Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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ANGELO PANARESE E NUNZIA ANTONINO AL CANUDO

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il mezzogiorno nel settecentoQuesto pomeriggio di venerdì 28 marzo alle ore 17.00 il Professor Angelo Panarese, autore del saggio "Il Mezzogiorno nel Settecento tra riforme e rivoluzione" e l'attrice Nunzia Antonino, interprete e autrice con il regista Carlo Bruni dello spettacolo teatrale "Lenor", incontreranno presso l'Auditorium del Liceo scientifico "R. Canudo" la comunità scolastica e la comunità di Gioia del Colle.

L'incontro sarà l'occasione in primo luogo per confrontarsi con quei "rivoluzionari", martiri e patrioti che sacrificarono la vita agli ideali di libertà e uguaglianza ed in particolar modo con Eleonora de Fonseca Pimentel, portoghese d'origine, napoletana d'adozione, poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa. Protagonista nei moti partenopei del 1799 e di quella effimera repubblica meridionale, la sua è un'esistenza esemplare, appassionata e faticosa, che ci parla ancora, con grande forza, di libertà e giustizia, di amore e dignità.

Muovendo da una ricostruzione storica, economica, sociale e politica del Mezzogiorno nel Settecento, che ha nella teorizzazione dei Riformatori il punto più alto di elaborazione teorica, Panarese nel suo libro affronta una serie di temi dibattuti nella storiografia novecentesca: il dramma della Rivoluzione Napoletana e, in maniera particolare, la crisi dell’Antico regime, i limiti del riformismo borbonico, la complessa situazione economica e sociale del tempo.

L’analisi mette a nudo le drammatiche contraddizioni tra mondo contadino e borghesia rurale, fra sanfedisti e giacobini, fra i “patrioti” che si battevano per l’eversione della feudalità e la costruzione della Repubblica e gli “insorgenti” che si opponevano violentemente a questa prospettiva. Un contesto così straordinario ed eccezionale in cui, per la prima volta nella storia del Mezzogiorno, si pratica la democrazia politica nelle Sale di Istruzione e Patriottiche e nasce il primo giornale, “Il Monitore”, che sostiene le posizioni dei giacobini.

La caduta della Repubblica Napoletana è un po’ la metafora della storia del Mezzogiorno: da una parte, essa rappresenta il crollo di un sogno democratico, dall’altra, pone le basi per la affermazione della rivoluzione borghese nel Mezzogiorno, che troverà la sua più compiuta attuazione con il governo dei Napoleonidi prima e con l’Unità d’Italia dopo.

 

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