REPORTAGE DI CHRISTIAN ROTOLA AL ROSAMORA CAFFÈ

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n520484755_6216Alle 21 di stasera, 16 aprile, al Rosamora Caffè sarà presentato il reportage “Vita in Nepal” di Christian Rotola, fotografo free lance che ha un dono: il suo scatto cattura l’emozione dell’effimero, la rende eterna, “impressiona” l’attimo e la sua anima.

La fotografia è arte! Le arti visive sono arte! Io mi esprimo con la fotografia – dichiara Christian - non sono io a fare “click”, è la mia anima…” ed osservando le sue foto non vi è alcun dubbio!

Christian Rotola nasce il 24 ottobre del 1971, la curiosità è il suo karma, tutto ciò che è nuovo lo attrae irresistibilmente. Ama la storia, la scienza, la fisica, l’astrofisica, un po’ meno i banchi di scuola.

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La conoscenza è vita, viaggiare, è fondersi con altre culture – dichiara con convinzione - è fare del bene, aiutare il prossimo, regalare un sorriso.”

Ha un ricordo che segna la sua passione per il diaframma: “Avevo poco più di un anno, ero nella culla, sveglio… mio padre mi osservava in silenzio, senza far rumore chiude piano la porArco-di-Baleno-cornNta della camera da letto, io rimango affascinato dalla luce che filtra attraverso di essa, illuminando solo uno spicchio della camera. Mi diverte questo triangolo di luce che via, via si riduce fino a formare un sottile filo, ed io rimango lì, imbambolato, mentre quel filo scompare, regalandomi un’altra atmosfera, la “non-luce”, il buio.”

Entrata-Monumentale-Fiera-dNasce così, dal “fotogramma” di un ricordo “impressionato” nella mente, la passione per la fotografia.

Ho iniziato a fotografare verso i 14 anni con una reflex regalatami da mio padre. Comprai e divorai almeno tre libri sull’argomento, poi iniziarono le prove.”

Dopo aver esplorato ogni tecnica e scoperto i segreti della fotografia, Christian diviene paesaggista, fotoreporter per “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ritrattista in villaggi turistici ed oggi free lance.

La passione è forte, decido che questa deve essere la mia strada, fotografia e Bari20ed20il20mareviaggi, conoscenza e fusione con le culture e la natura, della quale sono attento difensore, tormentainsieme ai diritti umani. Da allora sono passati cinque anni, mi sono divertito con le macro, con i ritratti, con i paesaggi, facendo cartoline, fotografando spettacoli ed artisti. La fotografia mi piace tutta, ma devo sempre essere io a decidere cosa fotografare, perché solo ciò che mi ispira può produrre in me l’emozione necessaria. Non sono mai contento. Guardo alcuni ritratti di Dennis Stock, i colori e le atmosfere di Steve McCurry, la capacità di saper cogliere l’attimo come Elliott Erwitt, la forza di certi volti di Renè Burri o i “quadri” di Harry Gruyaert, e penso che il loro stile è impareggiabile. Che classe! Forse pretendo troppo dai miei scatti e da me stesso, ma non riesco a fare altro. Continuerò a fotografare, viaggiare ed amare, è questo che voglio fare…”.