Rifiuti: “La capacità di guardare al futuro delle nostre comunità”

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kit rifiuti navita"Quando anni fa si decise il modello organizzativo dell'Aro (Ambiti Ottimali di Raccolta) per lo svolgimento delle funzioni associate di organizzazione del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti da parte dai Comuni, e si cominciò a parlare di una gara unica, che nel nostro ambito ARO BA5 comprende Adelfia, Casamassima, Acquaviva delle Fonti, Turi, Gioia del Colle e Sammichele di Bari, era chiaro che forti interessi sarebbero entrati in gioco.

Per questo nel 2013, a Sammichele, dove alcuni partiti di opposizione erano confluiti in un movimento di opinione, chiamato “Altrapolitica”, creammo un evento pubblico per invitare la politica a scegliere una strada diversa ed a convergere non su una gara esterna, per un valore di oltre 120 milioni di euro, ma a puntare su una gestione in house, partendo dalla Spes, che allora era la municipalizzata di Gioia del Colle, per aggregare ad essa tutti i comuni dell'Aro. I vantaggi di tale scelta erano evidenti: non ci sarebbe stato un privato a fare profitto, ed i risparmi sarebbero ricaduti sul territorio, e sui cittadini. Inoltre il piano industriale sarebbe stato tarato sui peculiari bisogni di ogni comunità, con una flessibilità che il modello standard che hanno poi costruito su tutto l'Aro, non ha.

Si scelse la gara, si disse che avremmo avuto un servizio migliore con la differenziata - che poi viene fatta dai cittadini - e che avremmo avuto un forte ribasso di gara. Invece la gara fu vinta nel nostro Aro dalla CNS, che aveva costituito un ATI, una associazione temporanea di imprese, con un ribasso ridicolo dello 0,5%. Gli altri grossi concorrenti si erano divisi il territorio onde permettere di vincere gare con il minimo ribasso. Ciò ha comportato che le tariffe della TARI in tutti i comuni dell'ARO sono schizzate verso l'alto, perché il costo del servizio deve essere pagato interamente dai cittadini.

Nel nostro caso, la classifica a fine gara vedeva l'aggiudicazione alla CNS, al secondo posto si classificava Ecologia Falzarano - che sarebbe diventata tristemente nota agli abitanti di Monopoli - ed al terzo Camassambiente.

Immediatamente ci fu il ricorso della Falzarano avverso la CNS. Sostenendo che una delle tre aziende non aveva le necessarie autorizzazioni per operare nei rifiuti.

In questo caso amministratori previdenti avrebbero sospeso l'aggiudicazione fino agli esiti del ricorso. Invece si preferì assegnare l'appalto stramilionario alla CNS, su richiesta della stessa, fino al giudizio del magistrato. Ed ovviamente le ditte, pur consapevoli che si stavano esponendo ad un rischio i loro investimenti in attrezzature e mezzi, si impegnarono a non portare in giudizio l'Aro qualora la Falzarano avesse vinto il ricorso. Forse contavano sul fatto che non sarebbe mai accaduto. Ed invece puntualmente più di un anno e mezzo fa la Falzarano vinceva il ricorso a titolo definitivo.

A questo punto il servizio - che è un servizio pubblico essenziale - continuava ad essere svolto dalle ditte dell'ATI CNS, in attesa del soccorso istruttorio a favore della Falzarano. In pratica si doveva verificare se l'Azienda, pur avendo vinto il ricorso perchè la CNS non aveva in una delle sue ditte la necessaria autorizzazione ambientale, fosse in regola. E qui colpo di scena. A parte la tragicomica di una fideiussione rivelatesi poi farlocca, non si poteva affidare un servizio pubblico ad una azienda che non era in regola con il DURC. E non si poteva nemmeno affidare alla terza classificata perchè in concordato preventivo.

Per noi di Sammichele è sempre stato chiaro a questo punto che la "mitica" gara ben fatta - per qualcuno che ci ha preceduto - era saltata completamente, ma, obbligati ad essere prudenti, abbiamo aspettato un giudizio di ottemperanza che dichiarasse la gara definitivamente "morta". E ad inizio anno è ciò che è puntualmente accaduto.

