Domenica 20 Settembre 2020
   
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Leonardo Palmisano. C’è sinistra e sinistra anche a… sinistra

leonardo palmisano primarie pd puglia

leonardo palmisano primarie pd puglia Una premessa è d’obbligo, prima di dare spazio a quanto scritto dal redattore Giovanni Capotorto: Leonardo Palmisano non è il “solito” politico venuto a chiedere consensi per le primarie del centro sinistra. A voler dare una definizione approssimativa è un politico molto atipico, una persona onesta e vera, senza schermi né protettorati, dallo sguardo limpido e diretto.

Uno di noi con delle idee concrete e fattibili per trasformare quel che oggi ci zavorra e trascina a fondo, in preziose risorse per riportare i cervelli e i giovani in fuga dalla Puglia a casa. Non è poco. 

Un altro punto a suo favore… potrebbe proporsi per le qualità e i vissuti pregressi come leader di movimenti quali le sardine e “vincere facile”, invece suggerisce loro di starne fuori e non farsi inquinare. Chi pensa al bene di molti a discapito del proprio e dei propri interessi, può ridare valore “etico” a qualunque fazione appartenga e ben governare.

Ai cuori che battono a sinistra e non devono favori, a chi è libero di esprimersi, un suggerimento: domani recativi nelle sedi (quella gioiese è in via Principe Amedeo, 15 nei pressi della Chiesa Madre) e votate con la mente, con il cuore e con fiducia. C’è sinistra e sinistra anche a… sinistra.

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Si è svolto gioveleonardo palmisano primarie pd pugliadì 9 gennaio presso la sede di Confesercenti in Corso Garibaldi, 10 l'incontro con il candidato presidente del Centrosinistra Leonardo Palmisano che domenica 12 gennaio sfiderà alle primarie Michele Emiliano, Elena Gentile e Fabiano Amati. Palmisano, al momento l'unico candidato ad avere incontrato i gioiesi, ha illustrato il suo programma, rispondendo alle domande di Alessandro Capurso e Tonia Scarnera che hanno organizzato la serata e svolto il ruolo di moderatori. Un momento di confronto forse non pubblicizzato in maniera tempestiva, anche per la difficoltà di trovare una sede adeguata dove svolgere l'incontro.

Capurso nella sua introduzione ha ribadito che oggi a Gioia mancano spazi fisici per la sinistra, luoghi dove potersi incontrare, ringraziando la Confesercenti per aver messo amichevolmente a disposizione la sua sede. Ha ricordato l'importanza di queste primarie in vista della campagna elettorale per la Regione, la necessità di costruire una nuova visione, di dare una svolta a una sinistra orfana di leader.

Palmisano ha confermato che oggi è il momento di seminare idee, di andare dove ci sono le persone, cercando di comprendere le loro necessità, di rinnovare l'impegno per l'ambiente. I temi ambientali in passato solitamente erano appannaggio della sinistra, ma negli ultimi anni nel Nord Europa stanno emergendo anche movimenti ambientalisti legati alla destra.

sardineA PROPOSITO DI SARDINE…

Il movimento delle «Sardine» è la vera novità politica, sono il coagulo dell'elettorato deluso che vuole rinnovare la politica. Un movimento autoconvocato tramite i social, non imposto dall'alto, che sta riportando la gente nelle piazze.

Secondo lui non è utile la presenza di leader istituzionali o degli altri partiti tradizionali nella pagina delle sardine, perché rischiano di inquinare questo movimento spontaneo nato per testimoniare contro il pericolo del sovranismo in chiave razzista portato avanti da alcuni partiti.

Oggi l'obiettivo è rimettere al centro le persone e riportare in politica il rispetto per l'avversario, rifuggendo dal turpiloquio, dal sessismo, da un linguaggio «violento» che negli ultimi anni ha inquinato il dibattito politico. Un impegno che Palmisano ritrova oggi nelle sardine, ma non nelle altre forze presenti a sinistra.

Per ridare senso alla politica bisogna impegnarsi per la fine del pensiero totalitario a sinistra e delle contestazioni personali che stonano con la capacità di produrre consenso di alcuni leader.

Da molte parti emerge un tentativo di imbrigliare le sardine nelle vecchie logiche politiche, forse preoccupati che possano erodere l'elettorato tradizionalmente di sinistra o la sinistra minoritaria all'interno del movimento Cinque Stelle.

… CRISI NTERNAZIONALE IN ORIENTEleonardo palmisano primarie pd puglia

Palmisano è poi passato ad una rapida analisi della situazione internazionale, criticando la mancanza di precise prese di posizione del governo sulla Libia, l'Iran e altri temi caldi.

Solo Conte sta cercando di dare una linea in politica estera.

Riguardo all'ipotesi ventilata nei giorni scorsi di una missione di Minniti in Libia, Palmisano si è mostrato piuttosto critico, considerandolo una figura debole dal punto di vista diplomatico, che ha autorevolezza solo tra le fazioni libiche perdenti e la responsabilità della creazione dei campi di detenzione in Libia e degli hotspot.

