UNA FONTANA CHE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI, ANCHE NEI COSTI

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vecchia-fontana24.440,88 euro, ecco quanto è costato il restyling della fontana di Piazza Dalla Chiesa.

In un nostro precedente articolo (STATUA SAN FILIPPO: L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA - le foto), in cui si evidenziavano le spese sostenute dall’Amministrazione per riqualificare la stessa piazza, avevamo ipotizzato, in assenza di un documento ufficiale, una spesa presunta di circa 20 mila euro.

Ma i nostri amministratori sono andati ben oltre anche le più pessimistiche previsioni!

fontana-che-non-funzionaBisognerà ammettere che spendere quasi 25 mila euro per una fontana già esistente, non è un investimento “da poco”, è praticamente più del reddito medio di una famiglia gioiese, quello “gettato a mare”, o meglio “in acqua”.

Nella determinazione di spesa, la n. 812 del 04/08/2010, si parla di “Lavori di manutenzione straordinaria di Piazza Dalla Chiesa con messa in sicurezza della fontana ornamentale”, una spesa di per sé ancor più insensata ed ingiustificabile, dal momento che… non funziona!

Né funzionava al completamento dei lavori, alla vigilia della presentazione della statua, tanto da rinunciare per questo alla sua inaugurazione.

impianto-vecchia-fontanaE l’aggiungere a questa spesa altri costi che sicuramente si sosterranno per risolvere il problema, ha senso?

Restando ai fatti, per la fontana di cui è stato utilizzato per intero il precedente impianto, sono stati spesi nel dettaglio: 6.600 euro per le opere murarie (?), 5.400 euro per l’impianto idrico fognante (??), 1.272 euro per l’impianto elettrico (non esisteva già?), 1.113 euro per le forniture elettriche (di quale genere?),  5.551 euro per la fornitura di pietre (???) e 4.512 euro per la fornitura di serbatoi (e quelli vecchi?).doccia--per-bambini

Numerose anche le perplessità al riguardo della messa in sicurezza. In queste calde giornate e serate estive, ragazzi e bambini non hanno resistito alla tentazione di rinfrescanti “docce”, utilizzando la statua di San Filippo come stenditoio per asciugare le magliette. Ma è igienicamente “sicuro” l’utilizzo di quell’acqua? Può considerarsi “potabile”, tenendo conto del suo riciclo continuo? E se uno dei bambini la “bevesse” senza volerlo?

D’inverno, poi, sarà afontana-non-funzionantencora da ritenersi “sicura”, tenendo conto che le pendenze calcolate lasciano confluire l’acqua solo su due lati, intasando le canaline di scolo, e dando per scontato che il vento possa - come già accadeva in passato, in minor misura - “spruzzare” gli inconsapevoli passanti e riversare l’acqua al di fuori della fontana, su altri lembi della piazza, rendendo la pavimentazione ancor più scivolosa e pericolosamente “ghiacciata”?

In prossimità di una scuola ad altissima densità di “passaggio” e passeggio, con bimbi in corsa e genitori e nonni al loro inseguimento, ci vorrà davfontana-rotta2vero più di un “miracolo” da parte di San Filippo per evitare che qualcuno scivoli e si rompa una gamba o di peggio, oppure si ritrovi incautamente nei paraggi dei mini geyser rischiando di farsi (la spiritosaggine “gira” nel quartiere) un inaspettato e sgradito “bidet”.

Le foto non renbalera_night_2dono giustizia al misero spettacolo della fontana attualmente in funzione.

Saggia, quindi, l’idea di tenerla “spenta” anche in occasione del “Balera Night” del 2 settembre, tenutosi in Piazza Dalla Chiesa alla vigilia (o meglio nella stessa giornata, tenendo conto che la mezzanotte era abbondantemente trascorsa ed ancoraman.-vecchia-fontana si ballava) del 28° anniversario dell’uccisione del magistrato cui è intitolata, in cui persero la vita anche sua moglie Emanuela e l’agente Domenico Russo.

Alla luce di tutto ciò, un restyling doppiamente infelice, non soltanto per i costi, sicuramente sovradimensionati rispetto alla reale portata, ma soprattuttotecnici-al-lavoro per una inesistente funzionalità, al di là di ogni opinabile valutazione estetica, e di una messa in sicurezza che genera pericoli ancor più gravi di quelli preesistenti.

In attesa che venga approvata l’ennesima determinazione di spesa per mettere altre, costose “pezze a colori” ad “un’impresa che non vale la spesa” se non per i committenti ed i loro accolitriparazione-fontanai, speriamo almeno di non dover leggere (sempre sulla più accondiscendente “concorrenza”) altre banali scuse e giustificazioni, da parte dell’assessore ai lavori pubblici, che non stanno né in cielo né in terra.

Sarebbe molto più onesto e accettabile che, almeno di fronte a macroscopiche eresie come questa, gli amministratori di turno invece di “perseverare” nell’errore, con un “ritrovato” senso di responsabilità (e buon senso) chiedano scusa alla città e a quei cittadini che con 25 mila euro ci vivono un anno intero, in moltissimi casi anche di più.