I VIRGINIANI TORNANO E RACCONTANO “FARE IL 28 LUGLIO”

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copertina-fare-28-luglio“Il brigantaggio ha rappresentato un grande trauma, una ferita che per decenni è stata rimossa […]. Qualcosa di troppo sconvolgente, perché se ne potesse parlare. Bisognerebbe capire che l’Unità d’Italia è nata con dei vizi. Vizi da curare, in quanto molti dei nostri problemi attuali provengono da quel periodo storico”.

briganti2Con queste parole Ferdinando Pappalardo – docente di Letteratura Italiana e di Teoria e Storia dei Generi Letterari, presso l’Università degli Studi di Bari – parla del fenomeno politico, economico e culturale del brigantaggio.

Il professor Ferdinando Pappalardo ha curato la prefazione del libro “Fare il 28 luglio”, presentato lunedì 10 gennaio 2011, presso il liceo classico “Publio Virgilio Marone” di Gioia del Colle, nell’ambito dell’iniziativaI Virgiliani ritornano … e si raccontano”.

L’iniziativa, curata dalla professoressa Grazia Procino, ha come scopo il riuscire a creare fare-il-28-lugliouna rete comunicativa tra gli alunni di oggi e quelli degli anni passati che si sono distinti in vari ambiti. I protagonisti dell’incontro, infatti, sono due ex virgiliani: il dott. Filippo Davide Martucci e la dott.ssa Francesca Pietroforte, autori del libro “Fare il 28 luglio”.

Il 28 luglio 1861 è la data durante la quale il sergente Romano attaccò la città di Gioia del Colle con la sua banda di briganti, ed è uno dei momenti più emblematici della storia del brigantaggio, di quella che fu una vera e propria guerra civile.

sergenteromanoAl centro del libro c’è l’importanza della memoria storica: “L’obiettivo è quello di recuperare la storia, anche quella minore, per far conoscere al popolo pugliese e no, come il nostro popolo ha contribuito all’Unità d’Italia. Recuperando il passato è possibile costruire l’identità dei cittadini”, così si esprime la dott.ssa Pietroforte.

ferdinando_pappalardoImportante in proposito è l’intervento del professor Pappalardo, “Siamo in piena ondata revisionistica. Il revisionismo è una pratica utile, a meno ché non sia strumentalizzato […]. Soprattutto oggi, data la labilità dell’identità, tessere le lodi del brigantaggio significa fare dell’autolesionismo. Di sicuro i piemontesi non furono lungimiranti, ma è anche vero che furono sostenuti dall’ingordigia della borghesia meridionale”.

Ed aggiunge: “Non è neanche il caso di lasciarsi andare a nostalgie neoborboniche, perché facciamo il gioco di chi l’Italia la vuole divisa. Attraverso la rivisitazione di questa vicenda storica è auspicabile creare un’identità, che non sia solo letteraria e artistica”.

fare-28-luglioInoltre “Fare il 28 luglio”, come sottolinea il dott. Martucci, “è un libro che si pone come obiettivo il coniugare la storia popolare con il marketing del territorio”. A tal riguardo significativo è l’apporto dato dal dott. Antonio Busto, ricercatore presso la cattedra di Archeologia Medioevale presso l’Università degli Studi di Bari. Importante è per il marketing territoriale, capire che il territorio ha la sua storia: “L’archeologia oggi tende sempre più ad essere un’archeologia locale, tende a prendere in esame i segni lasciati dall’uomo che trasformano il paesaggio”.

Il prossimo appuntamento con “I virgiliani ritornano e … si raccontano” è fissato per il 21 febbraio con due architetti gioiesi: Gina Oliva e Alessandro Console.