Martedì 21 Agosto 2018
   
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Cuscito e Lucilla incontrano la città. “Noi non ci arrendiamo”

comizio cuscito-lucilla

NdR: Al fine di non essere tacciati di essere di parte, come su talune testate locali - forse loro sì, schierate di volta in volta con chi è al potere - si afferma, in coda all’articolo a firma di Gianfranco Paradiso inseriamo quanto scritto dalla Redazione sul comizio di Johnny Mastrangelo pubblicato sul n. 20 del 26 maggio 2018 del settimanale “La voce del paese”, perché tutte le “voci” possano essere ascoltate, obiettivo che ci siamo sempre prefissi, ma non facile da raggiungere con chi teme il confronto e il dialogo.

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comizio cuscito-lucilla «Qualcuno vi ha tradito! Non tradite la città!». Con questa citazione la sera di venerdì primo giugno, in Piazza Plebiscito, Enzo Cuscito ha introdotto il pubblico comizio organizzato insieme a Donato Lucilla.

L’incontro ha permesso ai due principali attori della recente vita politica di Gioia, di tracciare un bilancio del lavoro svolto alla guida della coalizione di maggioranza che ha amministrato per 22 mesi la città.

Un progetto politico fondato sui principi della coerenza, della lealtà e legalità e che ha determinato la vittoria del 2016 con un ampio consenso popolare. Un’affermazione che non ha premiato il candidato sindaco, ha precisato Enzo Cuscito, ma la squadra con la presentazione in anticipo di quanti avrebbero fatto parte della giunta.

Un modo nuovo di fare politica fuori dai vecchi schemi, una scelta che ha privilegiato le competenze e non i voti ottenuti.

Un lavoro intenso quello svolto, ha dichiarato l’ex vicesindaco, paragonato a quello di un contadino a cui viene affidato il compito di rivitalizzare un terreno abbandonato e incolto e che prima di raccogliere i frutti si deve avere la pazienza di attendere. Mission Impossible verrebbe da dire. Un percorso arduo che si è portato avanti in barba ai pregiudizi e ostilità che ne hanno caratterizzato il cammino.

«Siamo stati definiti ciucci e incompetenti, ma sono sicuro che il Commissario Prefettizio appena insediato, anche sulla scorta della vasta esperienza acquisita, esaminato il bilancio non avrà difficoltà ad approvarlo».

Appunto il bilancio, intorno al quale si è costruito quel dissenso che è poi sfociato nel noto epilogo. Non vanno trascurate poi, ha continuato, alcune eredità che si sono dovute affrontare come quella del pagamento delle parcelle legali, un fenomeno da 800mila euro che ha fatto emergere la tendenza delle passate amministrazioni di affidare gli incarichi sempre e soltanto a una ristretta cerchia di professionisti, con acconti minimi, senza prevedere fondi da accantonare in bilancio per il pagamento delle parcomizio cuscito-lucillacelle.

Anche qui si è intervenuti in modo incisivo e si è invertita la rotta con l’affidamento degli incarichi attraverso un albo e con la rotazione degli iscritti. Si è poi cercato, ha proseguito, di ripristinare la legalità nella gestione delle “Case popolari”. Un settore dove nel quinquennio precedente si era proceduto all’assegnazione attraverso il metodo dell’occupazione abusiva. Un fenomeno che ha portato gli aventi diritto a essere esclusi.

Una tendenza, quella dell’abuso, che ci ha portato a individuare una ventina di casi. Occupazioni che sono state denunciate, permettendo l’assegnazione ai legittimi beneficiari. Una situazione, ha sottolineato, che non poteva essere sconosciuta a chi all’epoca aveva la responsabilità politica dei Servizi Sociali. «Noi non abbiamo fatto finta di non sapere». E ricorda che persino il responsabile dell’Arca ha manifestato la propria soddisfazione per la revoca di quelle dubbie assegnazioni. Un provvedimento che ha poi dato origine all’emissione di avvisi di garanzia.

E così, ha proseguito il prof. Cuscito, si è anche lavorato per intercettare i fondi attraverso i quali si potranno eseguire opere di recupero e restauro del palazzo sede dell’INPS, della biblioteca con la realizzazione di una videoteca per permettere ai giovani e non di avvicinarsi alla lettura.E ancora, di concerto con le Forze di Polizia locali, si potrà ora anche procedere all’installazione di cento videocamere ad alta definizione, per passare poi alla realizzazione della Cittadella del Benessere nella zona 167 e ai tre nuovi parchi giochi.

