Decessi per tumore a Gioia. Risultati primo studio epidemiologico

roberto cazzolla gatti

roberto cazzolla gatti A Gioia i dati relativi alla mortalità per tumore forniti dall’Istat e parametrati alla media nazionale, alla provincia di Bari e provincia di Taranto registrano praticamente in tutti i casi valori più alti. Questo il dato emerso dallo studio epidemiologico, allegato in calce, rigorosamente scientifico effettuato dal biologo Roberto Cazzolla Gatti in questi giorni a Gioia, prima di ritornare in Russia alla Tomsk State University (TSU) presso cui è professore associato e direttore e coordinatore scientifico del Master in Biodiversità.

Dati allarmanti che rappresentano la punta di un iceberg, se confrontati con il numero dei malati residenti a Gioia che oggi lottano contro un tumore. I dottori Nicla Montanaro e Tommaso Donvito testimoniano l’insorgenza in questi ultimi anni di numerosissimi casi di cancro anche in fasce di età avanzate, emblematico il caso di una donna cui è stato diagnosticato un tumore al seno a 95 anni, o di patologie incurabili in pazienti con stile di vita, alimentazione e abitudini più che sane. Per Donvito una delle cause di mortalità per tumori (non solo gioiese) più deleterie è il fumo. La Montanaro nel sottolineare l’incidenza di patologie tumorali in esponenziale ed importante crescita, dichiara che le attuali cure riescono a migliorare la qualità e la durata della vita.

Prima di scendere nei dettagli sottolineiamo l’urgenza che i medici di famigliTermosud-2a si mettano in rete per delineare una mappa delle tipologie di cancro da cui sono affetti i pazienti, “mappando” anche le zone di residenza, per comprendere se vi è una incidenza maggiore in alcuni quartieri della città. Dati facilmente reperibili nell’assoluto rispetto della privacy dei malati, ma fondamentali per avere un quadro completo della salute dei gioiesi e speriamo scongiurare la malaugurata ipotesi che potrebbe configurare Gioia tra le “terre dei fuochi”.

All’incontro in sala De Deo del 16 novembre scorso è presente Rosario Milano, consigliere dell’opposizione e presidente della Commissione Ambiente. Assenti l’assessore Filippo Capurso e buona parte degli “addetti ai lavori”, nelle retrovie il sindaco Johnny Mastrangelo che non è però intervenuto e numerosissimi cittadini.

Lo scienziato ha ricordato ad inizio incontro Rosa Murzio e Rino Stea, due giovani gioiesi che hanno perso la vita a causa del cancro in giovane età, suoi amici, quindi ha spiegato le difficoltà incontrate nel reperire dati presso la Asl, il ricorso all’Istat che li ha forniti, la scelta di analizzare il periodo che va dal 2007 al 2016 e lo sconforto nello scoprire che a Gioia si registra una altissima percentuale di decessi per cause tumorali. Nelle tabelle mostrate nel corso della serata, in sette casi su dieci suddivisi per cause di morte, Gioia domina nei grafici sovrastando la provincia di Taranto, di Bari e l’intera nazione. Per i linfomi le patologie si sono addirittura triplicate

Alla ricerca dell’unicorno - eufemismo usato dallo scienziato per sdrammatizzare e comprendere quali possano essere le cause dell’incremento di morti per tumore e patologie cardiovascolari in questa ridente cittadina che vanta una Doc e una Dop e nella quale si mangia meglio che in qualunque altra parte del mondo - spunta un’ultima tabella. Per “sottrazione”, ovvero escludendo quel che Gioia ha in comune con Taranto, Bari e l’intera nazione, restano due “particolarità”: la pres01_Ilva-Taranto-Pietro-Urgesi-1-1280x780enza dell’Aeroporto militare e dell’ex Termosud.

Con l’Aeroporto “conviviamo” da oltre un secolo, quando ancora non si alzavano in volo caccia e tornado bruciando tra le tante sostanze anche il toluene. Non è un caso che l’Arpa che in questi mesi ha monitorato la qualità dell’aria, abbia riscontrato valori “critici” di questa sostanza che alla salute certo bene non fa.

Un capitolo a parte quello su altre “presenze” dislocate nell’area militare riportate nei grafici scaricati da Wikipedia e segnalate sin dagli anni della guerra fredda o su uranio radioattivo transitato per essere trasportato altrove, forse.

Sulle sperimentazioni effettuate da oltre quindici anni dall’Itea all’interno della AC Boylers Spa (ex Ansaldo e Termosud) - impianto sequestrato nello scorso febbraio perché effettuava attività di smaltimento di rifiuti anche pericolosi, tra cui materiale cancerogeno -, si focalizza maggiormente l’attenzione, anche perché le polveri sottili generate dalla ossicombustione, con la complicità della nebbia, penetrano maggiormente nella catena alimentare e vengono respirate raggiungendo tutto e tutti.

E’ quindi urgente accertarsi che lo stabilimento non “bruci” più sostanze pericolose e indagare sui danni causati all’ambiente ed alla salute dei gioiesi, prevedendo anche un risarcimento ed una bonifica ambientale.

Alla luce di questa indagine e dei dati con fatica e tante notti insonni rilevati da Roberto Cazzolla Gatti e messi a disposizione di chiunque voglia verificarli ed approfondire, a gran voce chiediamo aiuto alle termosud-ansaldo. ciminiera inceneritore in funzioneistituzioni: al sindaco cui compete vigilare sulla salute pubblica, al governatore Emiliano che aveva concesso milioni di euro all’Itea per queste sperimentazioni, pur rivestendo il ruolo di assessore alla sanità, ai dottori di famiglia che hanno il polso della situazione e che pur in assenza di un registro tumori, dai codici inseriti sulle prescrizioni possono ricavare dati importanti per chiedere all’Arpa ulteriori analisi e alla Asl regionale affinché fornisca i dati per avviare una indagine epidemiologica sul numero e sulla tipologia di malati di tumore residenti a Gioia.

Tra gli interventi a fine serata ricordiamo quello di Roberto Cardilli il quale ha ricordato quanto sia importante proteggere il territorio e la salubrità delle tipicità della nostra città, conosciute in tutto il mondo, frutto di tanto impegno, lavoro e investimenti importanti nel mondo agricolo.

Franco Giannini ha sottolineato, alla luce di questo studio, l’urgenza di insediare presidi pubblici di prevenzione, Giuseppe Procino ha chiesto informazioni sulla metodologia usata nelle indagini e Donato Stoppini ha ringraziato Roberto e chiesto ai due dottori di tracciare con i dati in loro possesso una prima stima sul numero dei malati e sulla tipologia dei tumori da cui sono affetti.

Di seguito la descrizione dei risultati delle figure e delle tabelle presentate da Roberto Cazzolla Gatti che a fine incontro ha ringraziato Rosario, i dottori Donvito e Montanaro e sua moglie Alena che lo ha aiutato nella elaborazione dei dati, suggerendogli di compararli con Taranto.