Riaperte a Gioia sale da gioco in attesa di chiarimenti dalla regione

M5S e gioco d'azzardo patologico

municipio_balcone La recente legge regionale n. 21 del 17 giugno 2019 approvata dal Consiglio regionale con 37 voti favorevoli e 6 contrari ha apportato importanti modifiche alla legge sul contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico GAP (L.R. n. 43/2013) che lo scorso anno ha portato alla chiusura di sale gioco anche gioiesi dislocate al di sotto di 500 metri da scuole, biblioteche, ospedali, chiese e luoghi sensibili.

Con det. n. 801 e 802 dell’8 agosto scorso, per evitare qualsiasi contenzioso, si sono revocate le cessazioni di attività delle sale gioco in via Da Vinci e via Carducci, precisando che le licenze continueranno ad essere valide in attesa di chiarimenti chiesti sulla corretta applicazione della norma - ovvero su come regolarsi nel caso in cui la licenza sia stata rilasciata dopo l’entrata in vigore della L.R. 43/2013 (distanza minima 500 metri) e prima dell’entrata in vigore della L.R. 21/2019 nella quale si prevede che “le nuove autorizzazioni all’esercizio non vengono concesse nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore a 250 metri, misurati per la distanza pedonale più breve su suolo pubblico” e “che restano valide le autorizzazioni comunque concesse prima”.

“Laddove lo stesso non fosse conforme a quanto con la presente determinazione stabilito - recitano i due atti -, si procederà tempestivamente alla revoca della presente determinazione revocando definitivamente l’autorizzazione, senza che la parte debba e/o possa avere nulla a pretendere dall’A.C.”

Ma cosa ha portato la Regione ad esprimersi a favore dei luoghi in cui le ludopatie trovano fertile terreno per svilupparsi?

In primis la perdita di posti di lavoro.

PERDITA DI 9MILA POSTI DI LAVORO A FRONTE DI UN MILIARDO E MEZZO DI EURO SPESI NELLE SALE GIOCO

Infatti secondo l’Eurispes, la precedente legge metteva a rischio 9 mila posti di lavoro, portando alla chiusura l’80% delle reti legali, circa 700 punti gioco.

2.891 dipendenti avrebbero perso il lavoro con l’applicazione della distanza miniM5S e gioco d'azzardo patologicoma di 500 metri negli “esercizi dedicati” - sale bingo, agenzie di scommessa e sale dedicate - a cui si sarebbero aggiunti 5.151 lavoratori di bar e tabacchi, ovvero «degli “esercizi generalisti” che offrono gioco legale».

Ma ci sono altri “numeri” su cui riflettere. Il settore del gioco fisico in Puglia genera una spesa complessiva annua da oltre un miliardo di euro, con una quota erariale da 567 milioni. Questo dato risulta da una elaborazione di Agipronews su dati dei Monopoli di Stato relativi al gioco fisico per il primo semestre 2017 e proiettati per l’intero anno.

Dati aggiornati nel marzo scorso in un recente convegno organizzato dalla Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari, da cui risulta che i 'malati' d'azzardo bruciano 1,5 miliardi l’anno. Il record è detenuto da Casamassima, con 4mila euro a testa. Al secondo posto, c'è Sammichele, con 2mila 600 euro a testa. A Bari, invece, la media è di 1700 euro a testa. Nel complesso, l'area metropolitana di Bari figura al 51° posto nazionale, con 1500 euro di giocate pro capiteA Gioia del Colle nel 2016 risultano spesi 22 milioni e 180mila euro nelle sale gioco, anno in cui il comparto con la maggiore incidenza per spesa ed erario risulta essere quello degli apparecchi (slot e Vlt), che vale poco più della metà del totale: 548 milioni il margine lorM5S e gioco d'azzardo patologicodo per gli operatori, da questo si preleva la quota per lo Stato che è pari a 308 milioni.

In Italia negli ultimi 25 anni, il consumo lordo di ‘gambling’ (gioco d’azzardo) è passato da un valore pari a 8,79 miliardi di euro ai 107 miliardi e 300 milioni del 2018, con un balzo del 4,5 per cento tra il 2017 e il 2018.

