Lunedì 24 Giugno 2019
   
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MIMMO CASTELLANO, "UN GIOIESE COME NOI" FAMOSO NEL MONDO

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(L’opera Fotografica di Mimmo Castellano negli anni 60)

                                                  LO “SGUARDO” DI UN PROVINCIALE

mimmo-castellano1Il periodo degli anni 60 può essere considerato per la lunga carriera di Mimmo Castellano, un “ponte” che ha unito le due sponde opposte del suo lavoro di grafico e di designer, quello del “periodo Barese” svoltosi negli anni 50 fino al 62, ed il lungo “capitolo Milanese” iniziato nel 67 e che si protrae fino ai giorni nostri.

Nel 1962 il suo intenso lavoro di grafico svoltosi nella la città di Bari, che lo aveva visto “protagonista creativo” per le più grosse Aziende di quel periodo, come RAI –ITALSIDER –ENI –FIERA DEL LEVANTE ecc. subì una battuta d’arresto, a causa di un improvviso cambiamento dell’ambiente Politico-Sociale italiano. Il “qualunquismo indiscriminato” aveva preso il posto della “meritocrazia”, e quel fenomeno purtroppo sarebbe stato destinato a degenerare, fino a culminare esattamente trent’anni dopo, nella vicenda Giudiziaria di “Tangentopoli”, ed il crollo del partito di Craxi.

Contrariamente a quello che si possa pensare, il “periodo Barese”, a giudizio insindacabile dello stesso Castellano, fu il più importante per la sua carriera, non a caso presso la Biblioteca Comunale di Gioia del Colle esiste un grosso volume enciclopedico che tratta la storia della “FIERA DEL LEVANTE”, di cui un intero capitolo è dedicato all’”OPERA GRAFICA” di Mimmo Castellano, prodotta in tanti anni per quell’Ente, fra i più importanti del sud Italia.

Dal 59 al 67, poco meno di un decennio, Castellano compì invece una ricca produzione fotografica, raccolta in ben cinque libri, editi da importanti case Editrici del periodo. I libri erano: La valle dei trulli – Moods -San Tomaso in Puglia- Paese Lucano -Noi vivi -Terra di Bari.

mimmo-castellano2Il primo di questi fu LA VALLE DEI TRULLI del 1959, seguì un anno dopo un libro singolare forse unico nel suo genere, che colpì particolarmente la “Critica”, la quale connotò l’autore come “innovatore della fotografia italiana”, il libro si intitolava MOOODS, di cui tratteremo i particolari più avanti.

Il 1965 fu l’anno del volume PAESE LUCANO. Se con “Moods” Castellano aveva guadagnato il primato di “innovatore della fotografia”, con PAESE LUCANO rivisitando il genere ormai consolidato del “Neorealismo Fotografico”con il suo “sguardo da fotografo provinciale”, Castellano riusciva ad ottenere dal critico ITALO ZANNIER la lode di PIU’ BEL LIBRO FOTOGRAFICO DI TUTTO IL DOPOGUERRA (ovvero degli ultimi vent’anni). Con quella definizione dunque il nome di Mimmo Castellano si affiancava o addirittura superava i nomi dei maggiori esponenti di quel “genere fotografico” come Mario de Biasi, Federico Patellani, Ferdinando Scianna, Berengo Gardin.

Si potrebbe ipotizzare che PAESE LUCANO fosse ispirato ad un libro che dieci anni prima aveva riscosso un enorme successo nell’ambiente fotografico, tanto da diventare quello che oggi si definirebbe un CULT. Quel libro si intitolava UN PAESE, prodotto dal fotografo americano PAUL STRAND, mimmo-castellano3venuto Italia a metà degli anni 50 per fotografare i “paesi” della penisola ed “i suoi abitanti” durante il periodo della “ricostruzione”, in particolare il libro aveva come soggetto un paese dell’Emilia Romagna di nome LUZZARA.

La peculiarità di PAESE LUCANO era quindi non solo quella di essere stato realizzato da un fotografo semisconosciutodi provincia”, ma anche quella di essere divenuto un CAPOLAVORO, quando il periodo del “neorealismo” e della “ricostruzione” si considerava già concluso da un pezzo, quindi nel bel mezzo degli anni del “boom economico”. Per compiere quell’intenso lavoro fotografico Castellano girò in lungo ed in largo la Lucania per ben tre mesi. Con un’automobile dell’epoca e soprattutto su quelle strade della Lucania, dev’essere stata proprio una bella avventura !

Poi nel 66 fu la volta di NOI VIVI, un singolare libro di piccolo formato, che aveva come co-autore per la parte “letteraria” UMBERTO ECO. Il tema fotografico era più particolare che mai: “le lapidi con le loro epigrafi nei cimiteri del Salento”. Nel 67 il bellissimo libro TERRA DI BARI corollava quel fortunato e prolifico periodo di produzione fotografica di MIMMO CASTELLANO, di lì a poco infatti il nostro concittadino si sarebbe definitivamente mimmo-castellano4trasferito a Milano, per riprendere senza più interruzioni e transizioni la sua professione di “grafico e di fotodesigner”, senza però mai appendere la “macchina fotografica” al chiodo.

