25 APRILE – PIERO LONGO E IL DOPPIOGIOCHISMO

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dsc_0319AIl Sindaco Longo, fedele ad una destra che si è formata nelle truppe nostalgiche dell’MSI, nel suo brevissimo discorso ai piedi del Monumento ai Caduti, ha puntato l’attenzione sulla rimozione della “partigianeria” del 25 Aprile, sottolineando come la memoria debba estendersi a tutti i caduti, di tutti i fronti. Un appello alla condivisione, a superare le faziosità, intiepidito dalla sua, di faziosità.

Nessun accenno al fascismo. Nessuna memoria delle stragi nazi-fasciste durante la fase finale della seconda guerra. La Resistenza solo accennata, senza enfasi, senza nessun orgoglio. La Festa della Liberazione appare sempre più un corpo estraneo, scomodo, da mitigare prima per espellere poi.

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I caduti e i combattenti della Resistenza vengono così ricordati alla stregua di quelli che caddero difendendo il nazi-fascismo, la dittatura, la ferocia di un regime disumano e razzista.

Emerge così un “relativismo” storico utile solo a dimenticare, a confondere la libertà con la dittatura, la giustizia con l’efferata bestialità, la civiltà con la ferocia. Tutti uguali è come dire che l’aver lottato per la libertà, l’uguaglianza e la democrazia, equivale a chi ha ammazzato per la razza, per il dio-regime, per amore della violenza e del potere assoluto.

In questa visione storica, ipocrita e anti-repubblicana, va inserito anche il doppiogiochismo delle vie intitolate all’ultimo podestà fascita di Gioia, 2520Aprile20Festa20della20LIberazioneCastellaneta, e al senatore del PCI Domenico De Leonardis, annunciato dal Sindaco Longo.

Un elogio agli ultimi fascisti che sa tanto di un apologetico tentativo di ripristinarne le virili virtù del regime mussoliniano, alla faccia della “condivisione” sbandierata sotto una maschera non ancora gettata.

Con il grande Senatore comunista gioiese, Domenico De Leonardis, a malincuore commemorato da Longo, solo ed esclusivamente per addolcire la pillola amara della lenta e studiata riesumazione del mito del fascio.