Lunedì 21 Settembre 2020
   
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PROPOSTE E POLEMICHE PER SALVARE L'OSPEDALE

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ingressoMotto del nascente Osservatorio permanente socio-sanitario “Insieme si può fare”, ed in tanti hanno affollato nel pomeriggio di ieri, 18 giugno, la sala De Deo, alle ore 18.30, “restituita” all’incontro dopo un virtuale spostamento in sala consiliare, contestualmente “prestata” per un seminario su “Salvaguardia, conservazione e valorizzazione del territorio agro – forestale” (ore 18.30), mentre in sala conferenze aveva luogo un incontro sul “Sistema sportivo” (ore 18.00).

Eventi in perfetta sincronia, per la gioia degli operatori della stampa e degli stessi organizzatori, penalizzati da una contemporaneità a dir poco infelice, tanto da chiedersi se vi è un coordinamento per “regolare” il traffico degli incontri nel palazzo, darne notizia agli organi di informazione (sugli incontri per lo sport e il territorio, nulla è trapelato) ed evitare sovrapposizioni.

Fermo restando che in così risicato spazio “le 26.900 restanti persone assenti” citate dal dottor Tommaso Donvito mai sarebbero potute “fisicamente” entrare, le cento presenti han fatto sentire la loro voce ed il loro dissenso nei confronti di una politica sanitaria devastante.

foto_ospedaleNella prima fase sono state proiettate delle slide sull’operatività dell’ospedale Paradiso redatte dalla 3a Commissione Sanità, presieduta dal consigliere Tommaso Bradascio e commentate dal professor Franco Giannini, che con il signor Pasquale Larizza, il professor Giorgio Gasparro e l’ingegner Massimo Mallardi hanno fondato il comitato promotore dell’Osservatorio. Nelle slide un riepilogo dei dati inerenti i singoli reparti - analisi propedeutica alle finalità dell’Osservatorio - il quale intende proporsi come alternativa aigiorgio politici ed agli addetti al settore in un dialogo costruttivo con i dirigenti, i responsabili ed i vertici politici della sanità pugliese, affinché vengano garantiti i livelli minimi di assistenza alla città anche attraverso l’assistenza domiciliare integrata che partirà da settembre, il tutto attraverso azioni di monitoraggio, analisi dei costi e della redditività dei singoli reparti, “per capire e se il caso agire – come affermato da Giorgio Gasparro - senza piangerci addosso, ma portando proposte concrete”. Conclusa la presentazione in power-point, gianniniGiannini ha invitato i presenti ad aderire all’iniziativa tramite il sito www.osservatorioospedaleparadiso.org, e la casella Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , e compilando le schede sul tavolo d’ingresso.

Un secondo invito ad intervenire senza ricorrere a dietrologie, non ha sortito pari successo. Rinvangare il passato e gli inconfutabili errori compiuti ad ogni livello, in buona o cattiva fede, non aiuta a guardare con la dovuta serenità al futuro ed oggi più che mai, con 360 milioni di euro da risanare nel settore della sanità, i tagli ai servizi si riveleranno “amputazioni” dolorose e sanguinanti soprattutto per coloro che non potranno permettersi il ricorso ad “amici” e cure costose nel privato.

isdraeleAccorato l’intervento del dottor Isacco Isdraele, il quale dopo aver portato il saluto “istituzionale” dell’assente sindaco Piero Longo, si è svestito dei panni politici per indossare quelli del cittadino “a rischio di infarto” che ricorre al pronto soccorso e vede trasmettere via fax a Putignano il suo elettrocardiogramma per ricevere, dopo qualche ora, il responso, pur essendo ben 14 i cardiologi presso l’ospedale di Putignano, di cui neanche uno distaccato o reperibile a Gioia in orario pubblicopomeridiano o serale. Una situazione che diventa ancor più drammatica in caso di ictus: ammesso che il paziente venga sottoposto a tac, (l’apparecchio vetusto e mal funzionante), il malcapitato sarà inondato per ore di radiazioni, quando con una moderna tac a spirale (in dotazione a Putignano ndr) in pochi minuti avrebbe completato l’iter diagnostico.

