Martedì 23 Luglio 2019
   
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ALL’UNOTRE LA STORIA ATTUALE E INQUIETANTE DI “BAOL”-foto/video

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baol salotto letterario7Il 30 maggio - nella serata dedicata da Spazio UnoTre al Salotto letterario condotto da Giacomo Leronni - si è discusso di “Baol. Una tranquilla notte di regime”, di Stefano Benni.

Attraverso le riflessioni di Piera De Giorgi e Vito Difino proponiamo una interessante “rilettura” dell’opera.

‘Baol’ un romanzo con alti e bassi nella narrazione ma con un personaggio principale, Bedrosian Baol appunto, interessante e per qualche verso inquietante. Ciò che sconcerta - afferma Piera De Giorgi - è che il romanzo, pubblicato  nel 1990, presenta la nostra realtà o meglio una deformazione della realtà vicina alla storia recente del nostro Paese. L’azione si svolge in un mondo caratterizzato da violenza gratuita, inquinamento atmosferico e perdita di valori. E’ un paese baol salotto letterario2popolato da brigate di gerarchetti clarkopodi e clarette che ridono in posa “come in un set da brut” ed in un tempo in cui la televisione inventa realtà a cui tutti si adeguano. Il Gerarca del romanzo controlla le vite degli uomini inventando guerre e costruendo dal nulla personaggi che esistono solo in un mondo virtuale in cui tutti si riconoscono. Il romanzo, dunque, consente di vedere con altri occhi il nostro mondo e le nostre debolezze, in ogni riga del racconto è possibile riconoscere le distorsioni del nostro tempo: le realtà composte e ricostruite ad uso e consumo del potere, la solitudine di chi non si sente arte dello ‘spirito del tempo’, la perdita di spazi di diritto. Baol, uomo solitario, mago, osservatore spietato del mondo alla ‘Blade Runner’, sarà colui che porterà un piccolo barlume di speranza, realizzerà una minuscola ferita nel sistema dalla quale i ribelli potranno far uscire la verità: la vita della gente è monitorata da un regime senza errori, da un manipolatore di realtà. Ma Baol non è un uomo, è solo un sogno, una fantasia, un’idea. E’ una sorta di amico immaginario creato dagli esseri umani per resistere ala vita specialmente quando comincia a farsi dura. Il Baol è la magia che ti fa tornare la voglia di vivere, sperare, giocare, ti infonde fiducia.  E’ un’idea immortale e fascinosa, un pensiero dell’altrove, è libertà e utopia allo stesso tempo”.

Jorge Luis Borges - conclude la De Giorgi – sostiene che "…il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni...". Ancora una volta Spazio UnoTre ha consentito l’esperienza della relazione e dello scambio di punti vista su un romanzo e su un autore. Baol ha consentito di riflettere sul ruolo della letteratura come tempo della speranza di raccontare cose che non hanno la speranza di essere raccontate, letteratura come opportunità di conoscere e vedere meglio il nostro tempo, proporre visioni e interpretare il mondo. E poi il baol salotto letterario3grande potere della letteratura in questo nulla colorato come molte volte appare il nostro tempo:  offrire esempi”.

