Venerdì 19 Luglio 2019
   
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“ARITMIE D’AMORE”. LA RECENSIONE DI NICOLA VACCA

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Riceviamo e pubblichiamo.

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fortunato--buttiglione-poes“Scrivere poesia d’amore non è impresa facile. Si corre il rischio di scivolare nell’enfasi e nel sentimentalismo, nel peggiore dei casi può capitare di trovarsi di fronte a versi che sublimano la parola fino a renderla insignificante.

Non è il caso di Fortunato Buttiglione, che in questi giorni pubblica Aritmie d’Amore (Sentieri Meridiani edizioni, pagine 54, euro 6) un vero e proprio canzoniere dedicato al più grande sentimento che ancora oggi muove il cielo e le altre stelle.

Il poeta racconta, attraversa e soprattutto inventa l’amore senza mai perdere di vista il suo farsi nelle vicende del quotidiano.

Buttiglione si sporca le mani con la vita e scrive dell’amore facendoci toccare con mano la sua concreta fisicità.“Solo l’amare, solo il conoscere / conta, non l’aver amato, / non l’aver conosciuto”, scrive Pier Paolo Pasolini nel Pianto della scavatrice. Idealmente, da questa considerazione del poeta delle Ceneri di Gramsci parte l’autore per auscultare l’ irregolarità di battito del cuore.

Buttiglione batte i sentieri impervi dell’amore e ne racconta benefici e contraddizioni: “Amore , maschera bifronte / generi il seme del dubbio / il frutto proibito del non mordere”.

Incertezze, epifanie, assenze. Dentro queste coordinate, oggi ricorrenti nella diffusa inquietudine del vivere, il poeta scrive dell’amore e ne invoca un richiamo, una rinascita affinché nulla vada perduto nella “ notte che cade a pezzi”.“Anche nelle tenebre più impenetrabili / si nasconde la luce”. Con questi versi aritmie-damore-libroButtiglione auspica un ritorno all’armonia che abbia nell’amore il suo motivo principale.

Le aritmie, le ostinazioni, la clausura, la latitanza del cuore, ansie quotidiane e diffuse nell’epoca dell’amore liquido, possono essere curate. Il poeta scrive poesia d’amore perché è convinto che “ vivremo un tempo nuovo”. I suoi versi, essenziali nel disegnare l’attesa che salva, con precisa profondità lirica si insinuano autentici e nudi nei frammenti di un discorso amoroso che tutti abbiamo il dovere di ricomporre “per impreziosire la notte /e adescare la fata sfuggente”. L’amore destinato a restare, secondo il punto di vista del poeta, è quello che “uncina la pelle e graffia”.L’amore è un senso vero accanto ai nostri altri sensi, è un modo di sentire la vita.

L’amore è la modalità fondamentale attorno a cui ruota tutta l’esistenza. Nella contemporanea assenza del senso, Fortunato Buttiglione suggerisce, a noi navigatori nelle acque incerte del pensiero globale, un esercizio di orientamento per ritrovare, attraverso le emozioni, quel centro di gravità permanente da troppo tempo smarrito. “L’amore coagula tutto / ripiana e annulla ogni ardore / resta l’intermittenza del brivido /il gelo che arrossa le dita”.

Per Fortunato Buttiglione il discorso amoroso è una di quelle considerazioni inattuali che non bisognerebbe mai trascurare. Perché inevitabilmente quando si parla di amore si parla di cuore. E il cuore è l’organo che serve per i moti e i desideri d’ogni genere, ma ciò che è costante è che il cuore - negato o rifiutato che sia (quello appunto delle aritmie) - vuole essere sempre un oggetto di dono”.

Nicola Vacca

 

 

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