Lunedì 10 Agosto 2020
   
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L’UMANITA’ E LA “MECCANICA CELESTE” DI MAURIZIO MAGGIANI

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presentazione-libro-maggianS’inizia con un augurio – tratto da un momento televisivo – del grande cantautore ed intellettuale del Novecento italiano, Fabrizio De Andrè, allo scrittore, Maurizio Maggiani. Aveva letto il suo primo libro, De Andrè, lo aveva sottolineato, vissuto, e sulla pagina finale gli aveva augurato la fortuna di proseguire con successo la sua carriera. Ed, in effetti, la sua carriera di romanziere non è più finita!

Maurizio Maggiani ha presentato sabato pomeriggio, 27 novembre 2010, presso l’aula magna del nostro liceo classico “Publio Virgilio Marone”, ad un uditorio numeroso, la sua ultima fatica letteraria “Meccanica Celeste”, edito Feltrinelli nell’anno corrente.

È un libro sulla maternità dove bellezza e poesia s’incontrano nel parlare d’amore. Un libro basato sulla memoria e dove ogni luogo è metafora […]”, in questi termini si esprime la professoressa Procino che presenta assieme al professor Attolico l’incontro letterario.meccanica-celeste

Quello che si evince sin da subito dalle parole dell’illustre ospite è un grande altruismo, “Mi rendo conto del gesto di generosità che voi avete compiuto quest’oggi regalandomi un po’ del vostro tempo. Ed io voglio ricambiare mettendo a disposizione quello che sono, quello che ho, quello che sento. Io non sono solo uno scrittore, sono prima di tutto un uomo che di mestiere scrive dei romanzi”.

Il suo discorso ha in sé una grande umanità, l’umanità di darsi senza resistenze, l’umanità di riuscire a raccontare e a raccontarsi. E così ci ritroviamo innanzitutto di fronte ad un uomo che ha vissuto molto, che si considera privilegiato, perché la vita non gli è stata ostile, perché le coincidenze sono state fortunate. Un uomo che ha vissuto dei lutti, ma che è riuscito ad elaborali. Un uomo che, come egli stesso sostiene, viene da molto lontano: “Sono nato dal cuore degli anni ’50 a Castelnuovo Magra in Liguria. Una Terra che ha resistito alla potenza di Roma quando Roma era la Storia. Una Terra segnata dalla follia di chi si rifiuta alla Storia […] È un paese di anarchici, perché dicono di no all’inevitabilità della Storia e del potere vigente”.

E spiega cheMaurizio-Maggiani-3 per lui l’anarchia è l’essere tutti uguali, l’essere tutti signori, “todos Caballeros”, come una volta gli disse un suo concittadino. “Ogni vita ha di fronte due destini, quello che il potere vuole imporgli e quello che lui sceglie … Ogni vita è una grande vita, perché ogni vita è la vita di un cavaliere, ogni vita ha il diritto di essere vissuta, di essere raccontata […] Ognuno di noi è meraviglia e stupore di una vita”.

Ed aggiunge: “Almeno questo è ciò che io ricavo dal concetto di anarchia”! Portare memoria, ricordare è per Maurizio Maggiani un atto di coraggio, coscienza, giustizia, clemenza … È l’unico strumento in grado di stabilire un rapporto con il passato per poi potersi orientare sul cammino presente, per poter scegliere la strada da intraprendere.

Maurizio_ansaldi“[…] Mi sono perso nel mondo più e più volte, fino a quando ho capito che dovevo ricordare da dove fossi venuto”! Continuamente cerca gli sguardi dei presenti, perché crede nella magia dell’incontro, crede in uno scambio reciproco. D’altronde egli stesso in un suo racconto scrive: “ho imparato che lo sguardo è qualcosa di assai diverso di un semplice atto: è la mano di un mio pensiero che si distende fragile portando con sé la sensualità del tatto […] è un orizzonte, un’intenzione: per questo il mio sguardo persiste oltre la semplice visione delle cose”!

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