“Anche per la riparazione di un semplice apparecchio – afferma il dottor Isdraele - occorre rincorrere i firmatari e perdere giornate intere, che potremmo dedicare ai pazienti, una determinazione di ppubblico_ospedale2oche migliaia di euro permetterebbe risparmi ben più alti. Una colonscopia oggi richiede cinque mesi di attesa, siamo in due ad operare, se dotati di un secondo apparecchio dimezzeremmo le liste. Siamo, inoltre, obbligati, come ambulatorio, a soddisfare il 60% dell’utenza ricoverata e solo il 40% di quella esterna. Purtroppo negli ultimi anni si è potenziato il presidio di Putignano sia a livello di organico che di attrezzature, a discapito dell’ospedale di Gioia. Senza voler far polemivascoche, è un dato di fatto. Ben venga un Osservatorio che monitorizzi l’operato dell’ente e riporti le istanze della città ai vertici…”.

Ed è lì che si gioca “la partita” della distribuzione di risorse umane e tecniche e che interviene in modo spesso improprio, di certo non disinteressato e preponderante la politica.

Nel suo intervento Peppino Vasco, presidente del Tribunale dei diritti del malato ed in veste di “paziente impaziente” ha sottolineato lo stato di cattività di un ospedale a suo dire “violentato”.

“Ma i responsabili di questa situazione dove sono? Dov’era la classe medica e politica quando abbiamo posto il problema con un presidio a Bari? Non è possibile concepire la salute solo sotto l’aspetto dei costi – afferma Peppino - occorre puntare all’umanizzazione del rapporto tra pazienti e dottori, a volte basta una telefonata del proprio dottore per sentirsi gratificato…”

liuzziIncisivo e caustico l’intervento di Cataldo Liuzzi:” Sono a Gioia dal ’70 e l’ospedale Paradiso da allora è sempre stato in declino. Ci sono stati dei momenti buoni, ma i dottori che facevano funzionare i reparti sono stati fatti andar via. In quei tempi il paziente doveva portarsi da casa lenzuola, cuscini e persino il cibo. Tra alti e bassi si è arrivati ad oggi, coloro che hanno sbagliato, devono assumersi le proprie responsabilità ed invece sono ancora lì e dobbiamo chieder loro “Per favore”. Per ben due volte ho denunciato una di queste persone, arrivato davanti al giudice mi sono sentito dire “Ma lo sa che rischia una querela?”. Sono tornato una seconda volta e lo stesso giudice mi ha detto “Ma solo lei a Gioia si lamenta? Dove sono gli altri?”. La verità è che i gioiesi si sono venduti, ricordo ancora, al ritorno da Pavia, la 50mila lire tagliata a metà offertami da un politico locale per raccoglier voti, ed ora ne paghiamo le conseguenze. Mio figlio a causa di una caduta dal motorino fu portato al pronto soccorso di Gioia e dimesso, con il consiglio di farsi una radiografia. Con una semplice ecografia in un altro ospedale rilevarono una lesione alla milza e restò immobile ed allettato per mesi, per scongiurare una emferraraorragia. Io stesso sono stato “vittima” della malasanità. Mi sono recato sempre al pronto soccorso per una algia, la dottoressa, dopo aver fatto l’elettrocardiogramma  mi ha consigliato un cerotto. L’ho messo ed il dolore è passato. Quando il dottore curante ha visto i referti, mi ha immediatamente fatto ricoverare all’ospedale di Acquaviva ed in poche ore ero intubato, a rischio di infarto. Se l’Osservatorio può fare qualcosa, diamogli tutti una mano oppure chiudiamo l’ospedale… se non dà sicurezza, che ospedale è?”.

