RELIGIONI: INTERESSANTE, RISPETTOSO CONFRONTO ARCI

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locandina_arciTre appuntamenti “mediatici” per confrontarsi su un tema decisamente complesso: le religioni.

Culto, credo, fede, confessione o “oppio dei popoli”, la religione è da sempre indissolubilmente legata alla storia ed alla cultura di un popolo, ne tesse la trama sociale, dà risposte, anche se non sempre condivise, suggerisce stili di vita e di comportamento, si confronta con la scienza pur ricorrendo a dogmatici diktat, humus fertile per ogni fondamentalismo.

Che sia l’Arci Lebowski ad intraprendere un confronto, ad aprirsi al dialogo interreligioso con “Religioni, storia, cultura e verità”, che siano dreligulousei giovani a porsi domande e a tentare di darsi risposte, senza interferenze o strumentalizzazioni da parte degli “adulti”, è uno dei segnali più incoraggianti e positivi che possa esser dato ad una comunità.

Nel metodo, ovvero la scelta del cineforum, una vera e propria “datazione al carbonio” della giovane età degli organizzatori. Interessanti le scelte cinematografiche operate nei tre incontri: “Il Piccolo Buddha”, “7 km da Gerusalemme” e “Religulous”, provocatorio documentario statunitense diffuso nel 2008, scritto da Bill Maher e diretto da Larry Charles, in cui si dileggia coloro che, in nome della religione, tentano di strumentalizzare, spesso con successo, la fiducia di milioni di fedeli, abusando delle loro fragilità, del loro bisogno di “credere”.

MV5BMTQ3MTgyNTQxMF5BMl5BanBnXkFtZTcwNjQxMzc4MQ._V1._CR1310337337_SS120_Una denuncia graffiante, non sempre “corretta”, a tratti dissacrante e perennemente esilarante, che ha tracciato artatamente, ben selezionando i personaggi da intervistare e montando altrettanto ad arte il tutto, uno spaccato dei nostri tempi poco edificante e pericolosamente “borderline”.

“Indorare” di sana ironia, pillole di coscienza così sedimentate da aver assunto le sembianze di fossili “mentali”, stratificati di luoghi comuni e credenze, non ha accelerato il metabolismo dei messaggi del filmato. L’ultima parte, in particolare, potrebbe definirsi “da ulcera”.

A ficineforum-parisine proiezione Salvatore Parisi ha aperto il dibattito, chiedendo ai numerosi presenti di commentare quanto visto. Tra il pubblico Gianna Barile, sua professoressa di Religione, alcuni rappresentanti delle parrocchie e tanti ragazzi.

don-innocenzo-mondelliIl primo contributo è stato dato da don Innocenzo, non nuovo all’evangelizzazione mediatica da utilizzare con i dovuti “crismi”, sempre pronto ad esplorare lo spazio telematico, universo dei più giovani. A suo dire il filmato è privo di una dimensione storica, totalmente vocato e votato all’affermazione dell’ateismo, per cui le tematiche presentate “non reggono” al confronto storico, “sono pocogiuseppe-procino più che sacchi vuoti”.

Alcuni dei presenti hanno asseverato questa tesi, confermando che il filmato ha dato prova di scarsa conoscenza delle fonti bibliche, sia pur “assemblando” dati anche storici (analogie tra Cristo ed Horus, tra eventi biblici ed altri mitologici…).

Per Giuseppe Procino, una produzione interessante su cui riflettere, ma inaccettabile la chiave di lettura fornita nel fiinterventi-dal-pubbliconale, sintetizzabile nella frase “coloro che credono sono stupidi”. Riguardo alle interviste è evidente la “scelta del peggio, del peggio”, ma non disturba in quanto aiuta a comprendere meglio con esempi reali.

Don Tonino esemplifica definendo la fede uno stato di grazia, si crede oppure no, nessuno obbliga nessuno a divenir cattolico, ma nel momento in cui lo si diventa, si devono accettare le regole del gioco. Sottolinea, inoltre, che non è mai comparsa all’interno del film la parola “amore”.

Intervengono con pertinenza il signor Milano, in rappresentanza del mondo protestante e Pompeo Colacicco, puntuale, arguto e pungente nella sua analisi a difesa e sostegno di una visione laica di osservatori_arcivissuti altrimenti non “gestibili” in un’ottica religiosa. Anche il presidente dell’Arci, Tommaso Ventaglini, scende in campo, sia pur focalizzando l’attenzione su casi particolari quali il sacramento della comunione negato ai divorziati, interessanti anche le osservazioni di Ciccio Di Gregorio, rappresentante dell’Arci di Santeramo.

In generale piacevolissimo e garbato il confronto, rispettoso dell’altrui pensiero anche quando espresso su posizioni diametralmente opposte, ed ancora tanti, tantissimi i punti su cui si sarebbe voluto dibattere, nonostante la tarda ora.

cineforum-arci-pubblico“La vera verità non la sapremo mai”, conclude serafico Salvatore, vero regista della serata e moderatore attento. Totò invita, quindi, i presenti a frequentare gli eventi dell’Arci e a tenere alto il profilo dell’associazione.

Il dibattito, in realtà, continua oltre la mezzanotte, e mentre si festeggiano i 21 anni di Francesco Antonicelli offrendo alla paziente “coinquilina” del piano di sopra del vino, i ragazzi continuano a parlarne, si confrontano, danno conferma di non essere affatto indifferenti – non è forse l’indifferenza, il peggiore degli “anestetici” dello spirito? - ma appassionati e ferventi “credenti” della più antica delle religioni: la laicità del libero pensiero, in cui germoglia il buon senso e quel sentire religioso che l’umanità possiede nel suo dcodice genetico fin dai suoi esordi evolutivi, ed esprime con pluralità.