Martedì 24 Novembre 2020
   
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LEGGE BAVAGLIO, UN DIBATTITO FIN TROPPO “MODERATO”

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HPIM3420Un luogo per lo meno insolito, lo slargo antistante la sede del PD, per l’iniziativa organizzata dal partito il 9 luglio, alle 19.30 su un tema scottante: “Imbavagliati, libertà di stampa e intercettazioni a rischio”.

A moderare il dibattito e le moderate interlocutrici, Cinzia Capano e Celeste Morea, un ancor più moderato moderatore: Massimo L’Abbate.

Per Celeste Morea, vice presidente dell’Assostampa Puglia “l’intento di questa iniziativa è far capire che non si deve imbavagliare l’informazione, ma trovare un equilibrio. Il decreto andrà alla Camera il 29 luglio, se le nostre proposte resteranno inascoltate, inoltreremo la nostra denuncia alla Corte dei Diritti Europei, è già in atto una sottoscrizione, non ci arrenderemo!”.HPIM3423

Primo ad aprire il dibattito Peppino Vasco, veterano di mille battaglie condotte non solo sulla carta stampata, il quale indignato ha sbeffeggiato la stampa locale, asservita al potere ed impegnata in “gossip” e pettegolezzi. Tra le mani uno dei due giornali locali che, in barba allo sciopero indetto dalla stampa, è stato portato in edicola insieme a quello di Filippo Donvito e Massimo L’Abbate nella giornata di venerdì, quando per “coerenza e correttezza” sarebbe stato più opportuno attendere a sabato mattina.

L’ignoranza indebolisce la democrazia – arringa accalorato Vasco - se un giornale non sa fare giornalismo d’inchiesta, se non va in profondità, è meglio chiuderlo […] rivitalizziamo il PD, Gioia Democratica è in eutanasia…”.

HPIM3425Mimmo Castellaneta, segretario dell'Italia dei Valori, ribadisce l'esistenza di leggi che già tutelavano la privacy dal 1973. A suo avviso "il lodo Alfano più che la privacy, tutela i politici ed i loro affari dall'azione della magistratura", un’azione demonizzata e ritenuta persecutoria e pertanto da "blindare" ad ogni costo, affinché non costituisca una minaccia al loro operato.

Castellaneta, quindi, domanda all'onorevole Capano: "L'Italia può ancora essere considerato un paese democratico?"

HPIM3427Donato Stoppini, redattore de “la Piazza” e “Gioianet”, sottolinea nel suo intervento che il bavaglio, in realtà, c’è sempre stato, dal momento che a “gestire” l’informazione sia a livello locale che nazionale, sono molto spesso testate giornalistiche di partito, quindi di parte. Oppure giornalisti, emuli del conflitto d’interessi berlusconiano, che allo stesso tempo ricoprono più cariche, come editori, imprenditori, e sempre più spesso politiche. O semplici giornalisti asserviti ai potenti di turno e, quindi, più interessati ad un ritorno economico (pagine e pagine di pubblicità, mega titoli, mini articoli e foto a bizzeffe) per aumentare le vendite che ad “un’informazione corretta”. Il velo su alcuni episodi anche recenti, riguardanti i terremotati, o lHPIM3428e lotte dei lavoratori che hanno perso il loro lavoro, ne sono una riprova. Per non parlare dei governi locali e delle censure operate nei confronti delle minoranze o dei giornalisti “freelance” (politicamente non allineati), quindi chiede alle relatrici cosa stiano facendo i partiti politici con le loro testate per contrastare, oltre alla “legge bavaglio”, anche questi fenomeni di scarsa trasparenza amministrativa degli Enti Locali.

Per Paolo Covella, storico direttore de “La Porta Rossa” ed oggi di “Paese e Paesi” il vero problema risiede nella concentrazione dei poteri, nel controllo dei flussi pubblicitari e nel sistema di potere che “strozza” anche la stampa televisiva.

HPIM3430Giorgio Gasparre dichiara che questa legge limita alla base la libertà di informazione, ancor più che la libertà di stampa. Una delle soluzioni possibili per contrastare questo sistema, è tornare a parlare tra la gente e “moltiplicare momenti come questo”.

Filippo Donvito parte da un’autocritica: “E’ colpa nostra, c’è troppo giornalismo spazzatura, invadiamo la privacyHPIM3431… se Berlusconi cavalca l’onda e si inserisce dove ci sono abusi, è perché si è esagerato, questo vale anche per le intercettazioni. Dobbiamo tornare a comunicare con la gente…”.

Quindi esprime solidarietà a Luigi Mongelli, a rischio di epurazione dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, perché “non allineato” con l’attuale amministrazione gioiese e Donato Stoppini, vittima di più di un sopruso e censura (anche radiofonica), spesso minacciato per aver “detto” e scritto verità scomode sui potenti di turno, appartenenti a qualunque colore e schieramento.

HPIM3414Per Cinzia Capano, deputato del PD in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, la legge contro le intercettazioni non ha segreti.

Se ne discute da 18 mesi, “un percorso lungo e contrastato”. La legge deve consentire di effettuare le intercettazioni necessarie e pubblicare quelle rilevanti, invece questo decreto le limita drasticamente, agevolando, di fatto, i poteri mafiosi.