Franco Ferrara suggerisce la class action contro i casi di malasanità, ribadisce la sua fiducia nell’assistenza domiciliare integrata, da lui promossa trenta anni fa ed invita a essere propositivi e collaborare alla riduzione della spesa sanitaria, “altrimenti tutto ricadrà sulle spalle delle donne, che torneranno a casa ad assistere i loro malati”.

donvito2Tommaso Bradascio dichiara di aver visitato l’ospedale reparto per reparto e che occorre cambiare strategia.

“Basta con le passerelle dei politici – dichiara Bradascio – l’ho detto anche all’assessore regionale Fiore. Il problema è un disegno sociale ed economico che finisce col favorire la sanità privata. I cittadini e non i politici devono denunciare i disservizi”.

Tommaso Donvito con la consueta veemenza dialettica che prima di rivestire la carica di assessore lo contraddistingueva nel dialogo con la città, sostiene che non bisogna potenziare l’ospedale ma il territorio.intervento

“Non si può chiedere sempre il favore all’amico, i medici di famiglia sono il vero termometro della situazione. L’indice di qualità sono i pazienti non ricoverati, la sanità potrà funzionare quando si potranno fare esami, senza dover bypassare le liste di attesa con l’intramoenia e l’amico di turno. L’ospedale è un contenitore, le prestazioni sanitarie, il rapporto umano sono il cogaudiomontentenuto…”.

Per il dottor Vincenzo Lattarulo “l’interesse dei medici è lo stesso dei cittadini ed occorre unire le forze per migliorare i servizi”.

Michele Gaudiomonte, storico dipendente del nosocomio gioiese ed attivo sindacalista, plaude all’iniziativa dell’Osservatorio ed invita i cittadini ad esser presenti, essendo tutti potenziali utenti.addabbo

Giovanni Addabbo, presidente pro tempore dell’U.T.E. si rivela poco ottimista sul futuro: “Quando ci sono troppe verità, l’obiettivo ci sfugge. Il diritto alla salute è un bene collettivo, gestito non da tecnici ma da politici. Occorre pretendere che nel territorio ci siano luoghi in cui tale diritto venga garantito, altrimenti i malati ne saranno ostaggio in ogni situazione.”

Nel suo intervefalconento Giovanni Falcone ribadisce la necessità di una maggiore professionalità della classe medica. “Oggi il dottore non ti visita più, preme un tasto sul computer e ti manda a fare esami o dallo specialista. Un tempo – ricorda Falcone - il paziente veniva tastato, osservato… Gli stessi esami non possono essere fatti di pomeriggio?”

Ma un osservatorio sulla sanità che utilità concreta potrà avere?

”Nonostante quanto dichiarato alla stampa dall’assessore regionale Fiore, dati oggettivi ad oggi fanno presagire una chiusura a breve termine dell’ospedale Paradiso. Gioia fa parte del presidio ospedaliero che comppubblico-2rende anche Putignano e Noci… Non provvedere a ripristinare l'OPT e la TAC a Gioia e potenziare la cardiologia, il pronto soccorso e senologia, potenziando contemporaneamente gli stessi servizi a Putignano, con l'acquisto di attrezzature tecnologiche modernissime, desta non poche preoccupazioni. – dichiara Giannini - l'Osservatorio formato da cittadini appartenenti alla società civile, chiederà la documentazione sull'utilizzo delle tre strutture ospedaliere, sul numero dei medici utilizzati, sulla produttività delle stesse, perché gli eventuali tagli vanno effettuati nelle strutture meno produttive e non in quella di Gioia che sembra avere alti indici di produttività con scarso personale medico e paramedico. Inoltre l'Osservatorio vigilerà affinché il PAL (Piano Attuativo Locale) sia attuato a Gioia ed affinché allo spostamento di eventuali reparti dal nostro nosocomio, segua la contestuale attivazione di servizi previsti dal PAL”.

Ad oggi ben 50 cittadini hanno deciso di aderire e di iscriversi all'Osservatorio. Un numero, stando ai promotori, suscettibile di ulteriore e significativo incremento.

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