Domenica 19 Novembre 2017
   
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MARINA SUMA IN SCENA CON “PENE D’AMOR PERDUTE”

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A solo un anno dalla prima di Ascoli Piceno, “Pene d’Amor Perdute”, opera di Shakespeare interpretata da Marina Suma e da un eccellente cast diretto da Stefano Artissunch, approda al Teatro Rossini l’8 gennaio alle 20.30 ed il 9 alle 18.00. Appuntamento particolarmente atteso, da annoverare tra i più prestigiosi in programma.

Una piece che si snoda tra schermaglie amorose, corteggiamenti, giocosa seduzione ed ingenua castità in una scenografia semplice ma intensamente evocativa, il cui tocco di classe è affidato alle luci, che esaltano, accarezzano e creano ombre nei movimenti di scena, al passo con la narrazione.

Una commedia resa esilarante ma non irriverente da un linguaggio festoso, a tratti ironico, che dà voce ed analizza la psicologia del corteggiamento in un’atmosfera da sogno.

L’adattamento “dinamico” al testo originale in veste poco “storica” è una scelta di regia audace, il linguaggio originale, “lieve e grave, deciso e cangiante” consente ai personaggi di dispiegarsi in una recitazione “ora lineare, ora volteggiante, come un passo di danza”.

“Abbiamo cercato di trovare un adattamento linguistico attraverso i movimenti – dichiara Stefano Artissunch - Shakespeare deve essere agito e non solo recitato, "Pene d'amor perdute" è uno dei testi in assoluto meno rappresentati, abbiamo lavorato molto sull'improvvisazione, sul gioco, sulle luci, sulla musica, sul corpo.”

"E’ la mia prima interpretazione di un’opera di Shakespeare – dichiara Marina Suma, popolare attrice napoletana in scena dagli anni ’80 in televisione, cinema e di recente teatro, premiata al Festival del Cinema "Milazzo" come migliore attrice protagonista in "Pater familias" - ed è stata un'esperienza importante. Abbiamo voluto rappresentare la complessità dei sentimenti umani, l'euforia dell'innamoramento e la scelta del regista di esprimere il potere della sensualità e dell'erotismo soprattutto con i movimenti fisici degli attori, con una gestualità crescente, come una danza che simboleggiasse un inno all'amore, si è rivelata vincente. Mi diverte interpretare una principessa futura regina che entra con una grande personalità, forte, dicendo a tutti che comanderà lei, per poi tramutarsi in un personaggio folle, sbarazzino fino a tornare un po' bambina. Una regina che, nonostante i suoi momenti di drammaticità interiori, vuole sempre ricordare a tutti di essere alla guida del gioco".

Tra gli attori sul palco Alessia Bedini, Piergiorgio Cini, Stefano De Bernardin, David Quintili, e Gian Paolo Valentini.

LA TRAMA

Ferdinando, re di Navarra, ed i suoi amici giurano di dedicarsi allo studio per tre anni di seguito, rinunciando alle compagnie femminili.

L’arrivo alla corte di Ferdinando della figlia del re di Francia, insieme alle sue dame di compagnia, inviata dal vecchio padre per discutere di alcune cessioni territoriali, rende vano ogni proposito di “castità”: i giovani spagnoli non fanno in tempo a ricevere le nobili francesi in nome del protocollo di corte, che già si ritrovano tutti innamorati chi dell'una chi dell'altra.

Al via innumerevoli schermaglie amorose ma il sentimento sincero degli spagnoli viene frainteso, alle giovani dame appaiono frivoli e poco degni di attenzione.

Ferdinando e gli altri riescono infine a far breccia nel cuore delle giovani, quando giunge improvvisa la notizia della morte del re di Francia.

Le giovani dame devono abbandonare la Spagna per tornare in patria.

Per dar prova della sincerità del loro sentimento, gli spasimanti dovranno promettere di vivere un anno di eremitaggio, alla fine del quale, se il proponimento resterà immutato, le giovani donne acconsentiranno alle loro richieste.

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