Giovedì 24 Settembre 2020
   
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“IL MONDO CHE VORREI”, DEGLI ALUNNI DELLA MAZZINI

falcone-e-borsellino-pp

falcone-logo-fondazioneDopo aver superato la selezione regionale del Concmiur-logo-136x129orso nazionale organizzato e promosso dal Miur e dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone“ - “Il Mondo che vorrei - Il trionfo della legalità, le minacce dell’ecomafia  e il valore della memoria” -  gli alunni di IV del  I Circolo G. Mazzini,  guidati dall’insegnante Dina Gatti, insieme agli studenti di altri quattro istituti pugliesi (la Scuola Statale di I grado S. Ammirato di Lecce, l’I.I.S.S. N. Zingarelli di Cerignola, l’I.T.C. P. Giannone di Troia e il Liceo Aristosseno di Taranto) il 22 maggio salperanno dal porto di Napoli sulla “Nave della legalità“ a bordo della quale incontreranno i rappresentanti di Istituzioni ed Enti di significativa importanza nel processo di lotta alle mafie, per partecipare ai numerosi eventi in programma in Sicilia.

Il 23 maggio, all’arrivo a Palermo, verranno accolti dagli studenti siciliani in Aula Bunker e nelle piazze della città, dove verranno allestiti i “Villaggi della legalità”.

Nel pomeriggio sfileranno con i cortei delle scuole Falcone_borsellino2lungo le strade del capoluogo siciliano per testimoniare l’unione di tutti gli studenti italiani nel ricordo dei due personaggi, Falcone e Borsellino, divenuti vessillo della lotta alla mafia.

L’evento conclusivo della manifestazione, al quale prenderanno parte numerosi testimoni di lotta alla criminalità organizzata, avverrà di fronte all’abitazione del giudice Falcone, l’Albero Falcone, in via Notarbartolo.

“Il concorso “Il mondo che vorrei” indetto in occasione del XIX anniversario della strage di Capaci dal MIUR e dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone – dichiara il dirigente dell’istituto professor Giovanni Carlo D’Addabbo –  ha il fine di stimolare e coinvolgere gli studenti nel ruolo di promotori di azioni, visioni e comportamenti volti alla legalità. Si è mazzini2elaborato un percorso con obiettivi precisi, proprio per renderli  partecipi di un viaggio nell’unica forma di legalità possibile e nelle varie forma di illegalità.”

Ed essi, sia pur in tenera età, hanno compreso che la mafia è un cancro,  può aggredire qualsiasi corpo, anche quello più sano e solo gli anticorpi interni, ovvero il coraggio dei cittadini che rifiutano l’omertà e i soprusi e le cure d’urto, cioè l’azione dello Stato e delle Forze dell’Ordine, possono debellare questa terribile malattia.

“Il percorso – confessa con emozione Dina Gatti - è stato coinvolgente ed esaltante. I bambini hanno partecipato con entusiasmo e colto con innata immediatezza l’essenza del progetto, visualizzando frasi e immagini molto suggestive. Questo ci ha permesso di essere tra i cinque istitumazzini-legalitati pugliesi selezionati.”

Infatti, la fase finale e più pratica del concorso è stata la realizzazione degli slogan. Attraverso brain stroming, discussioni libere e guidate, lavori di ricerca a casa e a scuola, si è giunti ad elaborare una serie di proposte progettuali, la cui sintesi è nelle frasi riportate sulle lenzuola.

Il vento della legalità deve soffiare sull’idea… di libertà” questa scritta accanto al viso di Giovanni Falcone, posizionato sulla parola “libertà”,  rende a pieno l’idea del sacrificio, del sangue versato per conservare un bene prezioso, mai scontato.

mazzini-sognoIl secondo elaborato “Quello di cui i giovani han bisogno è… mettere le ali ad un sogno” con in bella mostra il disegno di una sigaretta e di due lattine di “Redbull” barrate da croci, parodia di ben più effimeri e “alati” voli, sottolinea l’urgenza di non arrendersi, di perseguire con perseveranza e fermezza i propri sogni, non permettendo alla violenza di trasformarli in incubi.

Conoscere i nomi di Falcone e Borsellino, ma anche quelli di Giuseppe Impastato, padre Giuseppe Puglisi, Vincenzo Bracciale, Paolo Gallipoli, Alessandro Giorgio, Franco Larosa, uomini che hanno perso la vita in nome di un ideale prima ancora che molti di loro fossero venuti al mondo, Padre_Puglisi_1rafforza nei giovani l’idea che i discorsi sulla legalità non sono fini a se stessi.

"E' importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuoledichiarava don Puglisi, vittima al pari di Falcone e Borsellino della mafia - per combattere contro la mentalità mafiosa, che è  poi, qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi".

Ed oggi la scuola è in ascolto attento ed attivo… in questo fertile humus germogliano virgulti che soffocheranalda_merinino la gramigna della mafia e lotteranno per la libertà e la verità.

E della verità che tanti danni può causare alla criminalità organizzata e alle realtà con cui è collusa, Alda Merini traccia uno splendido affresco: "La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa. Ma l’amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia. Un povero ti dà tutto e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria".

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