I VERSI DI NUNZIA BIANCO SALA, INCANTANO ED EMOZIONANO

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spazio_nunzia_bianco_salaUn’atmosfera calda e avvolgente fa da sfondo al consueto appuntamento con la poesia, giovedì 7 ottobre 2010, presso Spazio UnoTre, luogo gentilmente messo a disposizione dalla ineccepibile ospitalità di Mario Pugliese.

Protagonisti indiscussi sono i versi della professoressa Nunzia Bianco Sala. Versi che nascono da un grande bianco-sala-masi2vissuto, da una grande interiorità … Versi che indagano l’animo umano, che scendono negli oscuri e affascinanti labirinti della mente, perché chi scrive “legge dentro di sé, è attento alle sfumature interiori”, così ad un certo punto afferma la professoressa.

masi-valentinaLa poesia – che per la professoressa è qualcosa di indefinibile, di inafferrabile – diventa terapeutica, potenza salvifica. È, in un certo qual modo, mezzo cognitivo durante il viaggio all’interno di noi stessi, il più coraggioso che un uomo possa decidere di fare. In riguardo la re-david-masisuadente voce di Valentina Masispeciale lettrice della serata – recita: “ […] Ho scritto e rimorso non ho/ ho pure affondato la penna/ nelle mie stesse ferite/ e usandola come stiletto/ mi sono punta le dita …”.

Ed emoziona quando declama: “Datemi il tempo di pentirmi/ di piangere le lacrime che cancellano gli errori./ Ho voluto scavare affondo/ non ho goduto le cose facili […]”. Del resto, come sottolinea la professoressa, ricordando una frase del professor Rocco Fasano, "il sofà delle Muse è vicino a quello dell’analista"; perché la scrittura è un mezzo come un altro per riuscire ad estrapolare qualcosa di apparentemente sepolto; perché, in fondo, ciò che non si risolve ritorna nelle nostre viste con preponderanza, con invadenza e senza mezzi termini.

Sigmund Freud, citatopubblico_ascolto_poesie dalla medesima, teorizzava che la fantasia nasce dai meandri più bui dell’animo e “trovare la parola è un po’ come trovare il bandolo della matassa”. Il mezzo della fantasia, inoltre, ritorna nei versi di Nunzia Bianco Sala: “[…] Userai la fantasia per non morire di noia”. O ancora: “[…] Tradimmo noi stessi/ quando umiliammo i desideri/ troncammo i sogni/ ponemmo freno all’estro/ oscurammo i colori/ per ammantarci, cauti/ di grave perbenismo”.

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Nunzia Bianco Sala sceglie per i suoi versi un linguaggio semplice e diretto che possa veicolare messaggi chiari. E all’uditorio chiede: “Se la poesia deve veicolare un messaggio perché renderla oscura?”.

La professoressa, inoltre, prima della conclusione, ringrazia gli organizzatori della serata: Filippo Paradiso, Giorgio GasparreGiacomo Leronni, e Fortunato Buttiglione, il quale con la solita attenzione ha presentato l’incontro.

Bello il sottofondofortunato_buttiglione musicale dato dall’eleganza e dall’estro artistico di Roberto Re David, e bella anche la cornice nella quale è inserito l’incontro dataci dalla bellezza della mostra in attivo fino al 10 ottobre: Riciclo Art.

L’appuntamento con l’arte nelle sue varie forme è per il prossimo giovedì con una giovane e talentuosa scrittrice, Isabella Capozzi.

Si ringrazia Fabio Guliersi per aver messo a disposizione della redazione alcuni dei suoi preziosi scatti.