Leggere Stefano Benni per la prima volta - afferma Vito Difino -, ti disorienta, ti fa sentire tremendamente normale, spesso leggendolo ti chiedi: ma qui, sarebbe più giusto ridere o piangere. E così inizi a girovagare su internet nella speranza di saperne di più. Se volessi tornare alla pagina da cui sono partito, non sarei più capace tanto ho “cliccato”, sto per uscire ma un ultimo clic quando per caso, davvero per puro caso, appare un filmato di Jeff Buchley e ascolto anche per la prima volta “Halleluja”, fantastica, davvero fantastica. 34.718.977 visualizzazioni più la mia. Ma chi è costui? Andateci su internet ve lo consiglio, a me basta solo farvi notare alcune cose. Nato il 17/Novembre/1966 California, fibaol salotto letterario4glio di Tim Buchley anch’egli musicista, di origini irlandesi e italiane, morto giovanissimo per overdose. Ma torniamo a Jeff, la sera del 29 Maggio 1997, quindi esattamente la sera di 16 anni fa, mentre a bordo di un furgone si stava dirigendo presso gli studi di registrazione, passando per le rive del Wolf River, un affluente del Mississippi, chiese all’autista di fermarsi avendo voglia di fare un bagno. Già in precedenza aveva nuotato in quelle acque, quindi si immerse nel fiume tenendo però addosso i vestiti e gli stivali, arrivando fino ai piloni del ponte dell’autostrada e canticchiando Whola Lotta Love dei Led Zeppelin, nello stesso momento in cui un battello stava transitando, creando un gorgo che probabilmente lo risucchiò. Il corpo verrà ritrovato solo il mattino del 4 Giugno, avvistato da un passeggero del traghetto. Menphis, città della magia, dell’esoterismo, della chiaroveggenza, la stessa in cui il 16 Agosto 1977 alle ore 14,30 muore sempre per overdose il grande Elvis, nato a Tupelo Mississippi, l’8 Gennaio 1935. Capricorno, per chi crede negli oroscopi. A 6 anni impazziva per una bicicletta, ma costava troppo e la mamma gli comprò in un negozio dell’baol salotto letterario5usato per 12 dollari e 95 cent una chitarra, da lì tutto il resto. Ma, torniamo ancora una volta a Jeff. Fu riconosciuto per un piercing all’ombelico, l’autopsia non rilevò tracce di alcol etilico o di droghe. Che nesso avrà con Stefano, immagino vi starete chiedendo? Data di nascita a parte, vorrei notaste il nome del fiume o meglio dell’affluente, ricordate? Si chiama esattamente Wolf River ma Wolf in inglese non significa lupo? E lo pseudonimo di Stefano Benni non è appunto lupo? Perché mai avrà scelto di condividere proprio questo link che tra le altre cose tradotto sta a significare catena, collegamento, legame? Sono un po’ stanco, dopo una giornata di lavoro artigianale, è dura scrivere e ancor più pensare, do una occhiata all’orario è appena trascorsa la mezzanotte e perdinci… siamo esattamente a Venerdì 17 Maggio. Un brivido mi percorre la schiena, giuro sono disorientato, ancor più del momento in cui ho letto le prime pagine di Baol! Per fortuna che nei dintorni non abbiamo nessun fiume né tantomeno affluenti, ma un momento, a due passi da casa mia a Bari, c’è il Canalon River, mi sa che oggi ne rimarrò a debita distanza e a questo punto, un atroce dubbio mi assale. Vuoi vedere che quella sera in cui il buon Giacomo, su un pezzo di carta raccattato al momento, mi ha scritto “Stefano Benni - Baol Feltrinelli”, aveva intuito che anch’io, come lui, nelle mie ricerche in fondo in fondo ho un qualcosa di magicamente Baol?

Per quanto riguarda la storia del libro, mi pare evidente l’assenza di tre personaggi di indiscutibile forza espressiva e penetrativa, dai nomi altisonanti, tutte tre di sesso femminile. Le prime due nell’ordine sono, la Signora Karima El Maroug, meglio nota come “Ruby” e la Signora D’Addario Patrizia, quest’ultima di chiari origini baresane, entrambe accomunate dalla passione per l’arte culinaria tra le mura domestiche e ancor più in trasferta, visto l’enorme successo di tali trasmissioni con l’avvento della tv digitale. Le ritengo comunque baol salotto letterario6assenti giustificate, poiché all’epoca della stesura del libro, non completamente…sputtanate.

Dulcis in fundo, la Signora Ilda Boccassini, alla continua rincorsa del Gerarca nelle varie stanze dei tribunali, nella vana speranza, nonostante il suo propedeutico cognome, di riuscire ad ottenere un fugace rapporto sia pur orale, nel frattempo il Gerarca ritenuto da tutti ormai schiavo del proprio onanismo, riesce a tornare in auge grazie a un vecchio trucco Baol chiamato “Trucco IMIU” acronimo di: ITALIA UNITA IN MUTANDE che toglie a Ilda l’ultima illusione facendole definitivamente capire che al rigenerato Gerarca le tardone non sono affatto gradite”.

Scatti fotografici a cura di Cataldo Liuzzi.

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