Giovedì 24 Settembre 2020
   
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INDAGINE PASTORALE GIOVANILE: RISULTATI INTERESSANTI

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Antonio-NotarnicolaSi è tenuta martedì, 7 giugno, presso il Cine Teatro Sacro Cuore, la conferenza di presentazione dei risultati della Indagine Giovanile curata dalla “Pastorale Giovanile” delle parrocchie gioiesi.

Al fine di trovare le linee di azione prioritaria, la Pastorale Giovanile di Gioia del Colle ha deciso di individuare, attraverso la somministrazione di un questionario, le necessità maggiormente avvertite dai diretti interessati.

Si è deciso di somministrare il questionario utilizzando il canale delle scuole superiori comunemente frequentate dai ragazzi di Gioia del Colle:

- Liceo Scientifico "R. Canudo" di Gioia del Colle; I.T.I.S. "G. Galilei" di Gioia del Colle; I.T.C.S. "C. Colamonico" di Acquaviva delle Fonti, LiceoPresentazione-dati-6 L.S.P.P.M.S. "Don Milani" di Acquaviva delle Fonti.

Lo studio è stato condotto mediante un questionario di 28 domande comuni a tutte le scuole, raggruppate in sette categorie:

- informazioni generali, famiglia, tempo libero, amicizia, vita personale, paese, futuro.

Sui 2350 questionari distribuiti, 1233 sono quelli restituiti di cui 473 relativi ai rPresentazione-dati-def1-7agazzi gioiesi.

È stata fatta una comparazione tra il dato relativo ai ragazzi gioiesi e quello relativo ai ragazzi degli altri paesi. Ovviamente l’analisi statistica avrebbe potuto essere condotta con riferimento a parametri differenti e più disparati; l’indagine si apre quindi a diversi tipi di analisi, non solo utili alla chiesa locale ma anche ad altri ambiti (scuola, servizi sociali, ecc.).

Un primo riferimento è stato quello relativo alla nazionalità dei ragazzi che frequentano le scuole superiori: 96% gioiesi e nessun iscritto di origine magrebina, nonostante la cospicua presenza a Gioia di cittadini di quella origine (che evidentemenPresentazione-dati-def1-18te non frequentano istituti superiori).

Dati positivi per la famiglia che per il 90% dei nostri ragazzi è ancora salda (sono presenti mamma e papà sposati) e nella famiglia i ragazzi si sentono “al sicuro” (il 41% del campione rispetto al 2,3% che in essa si sente fuori posto); costituisce quindi ancora un valore importante (19%), al secondo posto dopo l’amicizia (28,7%).

Domina internet fra i passatempo dei nostri ragazzi che aspirano comunque a visitare nuovi luoghi.Presentazione-dati-def1-24

In molti dichiarano di avere un gran numero di amici (68%), rispetto a  coloro (5%) che invece dicono di non averne. Interessante il dato relativo agli spazi di incontro che per la maggior parte (61,7%) è rappresentato dalla strada, da un “locale autogestito” (il 19%), per il 9,3% dal bar e infine per il 9,1% dalla parrocchia.

In gruppo, invece, i nostri ragazzi stanno molto nei bar (20%), nella case di amici (19%) e pochissimo (3%) nelle parrocchie.

Le preoccupazioni dei nostri ragazzi Presentazione-dati-def1-25sono soprattutto rappresentate dal futuro (17,2%), dalla malattia (17,3%) e dalla solitudine (16,7%). Di queste preoccupazioni i ragazzi parlano soprattutto con gli amici (il 42,7%), le tengono per sé (il 28%), ne parlano con i genitori (il 24,2%), con il parroco o animatore ecclesiale (il 3,6%) e con gli insegnanti di scuola soltanto l’1,3% (e questo la dice lunga sul rapporto dei nostri figli con la scuola).

Tra le cose che vorrebbero conoscere meglio c’è il mondo del lavoro (25,8%) e la politica (14,1%).

