UNA IMMENSA DISCARICA A CIELO APERTO CHIAMATA ZONA INDUSTRIALE

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100_2839L’economia gioiese, più che di intitolazioni di nuove strade, sebbene attuate in “segno di riconoscimento nei confronti dei concittadini che si sono distinti nella nostra città, con impegno e dedizione, ognuno nel proprio ambito lavorativo”, necessiterebbe di forti e profondi interventi che mirino al suo definitivo decollo produttivo, piuttosto che di un ulteriore intervento di pura propaganda elettorale “occulta”.

Specialmente se si considera che gli organizzatori di questa operazione erano e sono a conoscenza dello stato di degrado in cui versa, da anni, una vasta area della zona in cui insistono gli stessi insediamenti produttivi, come la zona industriale, quella che si estende dopo aver superato la circonvallazione che porta verso le provinciali per Putignano, Acquaviva e Santeramo in direzione Sammichele-Bari.

pneumaticiUna vasta zona in gran parte terra di nessuno. Abbandonata a se stessa e ai vandali. Diventata negli anni, nonostante le promesse pre e post elettorali di interventi migliorativi, una immensa discarica a cielo aperto, in cui è stato buttato e si continua a buttare di tutto e di più. Dagli immancabili pneumatici, alle suppellettili in legno o in ferro, agli elettrodomestici, ai materiali edili di risulta, ai materassi, ai sanitari, agli oggetti in vetro e plastica di qualsiasi natura e dimensione, a numerose lastre di eternit (amianto?) e bidoni di dubbia natura.

Una grande quantità di un lungo elenco di rifiuti più o meno pericolosi, forse anche tossici, in balia del vento e delle intemperie, che nessuno si degna di rimuovere, nonostante i proclami fatti circolare artatamente su presunti problemi della stessa natura ormai risolti.

Una zona industripecoreale di cui nessun amministratore, da anni, si occupa, almeno non nei fatti. I controlli latitano, non solo sui rifiuti ma soprattutto sulla regolarità delle assegnazioni dei suoli e sul rispetto delle norme contrattuali in merito alla costruzione degli opifici.

Troppe sono le opere iniziate e non completate. Tanti i terreni assegnati e abbandonati, alla mercé di chiunque, anche dei trafficanti di rifiuti illegali, oltre che di greggi di pecore che la utilizzano come zona in cui pascolare.

Una zona industriale che di industriale ha ben poco, a parte alcune importanti realtà, dove gli unici prodotti che abbondano in quantità industriale sono i rifiuti e i terreni incolti, per non parlare dell’erba mai tagliata cheerba_per_strada ha invaso tutto, compreso strade e marciapiedi, o delle decine e decine di buche (in alcuni casi si deve parlare di autentiche voragini) di cui sono disseminate la quasi totalità delle strade in completo stato di abbandono.

Un autentico sfacelo e pericolo per gli stessi operatori. Non c’è che dire, un poco edificante bigliettino da visita (o una pessima cartolina?) che viene mostrato ai pochi turisti che si avventurano in una zona che nelle intenzioni dei politici  doveva essere il "fiore all’occhiello dell’economia locale".

Per cui, migliorare la toponomastica della propria città è necessaria, soprattutto in una zona, quella artigianale, lasciata per troppi anni abbandonata a se stessa, ma, non al punto da considerarla così impellente ed urgente, da decidere di inaugurare 20 nuove vie nel momento clou di una durissima campagna elettorale ormai in dirittura d’arrivo, quando ci sono problemopifici_abbandonatii ben più importanti ed impellenti da affrontare e risolvere.

Dopo decenni di attesa perché affrettarsi nel voler realizzare questa lodevole iniziativa soprattutto in un momento così particolare e delicato per la politica, e non solo a livello locale?

Anche in questa circostanza, così come per le operazioni di ripulitura dell’edificio della Scuola Elementare San Filippo Neri, e il ripristino di manti stradali o strisce pedonali, ci si chiede il perché di questa urgenza, che ha spinto gli amministratori a decidere di fare queste inaugurazioni in piena bagarre elettorale e non prima o dopo le elezioni, come sarebbe stato più giusto ed "elegante" fare.

Una ulteriore discutibile azione amministrativa che solleverà sicuramente nuove polemiche e fibrillazioni nel già delicato e discusso panorama politico locale.voragini

Una iniziativa che gli stessi “prescelti”, e non solo quelli ancora in vita, probabilmente avrebbero desiderato effettuare in un periodo più tranquillo e consono all’importanza dell’avvenimento stesso. E se avessero potuto scegliere tra la loro nomina e il miglioramento della situazione dell’intera zona artigianale ed industriale, sicuramente avrebbero optato e senza indugio per la seconda alternativa.

Di vedere realizzate cioè tutte quelle infrastrutture che per anni hanno chiesto venissero eseguite, con scarsi risultati, a tutte le amministrazioni che si sono succedute, da 40 anni a questa parte, al governo della città.

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