Poi, nel bel mezzo del cammino, ha spiegato, a qualcuno sono venuti meno quei principi ispiratori che hanno determinato la vittoria del nostro progetto.

E si è così passati a chiedere le teste di qualcuno. Non si è più parlato di temi e progetti. Si è voluto far valere una visione diversa da quella per cui eravamo stati votati. Una situazione che è sfociata nella fuoriuscita di due consiglieri che hanno deciso di passare al gruppo misto. Una scelta che ha indotto la maggioranza comizio cuscito-lucillaa una verifica circa la sussistenza della volontà a proseguire nel solco di quei principi che avevano decretato il mandato della cittadinanza. Trovata la quadratura del cerchio si è proseguito.

Dopo alcuni mesi ecco che sono insorte nuove tensioni che si sono focalizzate in particolare sulla redazione del bilancio, definito «pessimo», ha spiegato Cuscito, ancor prima di essere presentato. In politica, ha proseguito, basta accontentare qualcuno per poter andare avanti, ma noi non abbiamo voluto cedere, abbiamo preferito privilegiare e rispettare quei principi per cui ci eravamo candidati.

«NOI NON CI ARRENDIAMO» ha scandito e ha definito quello che è accaduto una “congiura politica” che avrà molto risvolti e che saranno chiariti nei prossimi mesi. Una congiura che ha coinciso proprio col momento in cui si era riusciti a liberare le risorse necessarie per avviare una serie di attività, come il rifacimento di strade, di parte di via Federico II di Svevia per poi passare a via Giovanni XXIII.

«Feriti, ma non abbattuti. Abbiamo perso una battaglia non la guerra», la sua conclusione, e all’amico ha risposto: « Non abbiamo tradito la città. E la politica non ci ha cambiato».

Ha poi preso la parola il Dott. Donato Lucilla che nel proseguire quanto già tracciato da Cuscito ha voluto offrire dei particolari su alcune vicende che hanno caratterizzato la sua amministrazione. In particolare ha posto in risalto come sia stato possibile, per un gruppo estraneo alle vecchie logiche politiche, ottenere una larga fiducia dai cittadini in forza di un progetto di sviluppo della città.

Ha però anche ammesso che il più grave errore è stato quello di rimanere convinti che all’interno della colazione ci fossero persone sempre convinte dei principi fondanti del progetto. «Ci siamo sbagliati e me ne devo assumere la responsabilità. Non ho inteso quali fossero le logiche e i giochi di qualcuno», è stato il suo sfogo.comizio cuscito-lucilla

Ha poi rivendicato il merito di aver mantenuto la presenza nella coalizione delle sole due liste ispiratrici del progetto: Prodigio e Solidarietà e Partecipazione, una risposta coerente al mandato ricevuto dalla città.

E’ poi passato ad esaminare più da vicino le questioni relative alle parcelle dei legali, nonché quella della gestione delle case popolari che ha scatenato reazioni scomposte e diffuso malcontento. Così come lo ha generato il suo rifiuto a favorire l’occupazione di chicchessia senza il rispetto di protocolli normativi allocati nell’ambito della gestione dei Servizi sociali. E in proposito, anche con una celata soddisfazione, ha evidenziato il successo che ha avuto l’applicazione della clausola di imponibile di manodopera da parte di alcune aziende che hanno poi assunto a pieno titolo alcune persone in condizioni di disagio.

E sempre in tema occupazionale ha fatto riferimento alle venti persone assunte dalla società Navita attraverso il meccanismo del pubblico sorteggio. Tutte iniziative, ha precisato, che non creano consenso perché fuori da antiche e consolidate logiche politiche a cui noi non abbiamo voluto aderire.

«Una delle maggiori colpe che mi sono state mosse, ha proseguito, è stata quella di non essermi adoperato per un’azione di mediazione - e qui ha spiegato che prima delle dimissioni si stava adoperando per inserire nello staff del sindaco una figura con spiccate competenze di contabilità pubblica e di finanziamenti -. E poi ancora, ci hanno definito arroganti. Ma vi sembrano sufficienti motivazioni per mandare a casa un’amministrazione onesta, trasparente e competente come la nostra?» è stata la sua riflessione.

Non ha poi mancato di fare alcune considerazioni sulle vicende che hanno investito la realtà politica della città negli scorsi anni. Infine l’affondo sul fatto che ci sia una strategia per far passare il messaggio che non essendo stati capaci loro, figuriamoci come il cittadino possa avvicinarsi alla macchina amministrativa. Incombenza che deve essere assolta da altri, quelli bravi e competenti.

