Venerdì 23 Ottobre 2020
   
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RESOCONTO DI UN INCONTRO DEDICATO A PASOLINI -foto-video

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pasolini-scoperta-targaL’Associazione Autonoma Solidarietà, presieduta da Enrico Soria, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e il Museo Nazionale Archeologico Castello Svevo, ha presentato, lunedì 27 giugno, l’incontro dal titolo: ‘Pasolini, il Vangelo e Gioia’. Anticipato dall’inaugurazione della targa ricordo, avvenuta presso il Teatro Rossini, in memoria della presenza nella nostra città, datata al giugno del ’64, di uno dei più grandi intellettuali e cineasti del Novecento; l’incontro si è tenuto alle ore 19 nel Chiostro del Comune.

pasolini-intervento-sindacoVogliamo ricordare tutti i personaggi che hanno contribuito a rendere grande la città di Gioia del Colle”, così afferma il Sindaco, il dott. Piero Longo, durante il suo discorso incipitario. Pier Paolo Pasolini, infatti, scelse il castello Normanno Svevo, quinta meraviglia delle Puglie, per la ripresa di alcune scene del potente e discusso film: ‘Il Vangelo secondo Matteo’.

Ospite illustre della serata: Enrique Irazoqui, economista, abile giocatore di scacchi, professore di letteratura, e particolare volto del Cristo di quell’indimenticabile opera cinematografica. Ha pasolini-e-covellamoderato l’incontro Paolo Covella, noto esponente della sezione locale del Partito Democratico, ed il primo intervento è affidato al professor Franco Terlizzi, appassionato interprete della poetica pasoliniana, noto al pubblico gioiese per il Recital interamente dedicato all’intellettuale, andato in scena il 14 aprile scorso presso il Teatro Rossini.

Al professore spetta l’impegnativo compito di provare a spiegare la spiritualità del regista. Inizia il suo intervento citando Turoldo – religioso e poeta italiano dell’Ordine dei Servi di Maria e legato all’intellettuale da un vincolo di amicizia sincera –, il quale scrisse: “Pasolini è un’anima religiosa, un credente senza fede”. In proposito il professor Terlizzi aggiunge: “Vive in pasolini-e-intervento-terlizziPasolini un’inquieta tensione pedagogica alla religiosità che si ritrova in gran parte delle sue opere cinematografiche”.

È un rapporto conflittuale ed intimo al contempo, ed attraverso la correlazione delle immagini fissate dalla sua macchina da presa con quelle del Mantegna si scorge il ponte continuo, dell’intera opera di Pasolini, tra i giovani che muoiono prematuramente e Gesù. “Trattasi di giovani innocenti nel cuore, perché la vita non può defraudarli della loro grazia […] I giovani al pari della Vergine Maria non sono corrotti dal viaggio nel mondo degli adulti”, così continua il professor Terlizzi.

pasolini-pubblicoNon è casuale, quindi, la scelta anticonvenzionale di un Cristo appena diciannovenne, e non è casuale che la Vergine che l’accompagna nel momento della deposizione è nella medesima posizione della Madonna del Mantegna. È lo stesso Pier Paolo Pasolini a scrivere che il grande pittore risorgimentale ha ispirato molte scene delle sue opere registiche.

Inoltre la scelta di un ateo comunista di raccontare fedelmente la vita di Gesù fino ad arrivare al truce momento della crocifissione, s’inserisce in quella particolare visione del marxismo che radica la sua ideologia nell’utopia pasolini-e-notarangeloegualitaria. “La croce era il più orrido supplizio che i romani potevano infliggere e la crocifissione rappresentò la più cupa stupidità di aver reso quella morte un orrido spettacolo di palcoscenico”, in questi termini conclude il suo discorso il professor Terlizzi.

L’incontro prosegue attraverso una serie d’interventi, tra i quali annoveriamo: quello di Peppino Vasco, segretario di allora della storica sezione gioiese del PC di piazza ‘XX Settembre’; di Domenico Notarangelo che ha di recente raccolto i suoi bellissimi scatti fatti sul set de ‘Il Vangelo secondo Matteo’; del professor Vito pasolini-e-attore-isarazouiMallardi che ha prestato il suo volto per la realizzazione di molte sequenze del film, rese visibili al pubblico grazie al video proiettato, e dato dal montaggio di Alessia Scatigno.

In conclusione l’atteso intervento di quel volto scelto da Pasolini casualmente in occasione della permanenza romana dell’attore per cercare alleati antifascisti nella sua lotta al regime di Franco: “Mi ha lasciato il ricordo di una persona di una disperata vitalità, di un’enorme capacità di lavoro … Una persona pura, molto competitiva … tanto da non aver mai giocato con me a scacchi”.

Ringraziamo Mario Di Giuseppe per il contributo fotografico gentilmente concesso alla nostra Redazione e Maria Castellaneta per il video girato e segnalato nell'incontro.

Commenti  

 
#2 valentino 2011-06-30 13:44
Dimenticavo...
Fatemi sapere quanti euro ci è costata la passerrella del sindaco,alla quale si sono prestati i miei amici di partito(democratico).
 
 
#1 valentino 2011-06-30 13:37
cosa c'entra il sindaco?
 

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