Mercoledì 22 Maggio 2019
   
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IN MEMORIA DI 19 VALENTI E "COSTRUTTIVI" ARTIERI

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DSC04455Sabato 17 aprile alle ore 11.00, nella sala consiliare del Municipio di Gioia del Colle, l’Amministrazione comunale ha indetto una cerimonia celebrativa perseguendo il desiderio di voler onorare e ricordare degnamente i nostri concittadini che durante il loro vissuto si sono distinti singolarmente nella professione. Questo è il motivo per cui l’attuale Amministrazione ha deliberato di intitolare ai più noti artieri del passato le strade che attraversano la nuova zona industriale di Gioia del Colle.

Consapevole dell’importanza di cui si avvalgono i tratti storico-sociali della toponomastica locale, Rocco FasDSC04434ano ha portato a termine, mediante benemerite collaborazioni, una ricerca dettagliata, minuziosa e curiosa di questi artigiani delineandone i profili e le storie di volti ancora vivi nelle menti di chi li ha incontrati.

Il correlatore, definito dal Sindaco Piero Longo “mestiere delle parole”, ha riposto la sua attenzione e il suo studio su 19 dei 32 personaggi che hanno prestato il proprio nome a queste strade. I mestieri e i nomi citati sono associati al prestigio e allo svolgimento di un lavoro elevato talvolta a vette artistiche e di esportazione.

Fasano sottolinea come senza l’operato dei nostri progenitori non ci sarebbe stata cittadinanza costruttiva, un servizio del cittadino alla cittadinanza. Quelle che ci ha mostrato sono documentazioni di uomini che hanno avuto la volontà di andare a scuola negli anni del dopoguerra in cui nessuno lo faceva, proprio per avvicinarsi all’“arte del mestiere” come orgoglio tale da rappresentarli.

Tra i nomi citati: Cristoforo Castellaneta, grande artefice - che vede il prolungamento della sua aDSC04462rte attraverso i due figli, Nicola e Pietro, due artieri anche loro -, maestro del ferro battuto e più comunemente definito “ferraio”, un mestiere essenziale all’epoca, che in questo caso però ha superato l’essere manovale tramutando il suo operato in arte realizzando grandi cose; Camillo Tancorre, motorista di motociclette; Nicola Persico, elettricista; Giuseppe Vinci, intagliatore, che ha frequentato la scuola di disegno e che da tale è divenuto scultore, e infine insegnante del suo mestiere nella Scuola d’arte; Giovanni Larizza, era ebanista e diventa maestro dell’ente meridionale di cultura; Domenico Procino era scultore su legno e su pietra, frequenta la scuola d’arte a Venezia e grande artista nel suo campo; Giuseppe Paradiso, maestro di aratri; Francesco Marchitelli, calzolaio; Vito Antonio Grippa, meccanico d’auto; Oronzo Vito Guida, esimio caposcuola cementista; Michele Iacobellis, sediaio; Giacinto Fortunato, tipografo stampatore; Filippo Gisotti, marmista e scultore; Francesco P. Fasano, bottaio; Paolo Brescia; muratore e costruttore degno di nota; Gaetano Donatone, il realizzatore delle volte mercato del mercato coperto che dietro di se aveva seminato vittime non riuscite nell’impresa; Filippo Donvito, imbianchino; Luigi D’Apolito, sellaio e Giovanni A. Mastrovito, mastellaio.

La cerimonia si è conclusa con la consegna ufficiale delle targhe di merito ai familiari degli artieri alla presenza del Sindaco Piero Longo e dell’Assessore alle Attività Produttive Franco Giordano.

Commenti  

 
#3 Laura 2010-04-29 22:05
Non voglio contraddirti, ma credo proprio che invece la tua sia una polemica, che però non ha delle fondamenta per sussistere. La mia risposta in questo momento esula dal mio ruolo di autrice dell'articolo e da quello di nipote di uno degli arieri citati. Per prima cosa un monumento per tutti coloro che hanno lavorato non avrebbe ragione di esistere perchè da che mondo e mondo, l'uomo lavora, e gli fa onore; erigere una statua credo comporti delle spese maggiori rispetto a quelle sopportate per la nuova toponomastica, e trovo che i fondi comunali debbano essere utilizzati per qualcosa di più concreto. la decisione di onorare questi artieri nasce dal servizio che gli stessi hanno offerto a Gioia del Colle, erano per la gente e tra la gente, il lavoro è stato svolto a Gioia e per Gioia, e con tutta la stima per coloro che per necessità sono "emigrati" dalle nostre terre, non vuole essere un modo per sminuire il loro vissuto, ma per onorare quello dei 32 sopracitati. Sono tutti uomini che si sono distinti per nel loro lavoro, sia per le innovazioni, sia perchè di questo ne hanno fatto un arte. Se è vero che dobbiamo difendere la nostra cittadina, le nostre tradizioni e le usanze perchè credianmo nelle nostre origini, allora dobbiamo ringraziare queste persone che "sono" le nostre radici.
 
 
#2 Donato Leo 2010-04-24 15:42
Non voglio fare polemica alcuna, però non condivido l'iniziativa della nuova toponomastica voluta dal sindaco. A mio modestissimo avviso sarebbe stato meglio erigere un monumento a tutti gli artieri e non intitolare una strada ad ognuno. Ma quanti artieri e non, sono dovuti emigrare dalla nostra natio Gioia, chi nella stessa nostra penisola, chi all'estero e non sono stati presi in considerazione. Per nostra fortuna abbiamo difeso la nostra cittadina, le nostre tradizioni, le usanze, poichè abbiamo creduto e crediamo alle nostre origini.Nei luoghi in cui viviamo ci hanno adottato, perchè ci siamo messi in e3videnza sia per il comportamento tenuto sia per quello che siamo riusciti a dare ai concittadini ospitanti. Non me ne vogliano i parenti degli artieri citati nell'articolo stampa. Tanto dovevo.
 
 
#1 concetta 2010-04-21 23:30
Sono onorata di essere la figlia di un grande uomo.
Grazie papà.
 

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