Domenica 21 Aprile 2019
   
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VINCENZO CELIBERTI, ARCHEOLOGO GIOIESE, AL LICEO

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Vincenzo-Celiberti-e-Rocco-FazioTre teschi posati su un tavolo: ecco gli stravaganti personaggi con cui sabato 27 aprile il gioiese Vincenzo Celiberti ha accolto nell’aula magna del Liceo Classico “Virgilio Marone” di Gioia del Colle gli studenti e gli altri curiosi, che avrebbero di lì a poco partecipato alla conferenza sulla sua esperienza di archeologo di fama internazionale. L’evento è da inserire nella settimana della cultura “Cultour” organizzata dall’Assessorato alla Cultura del comune. Un grande onore per la nostra scuola, espresso dalle parole del preside Fazio che ha presentato l’archeologo, elencando i numerosissimi scavi a cui ha preso parte in tutta l’Europa Meridionale, nonché in Etiopia, Cina e Corea del sud.

Fin da subito Vincenzo Celiberti si è dimostrato molto aperto e alla mano; archeologo preistorico specializzato in paleontologia e primatologia, ha comunicato a noi tutti la grandearcheologo-Celiberti-al-classico passione che lo accomuna a tanti altri studiosi e che si può sintetizzare nella domanda “Che cos’è l’umanità?”. Infatti il lavoro di uno “studioso del passato” è proprio questo: cercare febbrilmente ogni reperto che possa aiutare a rispondere in modo più esauriente a questa complessa domanda; da qui la definizione dello stesso studioso della paleontologia come “una scienza non esatta, indiziaria”.
Molto preciso e dettagliato, ci ha riepilogato i più grandi studiosi dell’evoluzione umana, da Linneo a Darwin, passando per Leclerc, Cuvier e Lamarck e ha sfatato molti dei nostri miti, come la teoria secondo cui l’uomo derivi dalla scimmia e la convinzione che la violenza fosse per l’uomo primitivo l’unico modo per ottenere la supremazia sugli altri uomini. Successivamente ci ha introdotti alle varie specie di primati, scimmie e ominidi che si sono susseguiti nel corso di millenni. Probabilmente la parte più vincenzo-celiberti-teschiinteressante di tutta la conferenza, durata circa due ore, è stata la descrizione del modus operandi di un vero archeologo, arricchita da numerosi aneddoti divertenti e curiosi; sbalorditivo constatare che in tutto il mondo un osso, precisamente un’ulna, è conosciuto con il suo nome poiché da lui è stata rinvenuto.

Con l’invito a seguire le nostre passione e, perché no, a condividere la sua così fervente per l’archeologia, lo studioso ha concluso l’incontro invitandoci a contattarlo nel caso in cui, raggiunta la maggiore età, fossimo interessati a prendere parte agli scavi da lui diretti in tutto il mondo.

Claudia Granaldi I A Liceo Classico “Virgilio Marone” di Gioia del Colle 

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