Domenica 22 Settembre 2019
   
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INCONTRO RAVVICINATO CON IL REGISTA FERZAN OPZETEK

Ferzan Opzetek

Ferzan OpzetekNon dimenticate mai che la cosa più importante non è come vivete la vostra vita. La cosa che conta è come la racconterete a voi stessi, e soprattutto agli altri. Soltanto in questo modo, infatti, è possibile dare un senso agli sbagli, ai dolori, alla morte.” (dal film Harem Suaré)

Con questa citazione tratta del suo film Harem Suaré (1999) si apre il primo romanzo ‘Rosso Istanbul’ del noto regista Ferzan Opzetek a Bari mercoledì, 20 novembre, per la presentazione presso la libreria Feltrinelli.

Scrivere un articolo su uno dei registi che più amo è difficilissimo: si combatte tra l’emozione e l’imparzialità del mestiere, ma è giusto che di fronte a questo evento vinca il cuore, perché Opzetek prima di essere regista è Uomo e la sua umanità la si evince sin dall’inizio, quando stanco di aspettare dalle 16 in libreria alle 18.30 per l’inizio, decide di iniziare la sua presentazione alle 18.15 un quarto d’ora in anticipo. Nemmeno l’ultimo dei cantanti emergFerzan Opzetekenti avrebbe avuto tanta umiltà di fronte agli accaniti fan che perseverano negli stadi ad aspettare per ore, gettati a terra tra una sigaretta e l’altra, tra una chiacchiera e la ripetizione di qualche canzone.

No, lui no, parte subito a razzo e ci racconta che quello che leggeremo è un libro sulla sua storia che inevitabilmente naviga e interseca il suo cammino con i dieci film - di cui l’ultimo ‘Allacciate le cintureuscirà nelle sale a marzo - che portano la sua firma.

Un libro la cui idea parte qualche anno fa, quando stava presentando il film ‘Magnifica presenza’ ospite di una trasmissione ed il suo pensiero correva anni prima a quando girava ‘Saturno contro’ e la sua mamma - che il regista ricorda raffinatissima nella sua sobrietà nel seguir la moda, ora scomparsa - all’ epoca ottantenne si innamorò del suo giovanissimo fisioterapista.

L’amore ha varie sfaccettature e questo sentimento nato nella madre che per la prima volta si apriva al figlio, riempì di tenerezza Opzetek. La solitudine e la nostalgia del passato che come due gorgoni immobilizzano la vita di un anziano, sono esorcizzate e vinte dal racconto di questo amore ed insieme a questo, il libro racconta la storia di un padre scomparso misteriosamente e poi ricomparso dieci anni dopo, “le zie”, amiche della madre, assetate di vita e di passioni, che già ispirarono quelle di “Mine vaganti”, una nonna raffinata “principessa ottomana”, la domestica Diamante, il primo film, il rosso continuamente presente “come i melograni, i vecchi tram, i carrettini dei vFerzan Opzetekenditori di simit, certi tramonti sul Bosforo che mischiano lo scarlatto al blu come lo smalto delle unghie di una madre molto amata…”, si legge nella presentazione del libro.

Inevitabile l’allusione continua ai suoi film che insieme al suo primo libro hanno raccontato la vita stessa del regista oltre quella da lui semplicemente osservata e amata sin da subito: la venerazione per il paesaggio salentino presente in ‘Mine Vaganti’ (2010) e soprattutto nel prossimo ‘Allacciate le cinture’, la sorpresa procuratagli da un sacerdote per le lodi a lui rivolte su ‘Le fate ignoranti’ (2001) nelle bellissime scene a tavola dove amici diversi tra loro condividevano più uniti di una vera famiglia l’ebbrezza dello star insieme a tavola, l’emozione dell’elezione di Papa Francesco e le telefonate dei suoi amici nell allusione al film ‘Cuore sacro’ (2005), uno dei più amati dal pubblico in cui San Francesco d’Assisi diventa paradigma di una vita contemporanea, intossicata dalla materialità e dalla mentalità chiusa della gente. Alla domanda di un astante: “Qual è il film in cui ti rispecchi di più o che senti particolarmente vicino a te? - il regista ha risposto – Beh, tutti i film hanno un qualcosa di irripetibile che ti lasciano e che ti induce a ricordarli, ‘Saturno Contro’ (2007) forse perché è interamente girato nella mia casa a Roma”.

Come dimenticare la storia di una comitiva paralizzata, delirante di fronte al coma e alla succesFerzan Opzeteksiva morte dell’amico: Ambra Angioini, una delle protagoniste timorosa di entrare nell’obitorio lentamente prende coraggio ed immagina Lorenzo (Luca Argentero), l’amico deceduto, alzarsi e divertirsi con loro ed è nel suo ricordo che gli amici poi prendono coraggio e decidono di tornare a vivere nella scena memorabile finale della partita a pingpong e della voce over di Lorenzo; “Ci sono momenti come questo in cui riesco a sentirmi felice. Voglio che rimanga tutto così per sempre. Anche se so che per sempre non esiste”.

Con la promessa di un film anche sul libro appena scritto e il prossimo appuntamento a Bari presso il teatro Petruzzelli con la ‘Traviata’ ad anno nuovo insieme all’uscita del prossimo film ‘Allacciate le cinture’, Ferzan Opzetek ha salutato il pubblico che ha gremito la libreria occupandola letteralmente in attesa dell’autografo e della foto ricordo che immortali un giorno come questo per affermare orgogliosamente: “Io c’ero!

 

Commenti  

 
#1 ME SO ROTTO! 2013-12-10 02:58
ma chi è?

La Redazione
Chi sia è scritto abbastanza bene nell'articolo. Ma se ne vuoi sapere di più consulta questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Ferzan_%C3%96zpetek
Saluti
 

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