Venerdì 26 Aprile 2019
   
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“IL MALATO IMMAGINARIO”, REGIA TERESA LUDOVICO, IN TOUR

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malato-immaginario-3aMentre l’Inghilterra plaude la nuova produzione internazionale firmata da Teresa Ludovico “I was a rat!” (RECENSIONI “DA FAVOLA” PER TERESA LUDOVICO-video/foto), in Puglia torna uno dei cavali di battaglia della compagnia, diretto sempre dalla Ludovico: “Il malato immaginario ovvero le Molière imaginaire” sarà sul palco del Kismet sabato 23 e domenica 24 febbraio alle 21 (biglietti al Box office Feltrinelli o su bookingshow, info 080.579.76.67) e poi sarà sabato 2 marzo ai Cantieri Koreja di Lecce (info 0832.24.20.00) e venerdì 8 marzo al Rossini di Gioia del Colle (info 080.348.44.53).

Con le sue 140 repliche all’attivo, lo spettacolo si conferma un classico che non rinuncia alla ricerca, capace di intercettare pubblico adulto, ma anche tanti giovanissimi. In questo senso quindi il Kismet prosegue in questi giorni con i fortunati matinèe per le scuole superiori della regione, che dopo lo spettacolo avranno anche modo di fermarsi “A pranzo con Molière”, di pranzare cioè in teatro con l’intera compagnia e di soffermarsi poi per un incontro con la regista che illustrerà loro il lavoro presente dietro lo spettacolo.malato-immaginario2a

Riscrittura originale, con le scene e le luci curate da Vincent Longuemare, i costumi realizzati dall’Artelier di Luigi Spezzacatene e con la consulenza musicale dei maestri Nicola Scardicchio e Leonardo Smaldone, Il malato immaginario vede protagonisti in scena Augusto Masiello, Marco Manchisi, Cristina Mileti, Ilaria Cangialosi, Michele Cipriani, Paolo Summaria e Daniele Lasorsa.

Componente importante nell’allestimento del Kismet, la musica è quella di Nino Rota autore tra il ’76 e il ’78 per il coreografo Maurice Béjart della suite Le Molière imaginaire, che torna quindi nello spettacolo del Kismet dando vita a un dialogo “immaginario” proprio fra Rota e Molière.

Tra fedeltà al testo originale, invenzioni registiche, ironia e sarcasmo, lo spettacolo sposta l’ambientazione dalla Francia del ‘600 a una casa del Sud Italia, in un bianco e nero da pellicola neorealista, disegnando un Argante (il protagonista, qui interpretato da Augusto Masiello) che “ha molto in comune con lo stesso Molière” spiega la regista. “Molière e Argante hanno un pteresa-ludovico-in-inghilterrra1unto in comune: l’immaginazione. Entrambi possono vivere solo a condizione di immaginare. Argante ha bisogno di immaginare la malattia per sfuggire alla vita, sollevandosi da una quotidianità che pullula intorno. E’ vittima e carnefice di sé, del suo male di vivere, dei medici e così sacrifica il bene di sua figlia al suo interesse. Non è un brav’uomo. Si occupa di sé, esclusivamente della sua malattia, lo fa per non vivere e in questa sua distorsione si presenta come personaggio molto attuale” specifica la Ludovico.

Col suo personaggio, a smorzarlo, Tonietta la serva e una maschera di Pulcinella (entrambi i ruoli sono affidati a Marco Manchisi), incarnazione entrambe di quell’anima popolare, beffarda, liquida, che pervade tutta l’opera di Molière.

Spettacolo fortemente “corale”, Il malato immaginario ovvero Le Molière imaginaire vuol essere un omaggio al “popolo del teatro” e vuol proporsi nella misura di un “lavoro collettivo” come tiene a notare Augusto Masiello.

Biglietti anche su www.bookingshow.it.

 

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