Di qui l’ulteriore analisi di altre situazioni emerse nel corso dell’attività, come il recupero dell’evasione accertata dell’IMU del 2012, un milione di euro di imposte non pagate. Una situazione comizio cuscito-lucillache ha dato origine a una discrasia dei dati tra l’Ufficio Tributi e la Ragioneria.

E sottolinea un altro aspetto dolente che ha investito l’Amministrazione, il mancato pagamento delle utenze da parte di vari soggetti per cui si è reso necessario intervenire per armonizzarne il saldo attraverso una dilazione dei tempi. Si comprende, ha proseguito, come sia stato non proprio facile predisporre un bilancio che rappresenta quanto di meglio si potesse fare.

Infine non è mancato il riferimento alla questione Coop, una vicenda, ha precisato, oggetto di forte strumentalizzazione che ha impegnato la compagine amministrativa nell’individuare possibili soluzioni tra le quali quella di inserirla all’interno del Piano di rigenerazione urbana. Nell’ambito del quale si è riusciti a ottenere un finanziamento di 6 milioni per interventi su beni comunali come il Macello.

In conclusione, ha sottolineato, proprio nel momento in cui si stavano per raccogliere i frutti di un intenso lavoro, si è determinato l’epilogo.

E rivolto al pubblico presente ha concluso: «Non hanno tradito noi, hanno tradito voi e il mandato che gli avete affidato».

Queste le valutazioni espresse da due dei protagonisti più autorevoli della decaduta amministrazione gioiese. Intanto si è appreso che per lunedì 4 giugno, Rosa Addabbo, ha organizzato una conferenza stampa all’Hotel “Svevo” per spiegare le ragioni delle sue posizioni assunte nelle sedute consiliari del 10 e 16 maggio che hanno poi determinato la caduta dell’amministrazione.

Per par condicio è giusto ascoltare tutti i protagonisti di questa vicenda, anche per consentire ai cittadini di avere un quadro d’assieme chiaro. L’augurio è che quel terreno non torni a essere incolto e abbandonato.

Video comizio: https://www.facebook.com/409024592900066/videos/409565566179302/

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LA “VOCE” DELL’OPPOSIZIONE DI JOHNNY MASTRANGELO

Ad incontrare in via Roma il 20 maggio i comizio centro-destracittadini, gli esponenti dell’opposizione di destra, dopo le dimissioni dell’Amministrazione, ci sono proprio tutti. Riportiamo quanto detto dal consigliere Johnny Mastrangelo, in forza a “Fratelli d’Italia”, in riepilogo di un comune pensiero.

“L’ascesa di un impegno in Comune è un paradosso nato non sul metodo ma su una risposta emotiva nei confronti dell’ultima Amministrazione … Chi fonda le proprie fortune politiche sulle disgrazie altrui, non è destinato a durare a lungo. Non siamo tutti uguali in politica. Abbiamo diversi modi, diverso stile… non ho festeggiato alle dimissioni, ho riflettuto sugli errori. E’ stato sciupato un grande consenso in 22 mesi. Si è cambiato un direttore di ragioneria, uno ogni tre mesi. Una scelta politica, che non rinviene da errori del passato. Non sono stati nominati assessori al commercio e al bilancio ed anche questo è stato un errore. Sulla questione economica serviva una persona di fiducia… sono caduti… non sono stati in grado di fare un bilancio di previsione in due anni consecutivi.

Noi siamo stati una opposizione consapevole dotata di grande senso di responsabilità ed il primo anno è grazie a noi che non è stata commissariata la città. Siamo stati una opposizione attenta e dura, ma non abbiamo fatto ricorso all’ostruzionismo né a strumentalizzazioni… ci siamo resi conto che occorreva un po’ di buon senso e sana umiltà nel confrontarsi con chi ne sapeva più di loro, un sano confronto sul merito delle questioni. 

Di questa esperienza voglio ricordare la questione Spes che andava gestita diversamente. Sui risultati del 74% di raccolta differenziata dobbiamo ringraziare i cittadini e gli operai della Spes assunti dalla Navita, non i politici. Il merito è nostro e di chi lavora, abbiamo anche sventato il tentativo di modificare un rapporto illegittimo a danno dei dipendenti.

