Richieste Coema per 54mila euro. Stop all’accordo bonario

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palazzo municipaleAncora tutto da rifare per l’Ufficio tecnico comunale che, dopo aver impresso un notevole sprint al riconoscimento delle richieste avanzate dalla ditta Corema per un importo di oltre 54mila euro, oggi ha tirato il freno a mano. La vicenda riguarda la realizzazione del Centro polivalente per minori e anziani in via Einaudi, finanziato mediante fondi regionali, e per il quale si era aggiudicato l’appalto proprio la ditta Corema nel 2012. Cominciano, da allora, una serie di avvicendamenti dei Responsabili di procedimento ed una serie di botta e risposta tra ditta e Comune per il collaudo della struttura.

L’omologazione del Centro avviene nel 2016, ma solo tre anni dopo (il 3 gennaio 2019) la ditta Corema produce una «memoria a riguardo della relazione sulle riserve del Direttore dei lavori», come si legge dagli atti, riscontrando la richiesta del 27 dicembre 2018 del Funzionario comunale.

A dispetto di tali intervalli di tempo piuttosto dilatati, la Giunta Comunale prendeva atto dell’accordo bonario lo scorso 8 ottobre ed in meno di una settimana il Responsabile dell’Area Lavori Pubblici, Giuseppe Santoiemma, procedeva ad impegnare i 54.591,36 euro riconosciuti in precedenza.

A puntare i riflettori sul caso ci ha pensato il Movimento Pro.di.Gio. che, tramite una lettera a firma del Presidente del Movimento e del Consigliere Comunale Donato Colacicco, chiedeva l’annullamento del provvedimento, contestando il perimetro normativo entro il quale si era definito l’accordo bonario e, soprattutto, la mancanza di alcuni presupposti, tra cui l’assenza del «parere dell’Ufficio legale interno». Ed è per quest’ultimo presupposto, «alla luce di una attenta lettura» del Codice degli appalti, sempre il Responsabile dell’Area Lavori Pubblici Giuseppe Santoiemma ha proceduto ad annullare l’impegno di spesa, mercoledì 23 ottobre, prevedendo l’«acquisizione del parere da parte dell’ufficio legale».

La palla, pertanto, passa adesso nelle mani dell’Avvocato del Comune, il quale dovrà fare chiarezza su una questione di non semplice districamento; se, infatti, proprio l’Ufficio legale dovesse rintracciare dei vizi di forma, la mancanza dei presupposti o dovesse ritenere molto basso il pericolo di soccombenza per il Comune ad un eventuale contenzioso, la patata bollente ripasserebbe nelle mani della politica e dell’Ufficio tecnico, nelle cui stanze si dovrebbe decidere se evitare un contezioso che l’ufficio legale avrebbe valutato come favorevole per lo stesso Comune. In tal modo, diventerebbe difficilmente giustificabile l’approvazione di una transazione, in sostituzione dell’accordo bonario, non applicabile ma avvallato, tramite una presa d’atto, dal Sindaco e dagli Assessori, riuniti nella seduta di Giunta dello scorso 8 ottobre.

«Non mi stupisce che l’Ufficio tecnico abbia accolto i nostri rilievi - dichiara il Consigliere Colacicco - Ciò che avviene puntualmente dall’inizio dell’era Mastrangelo è sotto gli occhi di tutti: una vera e propria ‘anarchia amministrativa’. Mi sarei aspettato maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione, che forse con eccessiva leggerezza ha avallato l’accordo di oltre 54mila euro. Questo, infatti, non è il primo procedimento gestito in maniera superficiale e sul quale Pro.di.Gio. ha dovuto mettere una pezza; è per questo che ho improntato la mia attività di Consigliere di opposizione nella piena collaborazione con l’Amministrazione, declinata in un ferreo controllo sulla qualità degli atti prodotti. Questa attività impegna molto tempo al Movimento, soprattutto per via della difficoltà a reperire tutti i documenti».

Non si è fatta attendere la replica del Sindaco Mastrangelo: «Alla luce delle osservazioni pervenute, gli uffici ritengono sia corretto procedere con una transazione e non un accordo bonario, possibilità che attualmente sta verificando il Segretario generale. Questa situazione è tra quelle che eredito e sulle quali nessuno si è espresso in precedenza, né con un ‘sì’ né con un ‘no’. L’ufficio tecnico ha ritenuto di dover accogliere parte delle richieste avanzate dalla ditta, pertanto quale tipologia di provvedimento applicare è solo una questione di forma. Sono disponibile a riconoscere gli errori degli uffici, purché in buona fede».

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