Molte intercettazioni si devono ad un modello organizzativo preciso – dichiara l’onorevole Capano – il capo mafia comunica con ogni singolo capo clan attraverso una sola scheda telefonica, solo con la continuità delle intercettazioni è possibile stabilire i nessi necessari per scoprire gli illeciti”.

HPIM3416Oggi – continua la Capano - il Pubblico Ministero nel corso delle indagini presenta una richiesta per intercettare il soggetto indagato per 30 giorni, prorogabili per 18 mesi e oltre, se ci sono gli estremi. Con la nuova legge lo stesso magistrato, dopo i 30 giorni e solo in presenza di indizi rilevanti, può chiedere proroghe di 15 giorni per un massimo di 75 giorni. Se compaiono nuovi elementi, può chiedere un’ulteriore proroga di soli 3 giorni autorizzata da tre diversi giudici in uno dei 26 tribunali distrettuali d’Italia.

Considerando che oggi nella nostra nazione sono in corso oltre 5 milioni di udienze e tutte superano i 75 giorni, per ottenere una proroga di 3 giorni passando per i tre giudici, occorrerebbe istruire 15 milioni di pratiche, da moltiplicare per ogni ulteriore rinnovo richiesto solo e soltanto presso uno dei 26 tribunali abilitati… praticamente si paralizzerebbe il sistema a vantaggio della criminalità.”.

HPIM3415Questa legge, inoltre, tutela a tal punto la riservatezza, che le video rilevazioni di un delitto, non potrebbero essere usate per incriminarne l’autore.

“E’ di questi giorni la notizia che a Napoli un uomo si è visto salire in casa dei malintenzionati, da lui apostrofati dal balcone perché disturbavano in piena notte. I malviventi hanno forzato l’ingresso, picchiato l’uomo e la sua famiglia e tentato di violentare la figlia ventenne ed ora sono agli arresti grazie alla rilevazione della telecamera di un negozio vicino. Con la nuova legge sulla privacy – afferma la relatrice - non sarHPIM3419ebbero mai stati incriminati”.

La stessa maggioranza su questo decreto è divisa – afferma Cinzia Capano – il PdL non si misura su questo tema, nonostante la sicurezza sia uno dei cavalli di battaglia della Lega. Noi abbiamo proposto l’udienza filtro: Il pubblico ministero va in udienza e stabilisce quali sono le intercettazioni rilevanti e quali no. Le prime, subito dopo tale vaglio, possono essere pubblicate, le altre vanno in un archivio per essere distrutte. Le sanzioni nei confronti della stampa, sono pesantissime: gli editori pagheranno fino a 500mila euro ed è ovvio che per evitare di incorrervi, inevitabilmente infrangeranno il codice etico che vieta loro di entrare nell’organizzazione dell’informazione”.

La legge, inoltre, assoggetta agli stessi limiti le indagini per crimini internazionali, compromettendo il futuro della legalità e anche l’economia del paese, essendo oltre 130 i miliardi di euro “amministrati” dalla criminalità.

Commenti  

 
#4 peppe 2010-07-12 18:13
... per l'appunto, incremento dei costi, che non riguardano solo la colorazione, da coprire a tutti i... costi, costi quel che costi. ha ragione nel precedente commento mi ero distratto, avrei dovuto precisare prima questo concetto...
 
 
#3 Filippo 2010-07-12 11:16
Non ho bisogno di trovare scuse, ho solo dato una spiegazione che evidentemente lei, Peppe, non ha capito. Oltre alle pubblicità sono aumentate anche le pagine, per cui il numero di articoli è rimasto identico, solo che ora il giornale è tutto a colori con naturalmente maggiori costi rispetto al bianco e nero. Lei, Peppe, mi scusi, è molto distratto.
 
 
#2 peppe 2010-07-12 00:34
....come sempre Gioia Oggi è stato consegnato in edicola venerdì sera, sbaglio? dov'è la differenza? più che essere in servizio, siete, come Fax, sempre al servizio dell'interesse...commerciale. e l'aumento delle pagine pubblicità lo giustifica. punto e basta. non trovare banali scuse.
 
 
#1 Filippo Donvito 2010-07-11 21:07
Senza alcuna polemica nei confronti dell'ottima Dalila (sempre attenta nelle sue analisi), ma solo per dovere di chiarezza, credo che parlare di mancata “coerenza e correttezza” in relazione all'uscita di 'Gioia Oggi' nella serata di venerdì sia un po' eccessivo. La carta stampata ha scioperato giovedì per non fare uscire i giornali venerdì mattina. Noi ci siamo limitati a consegnare il giornale prima della chiusura delle edicole (considerando che ci vuole quasi un'ora e mezza per completare il giro) solo per essere a disposizione dei lettori il sabato mattina insieme a tutti gli altri quotidiani. Peraltro molti di noi erano presenti alla manifestazione del PD per testimoniare il nostro impegno a favore della libertà di stampa. Quindi non vedo sinceramente dove fosse la mancanza di 'coerenza e correttezza'. Peraltro personalmente ed in generale credo che i giornalisti, come le forze dell'ordine o i medici, quando debbano esprimere dissenso lo possano fare mandando dei segnali, ma per il resto siano "sempre in servizio", perchè quello è il loro dovere anche quando protestano.
 

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