Domenica 19 Novembre 2017
   
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“L’ISOLA DELLE LACRIME” CON GIULIA POLI DISANTO-foto

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giulia poli disanto a spazio unotrePer la serie “PoesiArteMusica” - storico cenacolo culturale ospitato in Spazio UnoTre -, giovedì 13 febbraio, è stato presentato il poemetto “L’isola delle lacrime” della poetessa Giulia Poli Disanto.

La serata, introdotta da Giacomo Leronni, ormai colonna portante di questo magico e poetico Spazio, è stata condotta da Chiara Curione e Giuseppe Santoiemma, che ha letto le traduzioni in inglese delle poesie della Poli Disanto, mentre gli interludi musicali sono stati affidati alle “corde” di Nicola Albano.

Chiara Curione introduce l’autrice, insegnante di inglese nativa di Mola di Bari, da molti anni già apprezzata scrittrice e poetessa dalla vasta produzione letteraria.

«Il tema è quello della tragedia dell’11 settembre - anticipa Chiara Curione - il terribile attentato alle torri gemelle non è una giulia poli disanto a spazio unotreferita esclusiva degli Stati Uniti d’America, ma ha colpito profondamente il mondo intero».

Chiara Curione definisce il poemetto “L’isola delle lacrime” un poemetto sorprendente.

«Sono versi non lacrimevoli, ma profondamente lirici, sono versi di speranza che raggiungono con immediatezza il lettore». Molto interessanti e significative appaiono “le dediche”, così le chiama l’autrice, che appaiono nella prefazione, veri sms ricevuti qualche ora prima dalle vittime dell’attentato, che danno il senso della tragedia che spezza una serena quotidianità della vita, brutalmente interrotta. Le poesie vengono lette prima in italiano e accompagnate dai pezzi di Nicola Albano alla chitarra, poi lette in traduzione inglese da Giuseppe Santoiemma; in entrambe le lingue, il momento è davvero catartico: la musica si lega sapientemente con la musicalità e l’estrema dolcezza dei versi.

Nel canto “Gli uccelli non cantgiulia poli disanto a spazio unotreano più” si parla della devastazione di New York poche ore dopo la tragedia, devastazione in senso proprio ed in senso metaforico: “Le mie narici gonfie di polvere […] Crolla il mito dell’invincibile, niente sarà come prima”. Prende la parola Giulia Poli Disanto che spiega la struttura del poemetto «“L’isola delle lacrime” è un poemetto che si compone di 29 canti; il numero 29 non è casuale, poiché sono le prime due cifre del numero delle vittime dell’11 settembre, 2976. A loro volta i canti sono divisi in due quartine e una terzina, dunque c’è un richiamo all’11; un vezzo poetico certo, un tecnicismo, che però mi è sembrato un modo efficace per omaggiare le vittime di quel terribile giorno, alle quali naturalmente dedico questo libro». Chiara Curione chiede inoltre all’autrice come è nata l’opera e come mai è stata pubblicata da una casa editrice americana. La Poli Disanto risponde: «L’opera è frutto di una realtà che non mi aspettavo. Il mio editore che è americano, mi chiese nel 2011, dunque in occasione del decennale dell’attentato, di organizzare una cerimonia nel Comune di Santeramo. Tuttavia il periodo non ergiulia poli disanto a spazio unotrea dei migliori, Santeramo era all’epoca senza sindaco e decisi di commemorare la vicenda attraverso il mezzo che meglio conoscevo: la scrittura».

Nonostante sia un tema “commissionato” l’autrice riesce a colpire nel segno: ogni parola sembra una nascita, un volo verso la speranza, senza cadere mai nella retorica. Alcuni canti, sono poi dedicati a cinque concittadini di Giulia Poli Disanto, cinque molesi appunto, che in quel maledetto giorno si trovavano proprio a New York, nel posto peggiore in cui la sorte potesse farli capitare.

Il poemetto della Poli Disanto è un lungo respiro poetico, dall’inizio alla fine. Il dolore, ovviamente, è il sentimento predominante, ma anche l’amore, perché - come spiega l’autrice - il dolore è l’apice dell’amore. È una storia che non condanna né assolve, ma indaga, delicatamente, nei sentimenti e nell’animo devastato di chi ha vissuto uno dei drammi più funesti del nostro secolo.

Scatti fotografici a cura di Cataldo Liuzzi.

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