Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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“OLTRE L’ORIZZONTE” - UNA STORIA VERA DI VITO FAVIA

LIBRO OLTRE L'ORIZZONTE

Vito Favia alle ore 17 di oggi, 8 febbraio, presenterà nell’Aula Magna del Liceo Classico gioiese il suo libro “Oltre l’orizzonte”, il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza. Traccia un profilo della sua opera autobiografica la professoressa Grazia Procino, cui è stata affidata la regia dell’incontro.

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profssa-grazia-procino1 Quella che mi accingo a scrivere è una recensione sui generis di un’autobiografia con nessuna velleità letteraria di un uomo comune che con forza e grinta invidiabili diventa quello che vuole essere.

Questo libro è la dimostrazione che volere è potere e, quindi, si rivolge a tutti, adolescenti che si trovano a un bivio della loro vita e adulti che possono dare un senso alla propria. L’autore, originario di Valenzano, piccolo centro prossimo a Bari, incarna il mito del self made-man, solo che non vuole diventare un ricco industriale o un calciatore popolare, fin da piccolo sogna di essere un carabiniere, di porsi al servizio degli altri, della comunità per contribuire a costruire una società più giusta e umana.

È un libro di riflessioni in cui l’autore, partendo da quando diciottenne fu assegnato da carabiniere ausiliario in un piccolo paese delle Dolomiti Lucane, ricostruisce un itinerario di vita che lo condurrà alla formazione di uomo adulto e responsabile. Ma la vita è l’arte degli incontri e se il giovane e inesperto carabiniere non avesse incontrato il maresciallo della compagnia a indirizzarlo passo dopo passo non sarebbe quello che adesso è. Ognuno deve qualcosa, molto o poco a qualcun altro, e l’autore riconosce nel maresciallo l’uomo da cui ha ricevuto un tesoro di conoscenze e saggezza.

Leggendo il libro si visitano quei posti della provincia di Potenza, ai margini della modernità, abitati da un’umanità semplice e laboriosa, si scende nel cuore e nella mente dell’autore condividendone gli stati d’animo, cheVito Favia oscillano in tutte le forme e varietà.

Il paesino lucano diviene il luogo dell’anima per Vito Favia e pensare che all’inizio della sua destinazione il paese era odiato per la mancanza assoluta di attrattive, per l’arretratezza pre-moderna che lo caratterizzava! Eppure quando ha la possibilità di andare via dal paese per un posto migliore, il determinato giovane, che ha ormai imparato ad apprezzare il luogo e i suoi abitanti, rinuncia per ritornare al suo paesello e al maresciallo, il suo secondo padre. Gesti decisi e coraggiosi che connotano in modo straordinario il giovane protagonista e lo rendono autentico e gradito a tutta la comunità del paesino lucano, dapprima incuriosita dal forestiero poi riconoscente per la sua attività instancabile.

Questa storia meraviglia per l’energia indomabile e l’ambizione che il giovane autore dimostra nel suo percorso umano, avendo sempre fisso l’obiettivo di un continuo miglioramento che, lungi dal logorarlo, risulta anche per i lettori incitamento costante e illimitato a proseguire sulla strada del perfezionamento personale.

Ma non mancano momenti di depressione e di turbamenti profondi a ostacolare il raggiungimento dei traguardi ed è proprio allora che il protagonista trova la forza di piangere senza rendersi ridicolo e di mostrarsi imbattibile. Successo dopo successo il giovane diventa uomo grazie alla sua caparbietà, volontà e tenacia che non si arrestano davanti a nulla, specie se c’è stata una promessa e si è data la propria parola.

La fides diventa una religione da ossequiare proprio come gli antichi Romani che onoravano la parola data a costo di immani sacrifici, perché la realizzazione di sé - ci dice questa storia - passa attraverso l’abnegazione e il sacrificio, non può essere diversamente.

Anche una scelta, anzi la Scelta arriva a impensierire la mente del giovane protagonista, che seguendo le volontà del cuore decide per il suo meglio, abbandonando un lavoro sicuro e retribuito per concretizzare il sogno di servire la Patria e il Prossimo.

Ma il più ricco apprendimento che tutti i lettori, in particolare i giovani, possono trarre dall’esperienza umana racchiusa nel libro è che la dote migliore di un vero comandante di uomini è il coraggio, il coraggio di decidere, il coraggio di agire, il coraggio di combattere. E senza paura non c’è coraggio, la paura di decidere, la paura di agire, la paura di combattere.

Sai perché l’uomo ha paura? Ha paura solo quando ha il coraggio di sognare. Quel coraggio di vedere oltre le nuvole e l’orizzonte i colori del proprio destino.

Questa storia ci invita a credere nell’immaginazione di un sogno posto oltre l’orizzonte e a non confondere la presunzione con l’ambizione.

Grazia Procino

 

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