UNA “ROSA BIANCA” IN RICORDO DELLA SHOA

Pieghevole

Sabato, 30 gennaio presso il Teatro Rossini, alle ore 18.30, in scena la Shoa di cui oggi si celebra il ricordo, dolorose pagine di storia rievocate e teatralizzate da Raffaello Fusaro in “Rosa bianca”.

“Il nostro obiettivo – dichiara Letizia Salvatorelli Guida, presidente dell’Università della Terza Età gioiese - è far giungere al pubblico il significato profondo e autentico di questo giorno, al di fuori di ogni retorica rituale e dunque inutile.

Abbiamo scelto di celebrare questo giorno ricordando il sacrificio di quattro giovani studenti dell’università di Monaco, furono loro a dar vita alla “Rosa bianca” un movimento attraverso cui si tentò di risvegliare le coscienze sopite dei giovani tedeschi ipnotizzate dal demone nazista, affidando le loro riflessioni profonde e piene di sdegno e speranza sulla tragedia che sconvolgeva il mondo, a semplici fogli di carta.

La diffusione di sei volantini ciclostilati (ne sfornarono ben 15.000) distribuiti a mano o inviati per posta, in varie città della Germania ed anche le scritte sui muri dei quartieri universitari, furono le loro armi contro la propaganda di Goebbels.

Per questo motivo furono, dopo un processo farsa, uccisi. Non a caso – rimarca Letizia - la scelta di una così crudele morte. E’ nella mente che nasce il pensiero libero, quello che fa più paura al potere e dunque da schiacciare, come da bruciare sono i libri che muovono lo spirito”.

La rappresentazione, patrocinata dall’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e dal Comune, è costituita da un atto unico, strutturato in due parti: l'ascesa di Hitler e lo sbocciare della “Rosa Bianca”.

Musica e immagini contribuiscono a creare atmosfera ed enfatizzano un testo teatralmente “civico” di Raffaele Fusaro trasposto con successo nella cinematografia.

Ad introdurre la rappresentazione alcune riflessioni della presidente, di seguito il suggestivo canto del coro polifonico dell’U.T.E. diretto dal maestro Francesco Lorusso.