Un settore che genera profitto per lo Stato che da un lato è spinto dall’esigenza di fare cassa attraverso i giochi, dall’altro è tenuto a combattere fenomeni degenerativi come la ludopatia ed il gioco patologico, con la consapevolezza che una eccessiva restrizione del gioco legale porterebbe inevitabilmente ad una ulteriore recrudescenza del fenomeno sommerso ed illegale, spesso in mano alla criminalità anche organizzata.

E sono tanti i minorenni, attratti da questi luoghi “a portata di mano”, specie se vicini alle scuole o ai luoghi che più frequentano, che possono avvicinarsi alle scommesse e tante le famiglie rovinate dal gioco.

“In molti pensano che aprire una sala giochi impoverisca più che contribuire allo sviluppo di una città. Quel fiume di denaro speso in scommesse o alle slot - dichiara Enzo Cuscito, fermo sostenitore della necessità di rivedere questa norma e la sua applicazione -, potrebbe essere utilizzato nel commercio locale, nelle botteghe, nei negozi di abbigliamento, alimentari… Denaro sottratto alla produttività, che arricchisce pochi e impoverisce tanti.”

PRECISAZIONI DI GIUSEPPE FALCONE

In propossapar conferenza gioco d'azzardoito si esprime in risposta ad una diatriba sorta sui social, il presidente dell’associazione gioco legale (A.Gi.Le) Giuseppe Falcone.

“C’è un errore che va evitato e sul quale si creano malintesi e si fanno liste di proscrizione tra coloro che sarebbero i ‘buoni’ e i ‘cattivi’: i centri scommesse autorizzati dai Monopoli di Stato, non hanno nulla a che vedere con il gioco d’azzardo. Anzi la loro presenza consente controlli che le bische non hanno. Ma soprattutto la ludopatia, malattia da gioco gravissima, non si sconfigge chiudendo i centri scommesse o spostandoli di qualche metro da scuole, chiese ed ospedali. Chi lo pensa fa, solo mera demagogia”.

La Regione Puglia il 17/06/19 salva espressamente dalla applicazione del distanziometro i luoghi di raccolta già esistenti, anche se autorizzati dopo il 20 dicembre 2014; elimina la durata delle licenze di polizia (decade la norma che imponeva il rinnovo ogni 5 anni); impone il rispetto della distanza dai luoghi sensibili a 250 metri per le nuove aperture (dal 17/06/19) e per i trasferimenti di sede; fa espressamente salve le ipotesi di cessione di azienda, di sostituzione degli apparecchi, di modifiche societarie degli esercizi; riduce di fatto a quanto stabilito dal decreto Balduzzi l’elenco dei luoghi sensibili; elimina la previsione che consentiva ai comuni di ampliare l’elenco dei luoghi sensibili; sostituisce la limitazione distanziometrica con un “contingentamento” del numero degli apparecchi che potranno essere ospitati dagli esercizi generalisti in rapporto alla superficie, con termine di adeguamento dal 1 gennaio 2020; rende obbligatori corsi di formazione e prevenzione dei rischi legati al GAP, a cadenza biennale, per gli esercenti. Inoltre il 1/08/19 anche il Consiglio dei ministri, ha dato il suo via libera alla modifica apportata il 17/06/19 alla legge della Puglia sul contrasto del Gap.”

Conclude sottolineando che “… l’eventuale mancata riapertura delle attività già esistenti alla data del giugno 2019 esporrebbe il Comune al rischio di importanti aggravi di spesa nel caso di cause che sicuramente si instaurerebbero, incidendo in negativo sul bilancio comunale che già versa in condizioni non positive.”

Una riflessione a margine… e se si tentasse di “educare” soprattutto i giovani e non solo, al valore del denaro, al pericolo che il gioco diventi una dipendenza, per ridurre i rischi di ludopatia e della distruzione di vite e famiglie che coinvolgono anche titolari di reddito di cittadinanza e pensionati al minimo, i quali chiedono aiuto alla Caritas ma non rinunciano al gratta e vinci o a tentare la sorte giocando di tutto e di più?

Sintesi normativa in materia

https://www.avvisopubblico.it/home/home/cosa-facciamo/informare/documenti-tematici/gioco-dazzardo/sintesi-della-normativa-della-giurisprudenza-materia-gioco-dazzardo-ludopatia/

Le leggi della regione Puglia in materia