Se nei lunghi quarant’anni trascorsi a Milano “Mimmo Castellano” abbia perduto o modificato lo sguardo fotografico da provinciale non è dato di saperlo, quel che è certo è che “l’anima del provinciale” è tutta racchiusa lì, in quei cinque volumi “grandi e piccoli”, con le pagine un po’ ingiallite dal tempo, che anche grazie al “ quel tempo trascorso ” promanano una suggestività ed un fascino di innegabile significato.

Dell’intera opera, esiste presso la nostra Biblioteca Comunale un’unica copia di MOODS, il libro di sicuro più singolare che Mimmo Castellano abbia realizzato. Le immagini sono trattate con una particolare tecnica di “camera oscura” che se non erro è denominata SOLARIZZAZIONE. Tale tecnica permette di ridurre le immagini fotografiche alla pura essenza del “tratto”, ossia ad un tipo d’immagine a metà strada fra una fotografia ed un disegno in “bianco-nero” fatto con inchiostro di china. La lunga “prefazione” scritta da Castellano, descrive quelle immagini quasi come delle “visioni oniriche”, che si celavano nel suo inconscio fin dai tempi dell’infanzia. La “scrittura” di Castellano è quanto di più “”suggestivo” uno di noi possa mimmo-castellano5leggere,mammano che il suo racconto prende forma, chi legge non può non riconoscere istintivamente ed emotivamente “luoghi, atmosfere e stagioni” di un paese che conosce fin troppo bene, GIOIA:

…………..IL PAESE DOVE SON NATO E VISSUTO FINO A FINIRE I MIEI STUDI LICEALI NON E’ UNO DI QUEI PICCOLI POVERI PAESI DI PUGLIA, TUTTI BIANCHI E SINCERI, HA UNA PIAZZA AL CENTRO, UNA LUNGA LARGA PIAZZA QUADRATA, CORONATA DA UNA SERIE DI PALAZZOTTI TRONFI E PRESUNTUOSI, DIPINTI PERO’ A CALCE COLORATA, CON ENORMI PORTONI DALLA VERNICE OPACA PER IL SOLE CHE VI BATTE CONTRO DAL MATTINO FINO ALLA SERA……

…………..NEI TORRIDI POMERIGGI D’ESTATE, QUANDO NELLA STAGIONE MENO ADATTA DOVEVO RIPARARE I PECCATI DELL’INVERNO, STUDIAVO SUL TERRAZZO DI CATRAME NERO, IN UNA VECCHIA CONIGLIERA ABBANDONATA, BIANCHISSIMA COME I MURI DI RECINTO DOVE AVEVO ARRANGIATO SU DI UNA VECCHIA CASSA, LIBRI E COSE MIE. PER ORE DA UN BUCO PERFETTAMENTE TONDO DELLA PORTA, FATTO PER SPIARE CHISSA’, I CONIGLI, ME NE STAVO ALL’OMBRA A GUARDARE IL MURO DI FRONTE, BIANCO ARDENTE COME TUTTI I MURI DEL MEZZOGIORNO……

Quell’unica copia do MOODS nella la nostra Biblioteca sembra avere quasi un significato emblematico, metaforico. Sembra essere lì da tanti “troppi” anni, in attesa di “un ricongiungimento” con qualcosa di ancor più importante dello stesso significato che rappresenta. L’opera più personale di Mimmo Castellano forse aspetta un riconoscimento definitivo, accompagnato magari da tutte le opere realizzate quando era anch’egli, e lo è ancora: un Gioiese come noi.

Leonardo Girardi

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Commenti  

 
#4 Leonardo Girardi 2013-03-27 07:58
Ringrazio quanti hanno apprezato....
 
 
#3 Anna R. 2013-03-26 20:50
E' bello leggere anche notizie come queste e non solo cronaca e politica. Grazie!
Segnalo ai lettori anche altri due contributi su Mimmo Castellano che insieme a questo scritto ne tracciano un bellissimo profilo:
il primo è poetico (http://www.gioiadelcolle.info/2008/08/28/mimmo-castellano-2/)
poi
http://www.gioiadelcolle.info/2011/06/29/mimmo-castellano-io-e-bari-%E2%80%93-1951-1967-passando-per-gioia/
e questo storico:
http://www.gioiadelcolle.info/2007/09/10/mimmo-castellano/
 
 
#2 Tommaso Procino 2013-03-26 20:43
Grande Mimmo! Orgogliosi di essere tuoi concittadini!Un grazie di cuore a Dino Girardi, che ne canta le gesta!
 
 
#1 giuseppe R. 2013-03-26 13:22
un vero artista molto apprezzato e quotato all'estero, quanto dimenticato nel paese che gli ha dato i natali.
come sempre non si è mai profeti in patria, a gioia poi. se non fosse stato per piero longo che lo ha invitato a rimettersi in mostra, qui a gioia sarebbero stati in pochi a sapere che in giro per il mondo c'era un loro concittadino considerato vero genio del designer, della fotografia e dell'Arte. bravo leonardo per questo tuo nuovo contributo nel dare a mimmo quello che è di mimmo. bravo, bravo, bravo......e grazie alla redazione sempre sensibile a queste iniziative.
 

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