Commissione invalidi civili: Lagravinese risponde a Mastrangelo

asl ex Inam

consiglio comunale Per quanto tempo ancora potrà durare la narrazione «celhoduristica» dell’attuale Amministrazione comunale di destra a trazione leghista? A meno di continue iniezioni di promesse a «breve conservazione», viatico della recente campagna elettorale non ancora pienamente conclusa (o forse appena iniziata…), prima o poi anche Mastrangelo dovrà scontrarsi con la realtà: innalzare sempre più le aspettative dei cittadini gioiesi, congiuntamente all’assenza di una vera e propria proposta programmatica ed alla necessità di dover tenere «tutti buoni», saranno quei picchi che lentamente eroderanno consenso e presa del governo sulla città, tanto da preannunciarne scricchiolii e fallimenti.

Pur non appartenendomi narrazioni fatalistiche, né dovendomi occupare della redazione dei testamenti politici «degli altri», credo necessarie alcune considerazioni su come sia stato gestito l’affaire «Commissione invalidi civili», rondine premonitrice da dover analizzare, seriamente.

Qualche mese prima delle elezioni, lo Sportello Sanitario Virtuale gioiese, minestrone di politici impegnati durante la campagna elettorale e di attivisti di associazioni dalla marcata connotazione politica, incalzava sull’immediato trasferimento della Commissione, competente nel riconoscimento delle invalidità civili, allocata in via Ariosto a Gioia, a favore di un suo riposizionamento a Sammichele. Gli stessi attivisti, all’indomani della schiacciante vittoria della destra, trasmettevano una raccolta di loro considerazioni sulla situazione sanitaria gioiese al Sindaco e ad uno solo dei neo-eletticonsiglieri comunali, già parte dell’autoproclamatosi Sportello Sanitario Virtuale gioiese. Il 16 luglio scorso, il Sindaco trasmetteva una pesante lettera ai massimi uffici della sanità pugliese, difgiovanni mastrangelofidando il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL a «ripristinare in sede (a Gioia del Colle ndr) le prossime sedute di Commissione», ovvero a «prendere in considerazione, nell’immediato le molteplici possibilità di ubicazione della stessa», alternative prospettate dallo stesso Mastrangelo come, a giusto esempio, i locali presso l’ex Ospedale Paradiso o l’immobile sito in Via La Pira, «attualmente occupato da alcuni veterinari e condotto in locazione dalla ASL».

Una settimana dopo si svolgeva il Consiglio Comunale monotematico in tema «salute». In apertura, l’Assessore Pontiggia relazionava al Consiglio Comunale sulla situazione sanitaria gioiese, utilizzando le considerazioni degli attivisti dello Sportello Sanitario come brutta-copia; relazione, questa, forse non concordata tra le stesse forze di maggioranza, tanto da spingere il Consigliere della Lega Colapinto ad intervenire: «Mi era stato detto di leggerlo dopo (la relazione ndr) non so perché l’assessore Pontiggia di sua sponte ha letto questo documento […] Chiaramente questa bozza veniva mezz’ora fa modificata al computer per porla all’attenzione dei consiglieri senza alzare nessun polverone […]».

Proprio in Consiglio Comunale alcuni esponenti dell’opposizione muovevano dubbi sulle iniziative assunte motu proprio dal Sindaco: dal Consigliere Donato Colacicco (Pro.di.Gio.), che invitava a supportare con dati ed elementi certi le richieste avanzate presso gli organi regionali, per evitare che le stesse potessero essere facilmente rispedite al mittente, al Consigliere Maurizio Liuzzi (PD), che esprimeva dubbi sulla reale efficacia di una diffida trasmessa «solo» dopo l’avvenuto trasferimento; strumento, questo, bollato come «intempestivo».

Il 26 luglio il Direttore di Prevenzione ASL Lagravinese rispondeva alla diffida del Sindaco, innanzitutto premettendo che la decisione del trasferimento temporaneo «è ben lungi dall’essere ‘improvvisa», come «incautamente sottolineato» da Mastrangelo, ma assunta sulla base della «grave carenza dei requisiti minimi della sala visitmunicipio_balconee oltre che dell’adeguatezza dell’ascensore»; situazione, questa, sotto i riflettori anche dai «Mass media» e dai Vigili del Fuoco, i quali «hanno comminato una sanzione pecuniaria in danno dell’ASL». Ma a Mastrangelo, che in Consiglio Comunale aveva definito «pernacchia» una delle motivazioni alla base del trasferimento della Commissione, il Direttore ASL ha risposto anche in merito al paventato danno erariale «del quale - si legge - non sussistono i requisiti soggettivi ed oggettivi previsti per Legge».

Lagravinese, poi, evidenzia come non sia da tenere in considerazione il dato numerico della densità di popolazione, «invocato» da Mastrangelo, quanto «il bacino di utenza della Commissione», rispecchiando così gli stessi dubbi mossi dall’opposizione in Consiglio Comunale. Perentorio, poi, sulle sedi alternative prospettate dal Sindaco: «Non rientrano nella disponibilità diretta del Dipartimento di Prevenzione bensì nell’autonomia gestionale delle altre strutture aziendali […]». Al vetriolo, poi, la conclusione del Direttore Lagravinese in merito alla formula della «diffida» utilizzata da Mastrangelo: «È inammissibile e irrituale una diffida che, mi consenta, non ha potestà ad esercitare nei confronti del sottoscritto e dell’Istituzione che rappresento, per mancanza dei presupposti minimi previsti per legge» che tradotto significa: i poteri del Sindaco, in qualità di «autorità sanitaria locale», non comprendono la definizione di servizi sovra-territoriali o la loro esecuzione. Fuori luogo ed al contempo inefficace l’invasione di campo di Mastrangelo, che all’opposizione chiedeva a Lucilla di «battere i pugni» sulle scrivanie che contano, dimenticandosi poi che qualcuno dovrà leccarsi le ferite.