Domenica 19 Novembre 2017
   
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LA NONNA DI PITAGORA. “LA FAVOLA PER APPRENDERE”

LA NONNA DI PITAGORA

Pubblichiamo una originale recensione sul libro “La nonna di Pitagora”, scritta ed inviata in redazione dal liceale Francesco Quatraro, che ringraziamo per la collaborazione.

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"La favola per apprendere"

 LA NONNA DI PITAGORA“Perché non basarsi su un concetto astratto per dare vita ad uno concreto?

Perché utilizzare temi oggi ben noti se si potrebbe parlare di qualcosa di ignoto ma realmente esistito?

Il fatto è che essi ci tornano utili per affrontare un tema ben conosciuto ai nostri giorni: il repulsivo “odio verso la matematica”…

Ed ecco nata l’idea di due tra i più noti specialisti della matematica di utilizzare la favola, tema che induce una grande felicità, come mezzo di insegnamento.

Come collegare la favola alla matematica?... Semplicemente inventando molteplici storielle, trattanti di matematici tutt’oggi noti, per dare vita alla soluzione di verità matematiche.

Ricorrendo a grandi personaggi della storia del pensiero formale, come Eudosso o Cartesio o Peano e accostare loro personaggi improbabili, di fantasia: al posto della volpe, della rana, della cicogna di Fedro, avremo una zia, una sorella, un servitore, un monaco. L'esito, paradossale, è comunque la scoperta: il teorema di Pitagora, le coniche, la geometria analitica...

Da questo pensiero molto originale è nato un libro, dal nome non molto convenzionale: “La nonna di Pitagora”.

Diviso in due metà: la prima trattante delle varie favole, contrapposta totalmente alla seconda parlante di temi esclusivamente matematici, vuole in un certo senso divertire al fine di apprendere.

Questa prima contrapposizione, ben nota dal lettore, si mostra estremamente affascinate e spinge chi legge ad andare avanti nella lettura, immedesimandolo nella vicenda, anche inconsciamente.

Lo scopo dichiarato dagli scrittori Bruno D’Amore e la sua coniuge Martha I. Fandino Pinilla, due tra i più grandi matematici in ambito internazionale, è quello di instaurare un rapporto affettivo con i personaggi al dine di creare un ponte tra l’astratto e il concreto.LA NONNA DI PITAGORA

Sinceramente sono rimasto letteralmente affascinato dalla narrazione, ma non solo, ho anche avuto la fortuna di incontrare personalmente i creatori del libro…

Hanno da subito reso l’idea di voler insegnare, attraverso le proprie risposte, qualcosa al pubblico lì presente, ma non solo: è stato proprio il pubblico a mostrare un repentino interesse verso le verità matematiche, esponendo la propria esperienza nel passato o presente percorso apprensivo.

Rendendo chiaro il perché della scelta di un preciso schema, per creare una nuova struttura, si sono da subito immedesimanti nel lettore rispondendo anche a domande sulle quali non mancavano riflessioni.

Non sono mancati applausi finita la conferenza, dove il pubblico (trattasi di ragazzi, docenti e anziani) non ha esitato ad autografi o a ulteriori chiarimenti su passi estremamente riflessivi nel libro.

Vorrei concludere questa breve recensione con un mio commento.

Avendo vissuto in prima persona ciò che l’autore definisce “odio verso la matematica”, ribadisco e non nego che dopo un’ulteriore lettura del testo, anche se inconsciamente e senza apposite riflessioni, questo libro mi ha insegnato qualcosa…. Qualcosa di non descrivibile ma di utile. Quindi, in conclusione, consiglio questo “capolavoro matematico” non solo a tutti coloro che già possiedono la conoscenza di alcune verità matematiche, ma ad un pubblico di ragazzi o anche adulti volenterosi di continuare il proprio percorso apprensivo”.

Francesco Quatraro 

Commenti  

 
#1 dada 2014-04-01 11:51
Sono molto contenta di notare che c' e' ancora il dirigente al liceo ..... Convinta che fosse sparito ..... Sara' forse un fantasma ?! Perche' appare ( per questi eventi) e poi scompare ( per le problematiche didattiche e andamenti disciplinari)
 

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