia. Nulla di più e nulla di meno: si è trattato di un omaggio simbolico, volontario e spontaneo, giusto al fine di sottolineare che l'argomento non è stato dimenticato e nemmeno archiviato nella consapevolezza dei cittadini. Il Procuratore Grasso non ha commentato, ha solo accettato il libro portatogli in cortese omaggio.sergio-povia-piscina

E da parte dell'Amministrazione Comunale?

Il mio buon amico Sergio Povia, attualmente in carica come Sindaco, era stato ovviamente invitato e lo abbiamo ansiosamente atteso fino all'ultimo momento. Non è potuto venire, ma ha inviato una lettera ufficiale, per cui a Varsavia anche lui è stato (almeno idealmente) presente. Ciò deve confortare tutti, perché è chiaro che su questioni come questa dell'onorabilità di un'intera comunità civile, non può e non deve essere lasciato alcuno spazio né alle divisioni di parte politica e meno che meno a sempre sterili strumentalizzazioni che non giovano a nessuno.

Professore, a cosa sta lavorando in questo momento? Bolle qualcosa in pentola, in particolare per Gioia del Colle?

Donato bosciaSono appena rientrato a Varsavia da una breve missione di studio in Italia. Giorni fa ero a Bergamo, da dove 150 anni fa (lo commemoreremo degnamente l'anno prossimo) un ufficiale garibaldino, Francesco Nullo, partì dall'Italia appena unificata per combattere a fianco dei patrioti polacchi contro l'invasore russo zarista. Nullo morì in battaglia nei pressi di Cracovia ed è oggi sepolto con i suoi compagni d'arme ad Olkusz. La Polonia lo ricorda tuttora come un eroe nazionale. A Bergamo ho avuto contatti accademici ed istituzionali, confortati dal plauso ricevuto a Roma dal Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata (anch'Egli bergamasco) di questo Governo Monti. 

Quanto alle possibili iniziative per rimuovere, ove possibile anche formalmente, la pesante ipoteca morale che tuttora rimane nel comune sentire collettivo di tutti gli uomini liberi ed intemerati di una cittadina che vanta, tra gli altri meriti civici, una medaglia d'oro alla memoria di una vittima della Mafia come Donato Boscia, esse sono tutte legittimamente ammissibili e presumo che avranno presto un seguito.

Molto è stato già fatto, per cui si tratterà solo di proseguire nel sociale sulla strada avviata: magari con un approccio squisitamente burocratico e giuridico miratamente dispiegato e normato da un'azione da completare, sulla scorta della precisa fattispecie inerente al caso. Energie intellettuali e risorse di ogni ordine e grado da noi a Gioia certo non mancano. Questa volta però, faranno sentire la loro voce anche i gioiesi fuori terra, che non sono pochi, sia in Italia che all'estero. E su questa vicenda della restitutio famae, per quel poco che possa valere ho deciso di metterci la faccia anch'io: la patente di Gioia Città Antimafia come cittadini ci spetta e chi di dovere ce la deve riconoscere.

 

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