Mercoledì 23 Ottobre 2019
   
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“FOTO DI CLASSE”, ISTANTANEA INTRISA DI RICORDI (foto)

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foto-di-classe-libro“Qualcuno ha detto che la cosa che più gli manca nella nuova vita da fuorisede è un albero d’arancia del giardino … a chi mi faceva notare come in piena Roma ci siano aranceti carichi di gemme rosse, portai una busta di arance raccolte a due passi da via Veneto. Non cofoto-di-classe-secondo-autontenevano né polpa, né sugo … In quelle arance vuote ci sono le ragioni più intime di questo libro”.

Il libro in questione è “Foto di classe”, scritto da Mario Desiati, edito 2009 Laterza, e presentato martedì 26 ottobre 2010, alle ore 19, presso il Chiostro comunale, da Leopoldo Attolico, professore di Lettere del liceo classico “Virgilio” di Gioia del Colle.

Trattasi del primo appuntamento della rassegna letteraria dal titolo “Righe d’Autunno – percorsi ed incursioni letterari con autori contemporanei” – a cura dell’avv. Lucio Romano. La rassegna, inoltre, è organizzata foto-di-classe-lucio-romanodall’Assessorato alla Cultura del Comune di Gioia del Colle; dalla Biblioteca Comunale “don Vincenzo Angelillo”; dalle Biblioteche Scolastiche del Liceo Classico e Scientifico; e dalla libreria Minerva.foto-di-classe-intervento-s

Il Sindaco ed Assessore alla Cultura, il dott. Piero Longo ringrazia in primo luogo il pubblico numeroso, ed i docenti che hanno creduto nell’iniziativa, ed afferma: “La vera novità di questo ciclo di incontri è che i ragazzi hanno avuto  la possibilità di leggere il libro prima dell’incontro-confronto”.foto-di-classe-intervento-a

Ed, in effetti, la partecipazione è notevole e sentita, forse, anche perché, come sostiene il professor Attolico:  “Foto di classe è un libro che parla della scuola, dove il protagonista comincia a cercare i suoi vecchi compagni di scuola. Una ricostruzione di rapporti che diventa un viaggio esplorativo all’interno di se stesso”.

Il professore parla anche dfoto-di-classe-panoramicaella memoria come dimensione più profonda della conoscenza, ricorda Proust con la sua “recherche” del tempo perduto, parla di punte di malinconie, “d’altronde quando un libro assume la dimensione giovanile, credo che si possa sorridere, ma l’idea di fondo è che si sta riflettendo su quello che siamo stati, o su quello che potrebbero essere i nostri figli”.

“Foto di classe” è un libro che ha al centro il continuo spostamento di ragazzi dal Sud a Nord, argomento costante della storfoto-di-classe-intervento-dia del nostro Paese. Nasce dalla riflessione, nata durante una classica rimpatriata fra compagni di scuola, dove l’autore, Mario Desiati – originario di Martina Franca, ma che attualmente vive e lavora a Roma nel campo editoriale -, si rende conto che “… di quei venti ragazzi solo quattro erano rimasti sotto l’Ofanto”.

Ed aggiunge: “I dati statistici che avevo studiato qualche tempo prima per un articolo su La Repubblica si tramutarono in volti. Ho avuto per la prima volta la percezione dell’umanità della statistica”.foto-di-classe-panoramica-a

E fa riflettere quando parla di una sorta di emigrazione dell’anima dettata dalla voglia di sentirsi liberi: “Ognuno ha una sua diversità che non riesce a liberare … esiste un Sud non liberato, perché c’è una parte di Sud controllato dalla criminalità organizzata… esiste un Sud non liberato dalle dicerie”. D’altra parte ricorda le varie piccole ossessioni che si hanno per ritornare nel paese d’origine, come il barbiere o il medico di fiducia… “Esiste un legame misterioso tra le persone e la propria Terra d’origine”, così sostiene lo foto-di-classe-declamatoriscrittore pugliese.

Mario riesce a rapire l’attenzione dei presenti, compresi i numerosi ragazzi, e l’incontro risulta essere di grande interesse. Intense, infine, le letture a cura della compagnia “Atrebilteatro”.

Il prossimo appuntamento con “Righe d’Autunno” è fissato per venerdì 5 novembre, alla presenza di Raffaello Mastrolonardo, autore del libro “Lettere a Lèontine”, e presentato da Francesca Barba.

Commenti  

 
#1 Il giacobino 2010-10-29 11:33
Conoscendo bene il prof. Attolico mi chiedo: chissà se a parti inverse il "padrone" di palazzo San Domenico avrebbe gratificato il professore. Ed in questo caso la preoccupazione maggiore è che l'inquilino del comune possa dire: avete visto, piaccio anche ai Comunisti.
 

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