La città di Gioia per i nostri figli è un tranquillo e noioso paese di provinciPresentazione-dati-04a, ciononostante però il 51% di essi lo accetta così com’è, pur riconoscendo che gradirebbe vi fosse presente una pista di ghiaccio permanente (13%), più concerti dal vivo (12,9%) e discoteche (9%). Solo per l’1,2% sarebbe opportuna una presenza maggiore degli oratori parrocchiali (di cui probabilmente poco conoscono).

Negativo il giudizio dei nostri ragazzi sul mondo adulto considerato arrogante (15,8%) e indifferente (19,5%).

Negativa anche la visione che i giovani hanno di sé stessi, infatti il 23,9% vede i giovani svogliati Don-Vito-Campanellie il 13,6% indifferenti.

Interrogati su come dovrebbe essere la loro città invece hanno risposto che essa dovrebbe essere più disposta a farli divertire (il 18,4%), avere spazi creati da loro (il 17,1%) e luoghi dove conoscere nuova gente (il 14%).

Riguardo al futuro i nostri ragazzi invece si vedono molto proiettati fuori di esso (29,9%) non vedono l’ora di andarsene  (il 22%), vogliono rimanere in famiglia (il 3,9%).

Alta la percentuale di essi che dichiara di avere un progetto di vita (39%) e scarsa (il 4,4%) la percentuale di coloro che invece non ce l’hanno.Augusto-Angelillo

I lavori sono stati introdotti da don Vito Campanelli, parroco di San Vito Martire e presidente nazionale dell’ANSPI (associazione nazionale degli oratori).

Ha moderato l’incontro Augusto Angelillo che ha anche illustrato le motivazioni che hanno spinto la chiesa locale alla realizzazione di questa indagine conoscitiva sul mondo giovanile; in particolare ha sottolineato la necessità di una “pastorale dei giovani”, rispetto ad una “pastorale per i giovani”. Lo stesso ha poi illustrato le grosse difficoltà per la realizzazione dell’indagine.

Molto puntuale la presentazione dei corposi risultati elaborati meticolosamente dall’Ing. Leonardo RinaldLeonardo-Rinaldi1i.

Interessanti gli aspetti emersi dalle relazioni dei due esperti Anna De Marco (psicologa) e Angelina Passiatore (insegnante). Quest’ultima ha evidenziato, tra l’altro, come il matrimonio sia ancora un elemento su cui la nostra società crede ancora. Tra i bisogni giovanili inoltre quello  dell’accoglienza è forte e questo può essere garantito solo da strutture (in particolare le parrocchie) che assumano, appunto, uno stile familiare. Secondo la Passiatore il problema dei giovani sono proprio gli adulti, spesso incapaci cogliere le loro positività. C’è quindi bisogno di adulti che siano più testimoni che maestri. Infine, citando un’affermazione ultima del presidente della CEI Card. Bagnasco, la nostra società e la chiesa, per rispondere a quest’emergenza edAngelina-Passiatoreucativa di cui si parla tanto, hanno bisogno di avere modelli educativi forti e appassionati che sappiamo interagire concretamente (in rete) con le altre agenzie educative, in primis la scuola.

La dott.ssa De Marco, partendo dall’analisi dei risultati dell’indagine, ha invece sottolineato l’importanza della famiglia come “valore” partendo dall’art. 29 della nostra Costituzione. La stessa ha citato, quindi, le sfide cui la famiglia va incontro nella odierna società che parla tanto di essa ma che poco fa per sostenerla. Tra queste sfide, quella interculturale con i suoi risvolti positivi e quella della comunicazione mass-mediale. Per ultimo la psicologa ha evidenziato come dall’indagine emerga lAnna-De-Marcoa necessità per i giovani di appropriarsi di valori e che in questa direzione sia necessario un rinnovamento profondo delle relazioni interpersonali. Questo aspetto culturale va particolarmente curato da tutte le agenzie educative ed in particolare dalla famiglia.

Un moderato dibattito, forse alla luce dell’eloquenza dei dati citati, ha concluso l’iniziativa.

I risultati grafici dell’indagine e le relazioni degli esperti sono pubblicati integralmente sul sito delle comunità parrocchiali gioiesi (www.upgo.org) al seguente indirizzo:

http://www.upgo.org/upgov1/index.php?option=com_content&task=view&id=603&Itemid=2

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