Domenica 21 Luglio 2019
   
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SHAKESPEARE IN LOVE: PARTENDO DAL POETA

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DSC04335.jpg0Giovedì 25 febbraio, presso il Teatro Comunale Rossini, ha avuto luogo l’incontro con il direttore artistico Vito Marvulli e la professoressa Orietta Limitone con l’intento, efficacemente portato a termine, di fornire delle delucidazioni in merito alla storia reale ed artistica di William Shakespeare, consentendo un approccio più diretto allo spettacolo portato in scena dal regista Nicola Scorza: “Shakespeare in love”.

I riflettori in questa rappresentazione sono prevalentemente puntati su Luca Argentero, uno dei protagonisti, risultato di un caso lampante di consumismo mediatico, ex concorrente del Grande Fratello, convertitosi all’arte, approcciandosi prima al cinema, riscuotendo grande successo, ed ora alle prese con il teatro. Lo spettacolo è stato realizzato su misura per lui, frutto dell’avvicinamento e della scoperta di Argentero nei confronti del mondo Shakespeariano, da una produzione di alto livello ma da un risultato ancora dubbio perché agli esordi, quindi privo ad oggi di referenze della critica.

La professoressa Limitone ha brevemente riassunto la collocazione storica in cui si fa spazio Shakespeare: tutto il potere politico, religioso e sociale è nelle mani di Elisabetta I, e la vita di corte è brillante al punto da diventare un porto d’approdo favorevole per gli artisti, tra i quali emerge il Poeta che segna la nascita del teatro moderno rivolto ad un pubblico variegato, evidenziando la sua genialità nel sintetizzare l’umanesimo e la vivacità della cultura popolare.

Shakespeare prediligeva soggetti apparentemente superficiali (come i clown) e in condizioni di inferiorità perché erano proprio quei soggetti che gli permettevano di liberare la sua invettiva attraverso la satira. Dagli esordi la sua opera era anzitutto dedita alla celebrazione della corona inglese, cominciava quindi a prendere forma la sua poetica che vede la grandezza del teatro nella forza dell’immaginazione.

Argentero affronterà un monologo di Mercuzio (tratto da “Romeo e Giulietta”), un personaggio complesso e controverso, che ha particolarmente affascinato l’attore trattando la tematica del sogno e della maniera di Shakespeare di concepirlo: una mente senza confini che galoppa liberamente senza la gabbia della ragione. Il protagonista reciterà prevalentemente dei Sonetti sull’amore, un amore che si rifà al modello neoplatonico, di Petrarca e  del classicismDSC04336.jpg2o.

Durante l’incontro, alcuni studenti, attraverso la direzione dei loro docenti, hanno recitato alcuni Sonetti che segnano il sentimento shakespeariano: il desiderio amoroso in una fase iniziale sottolineato da aria gioiosa, che si tramuta in mera illusione perché il rapporto da lui ricercato è sfuggente, motivo di toni più melanconici di un ironia ora amara. In questo percorso il Poeta assume anche la consapevolezza dello scorrere del tempo, quindi il crollo delle illusioni e degli ideali; anche l’amore tanto celebrato si sdoppia: l’amore eterno e l’amore vittima del tempo, causa della precarietà dei rapporti umani.

Shakespeare è un disilluso, ritrae una bellezza che al termine del suo percorso artistico non riconosce più, questo è il motivo per il quale nel teatro shakespeariano è lo spettatore stesso che deve trovare una soluzione ai conflitti irrisolti. Questa è la disillusione che Argentero da spettatore ha cercato di interpretare e da attore tenterà di inscenare.

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