OSTAGGI IN CASA DI VENDITORI DI PANINI E CRAUTI

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immagine_064573Non pensavamo che intere famiglie che risiedono della zona 167 potessero diventare ostaggio di venditori di panini e crauti.

Tutta Via De Nicola è stata occupata da una serie impressionante di furgoni, bancarelle, camion con vendita di un vasto campionario di alimenti che andavano dalla porchetta al kebab.

Suoni, odori, luci, che in una situazione “normale” e con una organizzazione decente non avrebbero creato forti disagi.

Invece, nella organizzazione superficiale e arraffona del nostro Comune, a cui i poveri vigili preposti ai controlli hanno potuto fare ben poco, ha determinato una serie di situazioni ai limiti dell’anarchia e della prevaricazione.

Vogliamo porre alcune domande ai nostri amministratori:

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  • Perché quest’anno, a differenza degli anni scorsi, sono aumentate notevolmente le autorizzazioni concesse ai venditori di alimenti vari con occupazione di buona parte di Via De Nicola determinando situazioni anche conflittuali tra gli stessi operatori (liti continue e in un caso ai limiti della violenza fisica)?
  • Perché è stato consentito loro di poter sistemare furgoni, tavolini sedie e accessori vari davanti alle abitazioni e cancelli di accesso alle palazzine, impedendo in sostanza agli abitanti della zona di potersi muovere con l’auto, indispensabile in diversi  casi?
  • Sono stati effettuati, da parte degli organi preposti, controlli sanitari per verificare il rispetto di un minimo di norme igieniche per gli alimenti venduti?
  • Perché si è deciso di concentrare tutte le bancarelle nella zona di Piazza XX settembre e strade adiacenti, svuotando Corso Garibaldi?
  • Forse gli ambulanti danno fastidio ai commercianti di questa strada?

236_1Una delle conseguenze di questa scelta è stata che Piazza Plebiscito, la sera della festa, era semivuota mentre la zona del “divertimentifricio” era stracolma di gente. Sono anche queste scelte che svuotano il significato profondo della festività del Santo Patrono, che viene così ridotta a puro consumismo.

Al di là  delle risposte, vorremmo che ci fosse almeno l’impegno a che nei prossimi anni non si ripetano simili situazioni, accettando anche l’idea che la presenza di giostre e bancarelle inevitabilmente potrà determinare dei disagi, ma nei limiti però della decenza e del rispetto della libertà personale.

(Un gruppo di abitanti della zona 167)