Gli uffici per loro non avevano competenze, da una parte sottolineano il senso di responsabilicomizio centro-destratà dei dipendenti, dall’altro sottraggono 200mila euro dai fondi del personale. Perché togliere questi soldi? In più occasioni abbiamo proposto la messa in sicurezza delle strade, in particolare del palazzetto dello sport da via Putignano, molto frequentata. Avevamo chiesto strisce, rallentatori, da via Einaudi a via Putignano… non servivano molti soldi ma buon senso. Ma ogni nostra richiesta è rimasta inascoltata, questa inefficienza nel dare risposte ai cittadini ha creato distanze.

Così come i porre sotto accusa la dignità di chi non la pensava come loro. Si è parlato di tutto tranne che di merito e capacità. Essere onesti… tutti lo siamo, non mi vergogno a dirlo e mi sarebbe piaciuto che lo dicessero a noi, in primis a Giuseppe Gallo. Noi che siamo abituati al rispetto della persona a prescindere dalla identità ideologica. Sui “Dehors” ho chiesto ad un amico sindaco, Tommaso Scatigno, come ha risolto il problema nel suo comune. Mi ha risposto che a settembre ha discusso con la sovrintendenza e firmato un protocollo di intesa, solo 15 prescrizioni, poi hanno trovato l’accordo. Non ho visto umiltà nel fare un passo indietro. Ringrazio amici, e una persona opposta a me, l’amico Donato Paradiso. 

Non ho timore nel dirlo… abbiamo fatto la stessa opposizione, il pregiudizio ideologico frena, chi amministra non deve averlo, per cui ho maturato una esperienza positiva.

Concludo con le parole di don Tonino Bello… «La politica è arte. Il che significa che chi la pratica deve essere un artista. Un uomo di genio. Una persona di fantasia. Disposta sempre meno alle costrizioni della logica di partito e sempre più dall’invenzione creativa che gli viene richiesta dalla irripetibilità della persona. Arte, cioè programma, progetto, apprendimento, tirocinio, studio. È un delitto lasciare la politica agli avventurieri. È un sacrilegio relegarla nelle mani di incompetenti che non studiano le leggi, che non vanno in fondo ai problemi, che snobbano le fatiche metodologiche della ricerca e magari pensano di salvarsi con il buon cuore, senza adoperare il buon cervello».

Dedico questa riflessione a tutti… non si mettono in dubcomizio centro-destrabio le qualità morali di una persona per trarre un vantaggio politico. Il messaggio che mandiamo ai ragazzi è che la politica è fatta da avversari, Tatarella diceva che l’improvvisazione in politica non può pagare… in politica bisogna essere sinceri e corretti, guardare al passato e prendere solo il negativo non fa bene. Gioia neanche negli anni ‘70 ha vissuto un clima di odio verso l’avversario politico. Non voglio elencare le cose negative, ma confrontarci, come ci è stato insegnato. Ognuno è libero di pensare quel che ritiene opportuno, ma non lasciamoci prendere dall’emotività. Non esistono i messia in politica e siamo pronti a confrontarci tutto l’anno, non solo in campagna elettorale, con chi mantiene in vita le sezioni.

Nell’editoriale del ”Sole 24 ore” Max Weber afferma che la politica deve mettere insieme l’etica della convinzione e della responsabilità, ovvero saper misurare e commisurare le finalità con i mezzi disponibili, con lo sguardo addestrato a guardare nella realtà della vita, se questa è la vocazione dell’uomo politico, essa non può essere affidata al dilettantismo politico e – aggiungo - le generazioni oggi intendono la politica come una malintesa lotta verso la civiltà privilegiata, singoli episodi incontestabili di immoralità vengono generalizzati, nasce così la politica di immoralismo, la forma peggiore di immoralità. Non tutti fanno la politica come secondo fine. Io ho sacrificato tanto… studiando e dando l’esempio. La politica va fatta per gradi, studiando e confrontandosi con il cittadino, resto di destra ma ho cambiato atteggiamento nell’approccio, ognuno può fare qualcosa di buono per il proprio paese, impegnandosi nelle piccole cose…” [La Redazione – Pubblicato nella pagina 4 del n. 20 de “La voce del paese”, il 26 maggio 2018]

Video comizio: https://www.facebook.com/fdigioiadelcolle/videos/1557792044329715/

 

Commenti  

 
#8 rispetto 2018-06-07 16:38
mi scusi redazione cerchero di essere piu chiaro....tutte le conferenze organizzate da questa amministrazione durante il suo mandato sono state tenute dal sindaco e dagli assessori. Vox populi narra che i mal di pancia fossero tra i consiglieri, che tra l altro nn sono mai intervenuti nelle pubbliche piazze. Insomma alle accuse dei rinnegati consiglieri (de rosa zileni e addabbo) ci sarebbe piaciuto che oltre agli assessori fossero intervenuti anche i vari capodiferro &c. che dopo la Campagna elettorale sono sprofondati nel loro silenzio, non ribattendo mai alle accuse mosse dai dissidenti. Come mai? Spero di essere stato piu chiaro
 
