Giovedì 24 Settembre 2020
   
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"EUROPA E ISLAM" IN DIALOGO AL CANUDO

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franco-cardini-scrittoreIl giorno 18 maggio alle ore 10.30 presso l’Auditorium del Liceo Scientifico, Franco Cardini, storico e saggista di chiara fama (ben 126 le pubblicazioni di pregio al suo attivo), incontrerà  studenti, insegnanti e studiosi per dialogare su Europa e Islam.

“L’esperto di Storia medioevale – afferma il dirigente professor Rocco Fazio - proporrà in un preciso quadro d’insieme la storia del rapporto fra cristiani e musulmani, sostenendo che, nonostante crociate e guerricciole, scorrerie di pirati, saccheggi e tratta di schiavi, con l’Islam abbiamo sempre commerciato bene e avuto, in sostanza, buoni rapporti.”hafida-faridi-foto

L’incontro vedrà la partecipazione del professor Giuseppe Losapio, grazie al quale è stato possibile portare a Gioia Cardini, e della mediatrice culturale Hafida  Faridi, presidente dell’Associazione Italo-Araba ‘Haafak’ e membro del Forum del Mediterraneo, che di recente ha partecipato al terzo convegno ecclesiale regionale “I laici nella Chiesa e nella società pugliese, oggi” tenutosi a San Giovanni Rotondo a fine aprile. Al convegno, durato quattro giorni, articolato in gruppi di approfondimento e ricerca su nove temi di grande attualità affidati hafida-convegno-s.g.-rotondad esperti quali Concetta Trento, Don Vito Mignozzi, Don Giuseppe Satriano, Don Angelo Sabatelli, Nicola Costantino e Gabriella Roncali, per citarne solo alcuni, hanno partecipato, Monsignor Francesco Caccucci, Monsignor Pietro M. Fragnelli, teologi  e professori universitari dello spessore di Franco Cassano, Annalisa Caputo, Michele Illiceto, giornalisti del calibro di Enzo Quarto e Luigi Russo ed esponenti religiosi provenienti da tutto il mondo.

Hafida, membro del Forum del Mediterraneo e dell’Associazione interreligiosa diocesana “Mai senza l’altro”, l’8 giugno presenterà la sua prima raccolta di riflessioni poetiche “Quando il silenzio parla - Il balsamo dei cuori”.

Hanno destato profonda commozione le parole con cui la Farihafida-intervento-2di ha salutato e ringraziato l’assemblea per aver accolto la sua testimonianza ed “insegnato quanto sia importante stare insieme ed essere uniti per costruire una civiltà prospera, non decadente.”

Ha ringraziato i rappresentanti religiosi delle chiese anche a nome di suo marito, l’imam Sakini Abdel Jalil, dei suoi tre figli - con lei a San Giovanni Rotondo - e della comunità presente sul territorio gioiese.

“Attraverso le loro parole e condotte – dichiara con commozione Hafida - ho ritrovato un vero e sincero invito all’amore e alla fratellanza, lo stesso invito che trovo ogni giorno nel nostro Corano, perché Dio ci chiede di seminare l’amore per mietere la pace. Questo conferma che si è illuminati dal libro Shafida-convegno-religioneacro della Bibbia che noi musulmani riconosciamo perché ha preceduto il nostro Corano, e che si sta seguendo lo stesso itinerario, il cammino di Gesù, per noi grande profeta, l’unico profeta ad aver parlato dalla nascita dicendo:Pace su di me quando sono nato, quando morirò e quando sarò risorto”. Lo stesso itinerario percorso da Maria, la signora del Paradiso. Nel Corano la sua è una figura Angelica, l’esempio per ogni donna cristiana o musulmana o di qualsiasi altra appartenenza.”

La sua presenza accanto ad un luminare come Cardini è un segno tangibile di comefranco-cardini_fondo-magazine dalle “parole” si possa passare ai fatti, per costruire una vera integrazione.

Franco Cardini, ordinario di Storia medioevale presso l’Università di Bari nell’85 e Firenze dall’89, insegna attualmente presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane e fa parte del Consiglio Scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino. Dai suoi studi sulle Crociate ha mutuato la convinzione che esse non siano state scontro di civiltà o guerre di religione, ma “un pellegrinaggio armato” teso a ridurre sotto il controllo politico dei potentati cristiani la Terra Santa. A conferma di ciò, cristiani e musulmani si sono alleati a seconda delle contingenti convenienze.

Militante in gioventù nel MSI e nella Jaune Europe, oggi dichiara di non essere “di destra”. Nel ’94 è membro del Consiglio di Amministrazione della Rai e membro di numerose organizzazioni scientifiche italiane e straniere. Innumerevoli i riconoscimenti accordati da prestigiose istituzioni ed i premi di cui Cardini è stato insignito dall’85 ad oggi

coranoE’ passata alla storia una sua riflessione, tratta dalla prefazione aIl Corano” curato da Hamza Piccardo, (edizioni Newton & Compton, 2003), nella quale Cardini dichiara che “… la nuova primavera coranica, alla quale stiamo assistendo in questi anni, è una benedizione per il mondo […]. La Modernità occidentale ha provocato un dilagare dell'agnosticismo e dell'ateismo che peraltro ha messo in crisi la fede in Dio, ma non ha affatto debellato forme di paganesimo che sono risorte [...]. I credenti nel Dio di Abramo di tutto il mondo non possono che salutare nel rinascimento musulmano - al di là dei fenomeni politici che lo accompagnano ma che restano solo equivocamente collegati a esso - una riscossa della fede che solo alcuni lustri or sono era insperabile. [...]. I fedeli non possono che guardare con speranza e fiducia a ogni luogo nel quale si adori e si preghi Iddio onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra, e si rinsaldi giorno per giorno il patto che Egli ha stipulato con Abramo e al quale è rimasto fedele. Il Dio di Abramo, di Mosè, di Gesù e di Muhammad.

Commenti  

 
#1 MARAUDER 2011-05-16 15:04
Mi chiedo se la frase "Dialogo fra le religioni" possa avere un senso.

Possono religioni differenti dialogare fra loro e arrivare ad un punto di incontro che sia di crescita per entrambe?
Può un cristiano ammettere che Gesù è un profeta, oppure un musulmano ammettere che Gesù è incarnazione del Padre?
In entrambi i casi si tratterebbe di rinunciare ad una parte del proprio "credo" e quindi in definitiva a commettere una eresia.

L'unico risultato ragiungibile, alla fine del dialogo, sarebbe la reciproca tolleranza, ovvero ognuno professi la sua religione e lasci agli altri professare la propria.
Forse sarebbe più appropriato parlare di reciproca indifferenza...
 

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