Secondo lui negli ultimi anni la Francia ha spodestato l'Italia nel ruolo di partner privilegiato della Libia, inserendosi prepotentemente in quel contesto geopolitico dopo l'assassinio di Gheddafi. A differenza dell'Inghilterra, legata tradizionalmente alla politica estera statunitense, la Francia ha saputo elaborare una sua proposta autonoma.

Difficilmente la Francia appoggerà Minniti o altri candidati italiani per una missione europea a causa delle rivalità delle industrie francesi con ENI e Fincantieri. È entrata in Libia non per Gheddafi, ma per sfruttare il grande potenziale anche turistico di questo paese. Palmisano ha ricordato che durante il suo soggiorno nel paese si è sentito tutelato da questa potenza che mantiene un forte potenziale coloniale.

A suo parere la sinistra ha perso credibilità verso gli alleati libici che spesso usano i migranti detenuti come scudi umani.

PERCHÉ CANDIDARSI?candidati primarie centrosinistra

Alla domanda di Tonia Scarnera sulle ragioni della sua candidatura, Palmisano ha ricordato di aver rinunciato in passato a fare il capolista dei Verdi; non se la sentiva di entrare in politica. Si è convinto solo dopo aver visto il risultato delle scorse Europee.

Analizzando quel che manca in questo momento in Italia, ha messo in risalto l'assenza di una rete ambientalista, della consapevolezza che la sostenibilità ambientale produce occupazione.

Si è soffermato anche sul crack della Banca Popolare di Bari, un problema emerso oggi, ma che in realtà è il risultato di una crisi di 10 anni fa, di una economia fittizia che non ha prodotto livelli occupazionali.

Serve invece un'economia di prossimità, mettere insieme per esempio a Gioia chi produce latte e chi fa le mozzarelle, all'interno di un'associazione di consumatori che garantisca un mercato e prezzi di vendita equi e adeguati.

Bisogna ribaltare la visione che ci vede solo come consumatori, e il consumo deve essere l'ultima delle cose. Dobbiamo ricordare i nostri diritti acquisiti per nascita, non perché consumiamo.

Il tema non è più l'economia, ma il diritto.

Le sardine nascono quando vedono in Salvini chi nega i diritti degli altri, intuiscono il pericolo di una deriva razzista, di un razzismo regionale che si espande in fascismo nazionale.

Il tema dei diritti deve essere centrale. Gli operai di Taranto non sono felici di lavorare all'ILVA, pensano anche alla loro salute, ma spesso non hanno alternativleonardo palmisano primarie pd pugliae.

COME CONIUGARE AMBIENTE E LAVORO

Bisogna capire come coniugare ambiente e lavoro. Creare reti di movimenti ambientalisti, un network di piccoli movimenti ambientalisti e pacifisti.

Palmisano ha fatto l'esempio di tre comitati salentini che lo sostengono, gruppi nati per obiettivi diversi che solo ora cominciano a parlarsi, a conoscersi.

È importante ribadire che l'ambiente deve produrre lavoro, che l'attenzione alla salute non è in contrasto con le politiche lavorative, ma anzi può contribuire a creare nuove opportunità.

Per Taranto serve la ricetta per una progressiva uscita dalla produzione di acciaio tenendo conto che a livello internazionale non viene considerato di buona qualità; le maggiori industrie automobilistiche preferiscono approvvigionarsi altrove.

Taranto per la sua collocazione geografica potrebbe essere il vertice naturale del triangolo post industriale della Puglia.

Occorre ridare valore al trasporto su rotaia piuttosto che alle automobili. Taranto potrebbe diventare il polo per la produzione di treni e rotaie, unita ai servizi di logistica. La popolazione aumenta e aumenta la richiesta di trasporti pubblici, più che di trasporto merci.

Si potrebbero produrre a Taranto i software per la gestione della logistica, guardando ai paesi del Mediterraneo.

In questo momento l'Algeria ha un vuoto politico, non riesce ancora a eleggere un presidente. La Tunisia non può ancora competere con l'Europa. Libia e altri paesi hanno problemi di stabilità politica.

Possiamo fare di Taranto il luogo dell'integrazione logistica dei trasporti, settore che porta occupazione e formazione. La produzione di software è una richiesta costante.

NELL’ECONOMIA DEL FUTURO INVESTIMENTI IN SOFTWARE DI PROPRIETÀ DEGLISoftware-Development--Business-ServicesA ENTI

In passato si puntava sull'open source per poter risparmiare i costi delle licenze informatiche, oggi si punta su software prodotti da società specializzate, ma di proprietà dell'ente, come fatto recentemente per il software che gestisce la sanità in Emilia Romagna.

Si potrebbe per esempio inserire nei bandi regionali una clausola che chiede la produzione di software che però sarà di proprietà dell'ente appaltatore.

Un'altra ipotesi è la creazione di una rete social pubblica della regione che raccolga i bisogni della popolazione e produca sperimentazione delle possibili soluzioni.

Si pensa anche a un software per prevedere i picchi di emergenza sanitaria, ottimizzando le risorse disponibili.

