Domenica 15 Dicembre 2019
   
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UN LIBRO SULLA STORIA DEI FISCHIETTI IN TERRACOTTA

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Capitale italiana deInvito-rutigliano-fischiai fischietti in terracotta, Rutigliano ogni anno, nei giorni della sagra di Sant’Antonio Abate che culmina il 17 gennaio, attira decine di migliaia di visitatori. Dal 1989 vi si svolge anche un Concorso nazionale che mette a confronto i migliori figuli delle diverse aree di produzione. In particolare, sempre nutrita e qualitativamente valida la presenza dei “cucari” veneti.

Da tempo si avvertiva l’esigenza di una pubblicazione che fungesse da supporto culturale e fissasse gli accadimenti di tutti questi anni, altrimenti destinati a perdersi, complice la sempre più labile capacità, nei tempi attuali, di salvaguardare la memoria storica delle nostre tradizioni. A colmare questa lacuna, arriva un corposo, impegnativo volume del giornalista e scrittore Emanuele Cazzolla, testimone sul campo e custode diretto della memoria storica su richiamata, già autore di numerosi articoli sui fischietti in terracotta, pubblicati negli anni su diverse testate.

Rutigliano fischia è il titolo diquesto prestigioso libro – così scrive Lanfranco Di Gioia nella prefazione – destinato a rimanere una pietra miliare sulle origini e sulla storia dei fischietti in terracotta”.

A cura dell’Amministrazione comunale, “Rutigliano fischia”, di imminente pubblicazione, verrà illustrato in videoproiezione e con una relazione dell’autore, giovedì 13 gennaio 2011, nel giorno di inaugurazione della sagra e del XXIII Concorso nazionale del fischietto in terracotta. L’appuntamento è alle ore 18,30 nel Palazzo San Domenico, in Largo D. Divella, dove hanno sede il Museo del Fischietto e la Biblioteca comunale.

Notizie sul libro “Rutigliano fischiamanifesto

Il volume, articolato come una sorta di viaggio spazio temporale, muove da quella che può definirsi la culla della tradizione appulo lucana – nella fattispecie le espressioni figule dei cola-cola di Gravina e dei cucù di Matera – per approdare alla “casa madre” dei fischietti in terracotta, ovvero Rutigliano.

Ma ancor prima dell’esplosione in grande stile della sagra rutiglianese, si analizzano gli anni e le vicende precedenti: i momenti decisivi vissuti a Capurso, e poi il successo di quella che tuttora rimane la “vetrina” più prestigiosa per i fischietti pugliesi, Ostuni, spesso erroneamente scambiata per centro di produzione.

Finalmente, dal 1989, con l’istituzione del primo Concorso nazionale di Rutigliano, inizia l’epopea della cittadina del sud-est barese, prima famosa solo per la produzione dell’uva e per la festa del Crocifisso.

Nel libro vefischiettogallongono analizzate tutte le ventidue edizioni del Concorso nazionale succedutesi ininterrottamente sino ad oggi, ad ognuna delle quali viene dedicato un capitolo. Tale “viaggio” è inframmezzato da quelle che nel sottotitolo del libro vengono definite “gite fuori porta”, anche queste spazio temporali: l’indagine sulle testimonianze archeologiche, il culto di Sant’Antonio Abate, fischietti_rutigliano__petrelli_250_1286783441997la grande mostra al Museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma del 1995, le peculiarità della tradizione salentina e in particolare di Grottaglie, la fondazione del Museo del Fischietto “D. Divella” nel 2004, le linee guida del vero collezionismo, la ricerca intorno a manufatti “cugini” dei fischietti quali i santini in terracotta e le figure da presepe, fino a una panoramica sui fischietti di tutto il mondo, e persino la genesi di un fischietto-bomboniera elaborato di concerto fra gli sposi e l’artista-artigiano.rutigliano

Oltre 350 pezzi, costituenti la collezione privata dell’autore allestita in un quarto di secolo, fotografati assieme a numerosi documenti, soprattutto da Angelo Saponara e Giacinto Mongelli. Una bibliografia con circa 120 titoli, fra articoli, pubblicazioni e libri, e un indice dei nomi, oltre ai più ricorrenti – ben noti ad appassionati e collezionisti – quelli di Vito e Tommaso Gara, Peppino Di Donna, Daniela Iris Romano, Giuseppe e Filippo Lasorella, Pietro Leone, Vito Moccia, e poi Giuseppe Galeone, Beniamino Loglisci, Tommaso Niglio, o i veneti Diego Poloniato, Nicoletta Paccagnella, Francesco Rigon, ricco di ben altre 430 citazioni. Il tutto, creativamente elaborato in vere e proprie tavole a colori costituenti le oltre 250 facciate del libro, impaginate da Massimo Gelao.

Commenti  

 
#1 Fla 2011-01-17 10:33
Gentilmente mi sapreste dire come fare per ottenere il libro?
 

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