Giovedì 24 Settembre 2020
   
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FORTUNATO BUTTIGLIONE A SPAZIO UNOTRE

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Giovedì 4 febbraio, alle ore 20 nel corso della rassegna “Tre forme di poesia”, contemporanea di lettura, musica e disegno, riflettori su Fortunato Buttiglione, poeta gioiese appassionato di fotografia.

Sue opere “La clessidra infranta” (Edizioni La Vallisa, Bari 1983), “L’eredità del sale” (Scione Editore, Roma 2000) e “Lune &Lunazioni” (edito Gelsorosso 2007), una splendida trilogia di alta poetica, un sortilegio in cui "l'elisione del tempo vanifica le profezie, aggira gli agguati del tedio… rimuove l'eclissi dei ricordi….

Ed è proprio con l’ultima raccolta elegiaca, con “Lune &Lunazioni”, impreziosita dai disegni di Mario Pugliese, che nasce il fortunato connubio artistico che porterà a questa serata.

Voci narranti Laura e Marica Colaninno, “menti” artistiche Mario Pugliese e Sergio Gatti ed alla fisarmonica Pasquale Barberio per il secondo appuntamento “poetico” in SpazioUnoTre.

Di seguito alcuni stralci tratti da “la Piazza” su “Lune&Lunazioni”.

“Divina luna", "… specchio fatato" che "anticipa il corso delle cose… disvela la vita non vissuta", in grado di rigenerarsi e mutare giocando con ombre e luci, di sopravvivere alla magia del buio di una eclissi, di rivestirsi di perlacea opalescenza, venarsi di cuprei rossori per poi perdersi nel nulla… Senza possedere luce, ne cattura l'essenza e la rifrange in pulviscolare dissolvenza… la stessa che il poeta imprigiona nei suoi versi, cesellati con artistica perspicacia "nella quiete rigeneratrice… nuda essenza dei silenzi ritrovati". Ossimori e sinestesie puntellano audaci architetture poetiche, lastricate da una raffinata sintassi. Accanto ad eleganti "ogive" elegiache, danzano versi liberi impreziositi da un melodico e ricercato intercalare. Nell'apparentemente semplicità concettuale pulsano appassionate e suggestive emozioni, incrinano la logica ma non turbano gli equilibri semantici, fortificati da vivide ed armoniche cromie stilistiche.

Il poeta, Fortunato Buttiglione fotografa e frammenta gli scenari dello spirito in angolazioni e geometrie inusuali, per poi ricomporli nella luce lunare della condivisione, al riverbero di più intime riflessioni "…smarrirà l'ardore dei sogni nei reiterati assedi falliti ad ogni calar di luna…". Umori, profumi, sapori, turbati aneliti di una feconda di umanità, si elevano verso il muliebre specchio lunare, cercano riverberi divini nella sua selenica luminescenza, ne invocano l'attenzione tentando di sottrarsi allo scintillante sguardo di Ishtar, "…perchè si compia il prodigio di questo eterno oggi…". Può la luna raccordare cielo e terra? Può divenire guado verso l'infinito? Il poeta la cerca, ne oggettiva il ruolo, assoggettandola alle umane passioni. Le sue lunazioni, granelli di sabbia nella clessidra della storia, scandiscono l'introspettiva ritmicità dei versi, un brivido di eternità ne increspa le dissolventi dissonanze, pronto ad arrendersi, a spegnersi sulla battigia dell'incanto…”.

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