800 ALUNNI DELLA S.F. NERI IN PIAZZA CON GIO.MO.VI.

S.F.-Neri-raduno-gio.mo.vi

scolari-gio.mo.viUna vera e propria “invasione di piazza”, che tanto ha ricordato i fasti di un “Maggio all’Infanzia” perduto, per festeggiare Gio.Mo.Vi. acronimo di Gioco, Movimento e Vita, progetto di cui è tutor Maria Dina Liotino, proposto dal professor Marino Pellico.

Ben 800 alunni della scuola primaria e dell’infanzia (ma ad occhio vi erano numerosi “infiltrati”, fratellini, sorelline ed amichetti) il 1 giugno, alle ore 19.00, hanno letteralmente invaso Piazza Plebiscito, per poi raggiungere in corteo, preceduti dagli sbandieratori, Piazza Dalla Chiesa, già allestita per ospitare i “Giochi nella terra di Federico”.

scolaresca-gio.mo.viDopo l’esibizione degli sbandieratori ed il discorso del sindaco Piero Longo che ha annunciato a breve l’innalzamento di una statua dedicata al Santo Patrono cui è intitolata la scuola, la manifestazione ha avuto inizio per la gioia dei più piccini.

Gogne, castelli, scudi e pettorali, archi e secchi, tiro alla corda ma anche basket, a cura dell’Associazione sportiva Basket Mission Gioia del Colle, e Mini volley.

A curare le scenografie ed interagire con i bambini i ragazzi dell’Arci Lebowski, ad animare la serata l’irrefrenabile Piero Romanazzi, pronto ad genitori-gio.mo.viincoraggiare le docenti, alquanto “provate” dalla vivacità degli alunni, con la promessa di giorni di riposo concessi dalla dirigente, Mara Emanuela Longo, perfetta in ogni contesto, dalle conferenze “impegnate” ai giochi di piazza.

Grazie anche al contributo delle “mamme” la manifestazione si è svolta serenamente.

giochi-scolari-gio.mo.viMentre apette, e coccinelle sotto i cinque anni imperversavano tra il castello, il forziere e le gallerie, i più grandini (gli “scoiattolini” di seconda) erano impegnati nella corsa del ciambellano, in quella a tre gambe e nel gioco della fortezza.

giochi-scolari-gio.mo.vi-2Gli alunni di terza (ovvero i “falchi”) erano invece alle prese con “palla in gabbia, principe errante e portatori d’acqua”. A quelli di quarta (aquile) riservato il gioco dello scalpo e dello scudo, mentre i draghetti di quinta si sfidavano nel tiro con l’arco, nel tiro alla fune e nella corsa nei sacchi.

tiro-alla-fune-gio.mo.viA chiudere la serata la gara di “tiro alla corda” tra mamme e maestre, scontata la vittoria delle mamme e la sconfitta delle maestre, a detta di Piero più abituate ad usare la mente che le braccia.

Infine una pioggia di coriandoli per festeggiare l’evento e lasciare “tracce” di allegria.

“Il progetto – dichiara la dirigente Mara Luongo – nasce dall’idea di promuovere l’attivitàgenitori-felici motoria e ludico sportiva, educare alla sana competizione e valorizzare il gioco come momento educativo diinsegnanti apprendimento, socializzazione ed integrazione. A questo si aggiunge la maggiore attenzione riservata alla storia, all’identificarsi con il proprio territorio… Un altro momento importante di questo percorso formativo, è l’acquisizione di maggiori competenze relazionali attraverso l'attività di gruppo, sperimentando il rispetto dei ruoli, l’accettazione delle regole, la conoscenza e la valutazione delle proprie capacità in funzione di mete comuni. Il tutto vivendo un momento di aggregazione e di sano divertimento, alla scoperta della semplicità e della molteplicità di giochi realizzabili all'aperto, senza l'ausilio di materiali ludici sofisticati”.