“IN ALTRI COMUNI PER COERENZA SI DIMETTONO. DA NOI NO!”

municipio

aula consiliare “Il motivo principale è che erano mesi che non ero più in linea con le decisioni dell’amministrazione di cui facevo parte (...) Per coerenza dei miei principi ho maturato la decisione di rassegnare le dimissioni e di dedicare il mio tempo per la famiglia”.

Lo diceva un proverbio e lo ribadiva mia nonna: l’erba del vicino è sempre più verde. In questo caso, potremmo dire, la “coerenza del vicino è sempre più verde”, si perché è per il richiamo alla coerenza che due consiglieri (ex) del Movimento 5 Stelle hanno deciso di ritirare la propria fiducia al Sindaco di Santeramo in Colle (al di là del 38° parallelo, qualcuno penserebbe), dimettendosi, ovvero permettendo ad un’Amministrazione eletta e votata dai cittadini (a torto o ragione) di proseguire nel proprio mandato amministrativo.

Peccato che ciò sia accaduto qualche mese dopo la creazione del Gruppo Misto, prodotto tipico giudaico-gioiese, ad opera di Giuseppe Zileni ed Alessandro De Rosa, cavalieri senza macchia e, a questo punto, forse dovremmo aggiungere anche privi di coerenza.

Perché salire sul capubblico aula consiliarerro dei vincitori non è difficile, scendere alla prima curva è diabolico, se consideriamo che a quel di ottobre 2017 l’Amministrazione Lucilla attraversava il momento meno felice dal giorno dell’elezione (arresto dell’ingegnere comunale per indagini che hanno coinvolto funzionari e partiti di Acquaviva, per un appalto del 2015, raccolta differenziata alle porte, per non parlare dei buchi di bilancio e delle buche per strade, gli uni quasi certamente causa delle seconde, tanto per chi dovesse soffrire di memoria corta).

Eppure, Giuseppe Zileni ed Alessandro De Rosa hanno scelto di indebolire, dall’interno, l’Amministrazione Lucilla, allacciando bene bene le cinture delle poltroncine del Consiglio Comunale, tanto comode per qualcuno, evidentemente. Un’Amministrazione che, dobbiamo registrarlo, ridotta nei numeri (9 consiglieri di maggioranza ad 8) da allora vive nella difficoltà emergente di poter realizzare quanto i cittadini gioiesi, nell’estate 2016, hanno a gran voce richiesto.

Facciamo due conti: la giunta comunale, contestata da Zileni e De Rosa nell’operato e nello scarso consenso popolare, ha ricevuto complessivamente 1.570 preferenze, da sommare agli oltre 9.000 voti che il solo Donato Lucilla ha ricevuto al ballottaggio. La somma delle preferenze ottenute da Zileni e De Rosa ammonta consiglio comunalea 544, 12 preferenze in meno del solo Enzo Cuscito, il più suffragato, tanto per intenderci.

Alla vittoria di Donato Lucilla è corrisposta la nomina ad Assessori dei candidati che hanno ottenuto maggiore fiducia e questo ha permesso, tra l’altro, proprio a Zileni (89 voti) di poter vedere il proprio nome sulla targhetta del Consiglio Comunale, altrimenti terzo dei non eletti per Pro.di.Gio..

La fantapolitica non ci appassiona, ma cosa sarebbe accaduto se al ballottaggio fosse stato premiato Giuseppe Gallo?

In questo caso, invece, abaco alla mano, a fare da opposizione ci sarebbero stati i soli Donato Lucilla ed Enzo Cuscito, impedendo anche allo scalpitante De Rosa di diventare consigliere comunale.

Oggi più che mai, rispetto anche all’agenda dell’Amministrazione, ci chiediamo se i nostri Consiglieri saranno in grado, una volta tanto, di prendere esempio dagli “amici” ex Consiglieri 5 Stelle, dimettendosi oppure se perdureranno in questo cammino irresponsabile che condurrà dritto dritto verso un precipizio chiamato commissariamento”.