 
#7 rispetto 2018-06-07 13:25
ma perchè si presenta sempre l esercito dei nominati della giunta e mai i soggetti che siedevano nel consiglio comunale (unico organo elettivo e che a sfiduciato il sindaco).... Chissa cosa avrebbero detto i vari anelli capodiferro ecc.

La Redazione
In che senso? E' possibile esplicitare con più chiarezza il pensiero?
Saluti
 
 
#6 Dipendente. 2018-06-05 06:53
Dx sei bugiardo. Sono un dipendente e posso dirtelo con certezza! Forse i fantasmi li hai visti quando sei su di giri.....
 
 
#5 DX 2018-06-04 13:35
Francamente l'opposizione è stata "all'ACQUA DI ROSE" tanto quanto la maggioranza. Ogni volta che sono salito a Palazzo S. Domenico,passando davanti alla stanza dei consiglieri di minoranza, ho visto solo i loro...FANTASMI! Lo slogan di questi ventidue mesi è stato DILETTANTI ALLO SBARAGLIO. Io aggiungerei:"VETERANI-STAGISTI".

La Redazione
Non è la loro presenza nel palazzo che fa dei consiglieri degli "statisti". Questa presenza non è prevista in nessuna norma, tanto che nessuno timbra...il cartellino.
Saluti
 
 
#4 Vigilare 2018-06-04 13:34
Avete notato come dal giono dopo la caduta dell'amministrazione molti bar hanno uscito i tavolino? Hanno autorizzazione e hanno pagato il suolo pubblico? O è finita l'ora legale? Chi vigila adesso?
 
 
#3 Cittadino Onesto 2018-06-04 09:15
Sarò di coccio io, ma non ho capito ancora quale fosse il l'oggetto del contendere è del ricatto da parte dei consiglieri uscenti. Cosa avrebbero voluto guadagnarci e quali "favori" non sono stati fatti?

Se hanno tradito perché lo hanno fatto?

A questa cosa nessuno risponde; ma se si parla di traditori bisogna anche denunciare chi conserva i 30 denari altrimenti è troppo comodo.
 
 
#2 LINGUAGLOSSA 2018-06-04 08:42
L'opposizione ha sempre ragione e le amministrazioni future saranno sempre le migliori di quelle passate ! Le regole non scritte di chi non è al governo della cosa pubblica. Ma Jhonny Mastrangelo, quando parla di "competenze", ha mai fatto una disamina puntuale sui motivi che hanno portato le ben nove liste del centrodestra a perdere contro le due listarelle dell'impegno in comune ? L'impegno in comune ha fallito, stando ai fatti, nell'amministrare il paese e a gestire non al meglio tutte le risorse morali ed intellettuali che aveva al suo interno; ma durante la campagna elettorale aveva fatto grosso sforzo di impegno intellettuale e organizzativo per proporre alla città un minimo di programma politico, incontrando e parlando con tanta gente ! Durante l'opposizione, portava giornalini in piazza, faceva comizi, manifesti ed interpellanze. La destra invece ha perso la campagna elettorale perchè: 1)ha presentato un candidato sindaco "terzo" frutto di un mancato accordo tra le forze politiche della sua coalizione; ha proposto un programma politico scopiazzato dal comune di Mesagne; si è dotata di una squadra di persone che non ha fatto fino in fondo il suo dovere per portare il massimo dei consensi al dottor Giuseppe Gallo ! Quindi, vorrei capire da Mastrangelo, visto che anche lui dal palco ha parlato delle pecche dei suoi avversari ma poco dei presunti meriti della sua nuova squadra politica: cosa avrebbe di tanto nuovo ed innovativo questo centrodestra per fare meglio dei suoi predecessori, sia sul piano delle competenze operative, sia sul piano delle competenze organizzative e sia sul piano delle competenze relazionali ? Tante belle parole, ma come dicevano di Fini, a volte anche a me sembra che il bravo Mastrangelo "dice bene ma non dice nulla !"
 
 
#1 marco 2018-06-04 08:40
Ma Cuscito ha mai parlato con il coordinatore del suo movimento? Lo sta ignorando anche adesso.
 

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