Mercoledì 24 Aprile 2019
   
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DOMENICA CICI, LICEALE IV A, “VALUTA” PAOLO DI PAOLO

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Il 9 maggio Paolo paolo-di-paolo-liceo-ppdi Paolo ha presentato il suo libro “Mandami tanta vita” nell’Aula magna del Liceo classico “P. V. Marone” (PAOLO DI PAOLO E LA VOGLIA DI “DISINTOSSICARSI DAL PRESENTE”), il 25 giugno è nuovamente a Gioia, questa volta ospite della rassegna “Del racconto il film” (PRESENTATO PROGRAMMA “DEL RACCONTO IL FILM - FESTIVAL”), quando uno dei finalisti del Premio Strega, Paolo Di Paolo, parlerà del suo “Mandami tanta vita”.

Il suo libro letto con appassionato interesse ha ispirato a Domenica Cici (IV A del Liceo Classico P.V. Marone) una bella recensione che proponiamo.

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“Mandami tanta vita”

“Mandami tanta vita” è udomenica cici licealen romanzo di Paolo di Paolo, giovane scrittore italiano, che ha concorso per il Premio Strega 2013 conquistando il terzo posto con 77 voti.

I protagonisti sono due giovani uomini: Moraldo e Piero Gobetti. Quest'ultimo è un celebre intellettuale liberale e antifascista italiano che con la sua voce ha combattuto il fascismo finendo i suoi giorni in esilio. Moraldo invece è uno studente di filosofia che ha visto da lontano Piero e vorrebbe avvicinarsi per parlare con lui, ma il tempo e il destino non sono favorevoli.

Nell’opera non c’è un vero e proprio svolgimento ma piuttosto un'analisi psicologica di due uomini così diversi tra loro: Piero Gobetti è un intellettuale che, pur essendo giovanissimo, è affermato, scrive sui giornali, si mette nei guai per la politica, esprime con forza e rabbia le sue idee ma è anche un giovane uomo che trova i suoi pochi momenti di serenità stando accanto alla sua famiglia. E’ costretto a partire per Parigi dove mosso da ansia di progetti, libertà e rivoluzione, si ammala. Uomo sempre in movimento ma poco incline al romanticismo. L'unica nota romantica è proprio il titolo, infatti "Mandami tanta vita" è il saluto che Piero scrive ad Ada, sua moglie, e in queste poche parole, è contenuto tutto l'amore e il desiderio di vita di questo personaggio morto così giovane. Moraldo è invece il tipico ragazzo proveniente da una famiglia povera che desidera elevare il proprio stato sociale ma che è timido e il suo unico gesto di ribellione si trasforma in un motivo per tornare alla sua tranquilla vita di universitario. Moraldo spia Piero, vorrebbe incontrarlo, imitarlo ma ogni tentativo fallisce.

Di Paolo racconta con ritmo incalzante, due personalità, due vite differenti, il diverso modo di affrontare la vita, l’amore e le delusioni, in un romanzo appassionante dove la vera protagonista è la parola, ricca di significato.

Oltre alla lettura dell’opera, ho partecipato all’incontro con l’autore, tenutosi il 9 maggio scorso nell’Aula Magna del liceo classico “P.V. Marone” di Gioia del Colle. Paolo di Paolo ha raccontato la genesi dell'opera soffermandosi sulla lettura che ha fatto relativa agli scambi epistolari tra Gobetti e sua moglie Ada, ma soprattutto ha trasmesso a noi ragazzi la voglia di andare avanti e di non pensare al futuro come a qualcosa di lontano, perché noi siamo già nel futuro. Oggi è il futuro di ieri.

(Domenica Cici - IV A Liceo Classico)

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