GIU’ ALLE CROCI, UN QUARTIERE IN BALIA DEL “BRANCO”

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Chi, osservando la stupidità di taluni emergenti e rampanti giovinastri locali, pensava di aver visto e sentito tutto nella sua vita, che non si sarebbe più meravigliato di fronte a nulla, guardando queste immagini sicuramente dovrà ricredersi.

I loro atteggiamenti provocatori, da classici bulli di quartiere, erano ben conosciuti tra i residenti di Piazza Dalla Chiesa, ma mai, gli stessi residenti, avrebbero immaginato potessero arrivare a tanto. E il vedere, ieri mattina, una vecchia bicicletta, deformata e arrugginita, posata su un albero alto più di tre metri, quasi come una nouvelle opera d’arte, sicuramente li avrà disorientati, più che averli divertiti.

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Dopo i tanti atti di puro vandalismo nei confronti di muri, piante, panchine, lampioni, luci, cassonetti e auto parcheggiate nei dintorni della piazza e della Scuola Elementare San Filippo Neri, immaginare avessero tanta “fervida” fantasia li avrà lasciati anche perplessi.

Soprattutto nel constatare, ancora una volta, la totale mancanza di controlli da parte delle autorità competenti che sembrano sempre più succubi e impotenti nei confronti di questi ragazzi e delle loro gesta.

Ragazzi di diverse età ed estrazione sociale, la cui presenza diventa sempre più consistente, pericolosa e chiassosa.

Così come il loro comportamento, che con il passare dei giorni, dei mesi e degli anni, è diventato sempre più imperante, più fastidioso, consci di questa incapacità da parte dell’amministrazione locale, delle forze dell’ordine e della polizia urbana, di tenerli sotto controllo, e quindi sempre più baldanzosi nel sapere che nulla potrà mai ostacolarli o succedergli.

Una sfrontatezza che, secondo i residenti, aumenta sempre di più, proprio perché consapevoli di poter avere tanta libertà d’azione. Un dato però è incontrovertibile.atti-di-vandalismo

Da tempo il quartiere del “Sacro Cuore”, meglio conosciuto come “Giù alle Croci”, è diventato il loro punto di riferimento, il loro ritrovo, dove incontrarsi non solo per giocare, ovviamente sempre in modo esagerato, ma soprattutto per “studiare” il da farsi per trascorrere una serata “insolita”.

Così come hanno fatto l’altra sera con quella vecchia bicicletta, lanciata, più che deposta, su quell’albero, e riuscendo nell'intento probabilmente dopo svariati tentativi, con il serio rischio quindi di farsi e far del male.

Il tutto, naturalmente, tra le risate di un branco sempre più numeroso, forte, ma mai appagato e domo, e tra il disinteresse di istituzioni e residenti, oltre all’evidente indifferenza dei loro genitori.