KAJIMA KANACO RIEMPIE IL “VUOTO” CON LA MUSICA

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Martedì 1 giugno il Teatro Rossini di Gioia del Colle si riempie delle note liberate dalla giovanissima e talentuosa pianista Kajima Kanako, seconda classificata nella categoria di esecuzione pianistica, al termine della scorsa edizione del Concorso Internazionale di Musica Pietro Argento.

kanakoKanako Kajima è di origine giapponese, ed è a Shikoku che inizia a studiare pianoforte ancora piccolissima. Conclusi qui i suoi studi, dal 2003 segue i corsi superiori del Conservatorio Ciajkovsky di Mosca e partecipa a masterclass: Russia Suzudali. Negli anni a seguire vince numerosi concorsi di grande lustro, registrando in attivo un’attività concertistica notevole.

Quasi all’arrivo della stagione di musica classica “Legature” 2010, organizzata dall’Associazione Musicale “Daniele Lobefaro” sotto la direzione artistica di Paola Sorrentino, Kajima Kanako si esibisce in un concerto di prestigio attraverso la musica di alcuni tra i più grandi compositori di tutti i tempi.

Il primo tempo si apre con la “Sonata op. 2 n. 2” di Ludwing van Beethoven (1770-1827), composta nei primi anni di permanenza a Vienna tra il 1794 e il 1795, e pubblicata poi dall’editore Artaria. La Sonata è stata dedicata da Beethoven ad Haydn, l’insegnante che lo seguì all’inizio della suo soggiorno in Austria, e fa parte delle opere giovanili appartenenti al suo primo periodo compositivo, quello in cui tende ancora ad emulare, anche se in un processo di evoluzione, icone della musica classica come Mozart e lo stesso Haydn. La Sonata in La maggiore si suddivide in quattro movimenti: l’Allegro vivace, in forma-sonata e dotato di un virtuosismo ben reso dalla nostra pianista; il Largo appassionato, impregnato dello stile che caratterizza Beethoven tipicamentlegature-2010-be Romantico; lo Scherzo: Allegro, che sostituisce al tradizionale Minuetto uno Scherzo dai toni brillanti, caratterizzato dal cosiddetto Trio.

Alla Sonata seguono i “Notturni op. 62 n. 1-2” di Fryderyk Chopin (1810-1894), questi sono stati composti nel 1846 e gli ultimi ad essere pubblicati per opera del compositore stesso. L’inno alla notte, che affascinò anche Chopin, è dedicato ad una sua allieva, Von Konneritz, e rende palpabile un’atmosfera intima e lirica.

In chiusura del primo tempo Kajima Kanako esegue “Fantasia “ di Aleksandr Skrjabin (1872-1915), composta nel 1900 durante il suo periodo di insegnamento presso il Conservatorio di Mosca. Fantasia in Si minore è una Sonata in un unico movimento basata sui canoni compositivi della forma-sonata e rispecchia l’esperienza più matura di Skrjabin,

Il secondo tempo viene introdotto dalla “Rapsodia Ungherese n.10” di Franz Liszt (1811-1886), una delle 19 Rapsodie Ungheresi per pianoforte, composta tra il 1846 e il 1853 ispirata ai moti patriottici ungheresi. Le Rapsodie sono note per la loro difficoltà che trova i tratti predominanti in un virtuosismo complesso e in una forma compositiva libera, alternando momenti di lirismo ad altri di rapida turbolenza, includendo effetti sonori unici.

Con una modifica al programma prestampato, segue la “Variation” di Abdàl Karamanon, un compositore contemporaneo russo che tiene ben salde le sue radici nello stile tardo-Romantico Europeo.

Il concerto si conclude conDSC05003 “Venezia e Napoli” ancora di Franz Liszt, una raccolta di pezzi pubblicati nel 1861 come supplemento al volume italiano del “Secondo anno di Pellegrinaggio: Italia”, una grande opera di composizioni per pianoforte romantico che racchiude tra le più belle scritture di Liszt. I brani sono ispirati dalla sua prima visita in Italia, e basati proprio sulla musica italiana. “Venezia e Napoli” comprende tre brani che abbiamo ascoltato: Gondoliera, di forma strofica si basa sul celeberrimo motivo della canzone “La biondina in Gondoletta” di Giovanni Battista Peruchini; la Canzone, trae ispirazione dalla canzone del Gondoliere “Nessun maggior dolore” nel terzo atto dell’Otello di Gioacchino Rossini; e in ultimo la Tarantella, il più ampio e complesso, che utilizza i temi del compositore franco-Italiano Guillaume- Louis Cottrau, autore di numerose canzoni napoletane.

La giovanissimDSC05007a Kajima Kanako si è presentata in vesti di una semplicità cruda, tipica di chi vuol dare a vedere esclusivamente la propria arte e mettendo in gioco solo quella. Fasciata da un abitino rosso cangiante piuttosto classico, i capelli raccolti da una grande rosa rossa e fisicità minuta, quasi invisibile, ma con una grande forza nelle dita e nel suo talento. Abbiamo assistito ad una sorta di conversazione tra lei e un pianoforte gran coda per l’occasione, che varia dall’allegro al lento, spostandosi su motivi talvolta turbolenti. Si è cimentata in un repertorio complesso ed eseguito dignitosamente, per la sua giovane età, attraverso uno stile virtuosistico efficace e brillante. Kajima si è inchinata per ogni applauso che il pubblico le ha riservato lasciando trasparire senza alcun indugio la sua timidezza e il suo imbarazzo. Terminato il concerto è scappata via impacciata, senza concedere il bis perché troppo stanca.

Nonostante, ancora una volta, la popolazione di Gioia del Colle non si sia risparmiata nel dimostrare il disinteresse per la cultura, intesa in senso lato e toccando campi di ogni genere, la pianista non ha esitato nell’eseguire una performance che avrebbe meritato un numero di applausi ben più consistente.