La CNS NON PUÒ - e lo sottolineo a chiare lettere in maiuscolo - esercitare l'attività di raccolta nei nostri comuni. Lo fa attraverso le sue aziende in Ati solo perchè, essendo un servizio pubblico essenziale, il servizio va in prorogatio fino a quando noi adottiamo gli atti per caducare il contratto e fare una gara ponte che ci porti tutti ad una nuova gara, o come io spero, a riprendere l'idea di una municipalizzata di comuni consorziati.

Il percorso, sospeso durante l'emergenza Covid, prevede obbligatoriamente la caducazione del contratto ed una ordinanza di affidamento momentaneo fino ad una gara ponte, chiedendo manifestazioni di interesse a più aziende del settore.

Qui invece, da persona che ha partecipato e seguito quasi tutte le riunioni tra i sindaci ed i miei omologhi, ho notato che in alcuni sindaci, soprattutto dopo un incontro tenuto a Gioia del Colle con gli avvocati della CNS, l'atteggiamento di linearità e di fermezza rispetto al percorso, sembrerebbe mutato. Alcuni addirittura avrebbero affermato che intendono affidare alle stesse aziende fino alla nuova gara (sic).

E per alcuni, noi di Sammichele, che abbiamo cominciato deliberando in Giunta Comunale il percorso di caducazione, siamo troppo talebani. Qualcuno si è anche spinto a dire che avremmo rotto il fronte compatto dell'ARO.

Ora io rivendico che l'unico fronte, o meglio, l'unica barra che un amministratore pubblico deve tenere ben dritta, è quella sulla legalità degli atti e della trasparenza rispetto alle scelte. Ogni altro approccio, a mio sommesso parere, va segnalato all'ANAC e, per quanto riguarda comuni diversi dal mio, mi vedrò costretto a prendere in considerazione l'idea di farlo personalmente o con chi vorrà firmare con me un esposto. Perchè non è certamente un caso che ieri la Falzarano, istigata forse da qualcuno, pur essendo in fallimento, ha presentato un ricorso. Ed a distanza di 24 ore gli avvocati della CNS hanno scritto a noi, e per conoscenza agli altri comuni, per invitarci a ritirare i nostri atti. Una nota che nel nostro plesso giudico anche intimidatoria. Oltre che velleitaria.

Avvocati che hanno perso ben 4 gradi di giudizio, volevano ribaltare la realtà in un incontro con i sindaci come se fosse un quinto grado di giudizio.

Noi dobbiamo applicare una sentenza ed un giudizio di ottemperanza. Non ci sono margini di manovra o di accordi perchè ciò comporta la piena responsabilità degli amministratori a favore di un privato che ha potuto lucrare per oltre 3 anni e mezzo su un contratto che il Consiglio di Stato ha stabilito non poteva nemmeno ottenere.

E mi permetto una ulteriore riflessione. Qualcuno, qualche giorno fa e stupidamente, ha affermato che c'era stata la mia trasformazione da politico ad amministratore. Vorrei dire che è una affermazione priva di senso perchè chiunque fa politica vuole tradurre in atti le proprie idee. E se ha credito e viene votato diventa amministratore. Dove persegue le proprie idee e la propria etica. E siccome sono abituato a battermi da sempre per quello che penso, trovo che anche la scelta di fare una nuova gara per affidare ad un privato da capo, sia miope o segue logiche che niente hanno a che fare con la buona amministrazione.

Vorrei ricordare ai sindaci ed ai miei omologhi dell'ARO che noi siamo amministratori pro tempore, ma obbligati a pensare a ciò che è il meglio per il futuro delle nostre comunità. La capacità di fare scelte per il futuro e di pensare ad una gestione che porti risparmi per i cittadini fa parte della buona politica.

Legalità, trasparenza, visione politica saranno fondamentali per uscire da questa gestione gelatinosa dei rifiuti in Puglia che finisce per drenare risorse pubbliche e dei cittadini a favore di privati.

Io intendo battermi per questo cambiamento. Insieme al mio sindaco a partire da Sammichele. E credo che ci sia bisogno di una riflessione condivisa che attraversi tutte le nostre comunità in Aro. Che passi dalla cittadinanza attiva e che non sia presa sulle teste delle persone. Ed anche questa è una mia visione politica”.

Assessore all'Ambiente
Comune di Sammichele