Per innalzare il livello medio della sanità bisogna creare presidi ospedalieri polispecialistici dove il cittadino possa essere visitato subito dagli specialisti piuttosto che dal medico di base.

Attraverso un sistema informatico il sistema sanitario può fotografare la situazione sanitaria del singolo, risalendo alle patologie ereditarie presenti nelle generazioni precedenti per indirizzare il medico a intercettare eventuali familiarità, riducendo il numero di esami necessari per scremare le varie possibilità. In Emilia Romagna attraverso la valutazione dei flussi sanitari si possono individuare in anticipo le possibili emergenze.

COME Fleonardo palmisano primarie pd pugliaAR CRESCERE GIOIA DEL COLLE

Per il territorio gioiese Palmisano ha individuato come ricetta di sviluppo i settori della gastronomia, da coniugare con la creazione di imprese di prossimità, mettendo insieme i comuni del circondario. Per soddisfare il bisogno occupazionale occorre puntare sul brand esistente, valorizzando le aziende già presenti sul territorio e invogliando i turisti alla scoperta di quello che non è ancora ben conosciuto.

La Puglia ha tante bellezze inesplorate, non solo sulla costa; occorre dare maggiore visibilità anche ai paesi dell'entroterra, costruire dei pacchetti turistici per le famiglie, una rete di posti dove poter mangiare e dormire, di luoghi da visitare, di percorsi, mettendo insieme chi produce il cibo, chi offre da dormire, etc.

Puntare sulla destagionalizzazione, non concentrando l'offerta solo nel periodo estivo, per esempio intercettando i flussi del turismo studentesco. Occorre produrre un piano per il turismo scolastico, stabilire delle regole per governare il fenomeno ed evitare abusi, puntando su un turismo responsabile.

Offrire itinerari precisi, valorizzando per esempio le torri normanne o aragonesi, per costruire la nostra identità culturale.

Servono reti infrastrutturali, ma occorre procedere per gradi, prima di tutto rafforzando la rete ferroviaria, poi incentivando il noleggio a lungo termine delle automobili elettriche, alternativa economica all'auto di proprietà.

Bisogna creare una rete di trasporto efficiente superando il luogo comune che il sud non ha trasporti perché manca la domanda.

L'appetito vien mangiando e una rete pubblica efficiente può incrementare gli spostamenti, puntando non solo sull'asse sud/nord, ma anche su quello est/ovest.

Per incrementare le opportunità lavorative si possono realizzare degli spazi di coworking, di spazi di lavoro condiviso invece dei capannoni oppure deprecarizzare la ricerca mettendo dei ricercatori a servizio delle imprese.

Dobbiamo uscire dalla logica del «non si può fare», guardando alle esperienze già realizzate altrove e cercando di valorizzare le nostre produzioni. In Puglia i distretti industriali sono spontanei; il distretto del salotto non è stato creato dall'alto, ma è nato dalle esigenze delle aziende interessate. Nel settore editoriale potrebbero crescere le imprese cooperative per far fronte al problema della precarietà e valorizzare le competenze disponibili sul territorio.

Serve un regolamento per i beni confiscati alla mafia, da usare per produrre lavoro, per costruire percorsi lavorativi progettati con le comunità e sottrarre i lavoratori allo sfruttamento dei caporali. I comuni dovrebbero avere un unico regolamento per l'assegnazione dei beni in modo da evitare disparità.

Un leader politico deve conoscere le esigenze del territorio.

Le differenze nel nostro paese sono sempre un vantaggio, noi abbiamo un alto livello di autonomia, la capacità di metterci insieme nei momenti di emergenza. Dare opportunità di sviluppo al Sud significa far crescere tutto il paese.

CHI È LEONARDO PALMISANOleonardo palmisano primarie pd puglia

Leonardo Palmisano è un sociologo, che ha affrontato le piaghe del caporalato e delle mafie, i temi dell'accoglienza in numerose inchieste, testi ed articoli, scendendo tra la gente.

È docente universitario, fondatore della casa editrice «Radici Future» e di «Puglia Ambiente e Lavoro», vincitore nello scorso ottobre della «Colomba d’Oro per la Pace», nella XXV edizione dell’evento organizzato da Archivio Disarmo, autore di "Ghetto Italia" - premio Livatino contro le Mafie - e dell'inchiesta sul mondo del lavoro sommerso "Mafia Caporale", è anche stato oggetto di minacce di morte per aver denunciato in un articolo - inchiesta pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno nell’aprile del 2018 i legami tra la mafia garganica e quella nigeriana circa la gestione degli affari illeciti nel nord della Puglia, in particolar modo all'interno del ghetto di Borgo Mezzanone.

Ha vinto in questi giorni il prestigioso Premio Filangieri 2020 «Per l'impegno deciso e profondo nella divulgazione degli aspetti meno noti della criminalità, nella diffusione dell'informazione e della cultura come mezzo con cui combattere le degenerazioni della società».

Sarà premiato assieme al dott. D'Onofrio della Dda di Avellino, che sta contrastando alacremente la rinascita della Camorra in Campania.

 

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