Mercoledì 13 Novembre 2019
   
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ISABELLA CAPOZZI, CONSACRATA MUSA MODERNA POETICA -foto-

cardilli-fiorella-pp

disegno_sulla_sabbiaAlchimie di sabbia, paesaggi ridisegnati dal vento, dalle agili dita di Mario Pugliese, per dar vita ad un indimenticabile giovedì poetico: “Quasi seriamente a tempo d’amore”.

Location: Spazio Uisabella_capozzinoTre, regia, testi e scenografie di Isabella Capozzi, complice Fiorella Cardilli, suo alter ego, nonché “voce” sensuale e suadente dei suoi pensieri.

Ha un che di magico l’interazione che nasce tra le parole, lo sguardo, i silenzi, la musicalità di un accento, il presagio di una pausa, le movenze eleganti, intense che vestono i versi di immaginifici significanti.

isabella_capozzi_primo_piano2L’emozione di Isabella è tangibile, vibra, si cristallizza in sorrisi, battute scherzose, in una effervescente disinvoltura che, inconsapevolmente, svela la sua ansia. Questa serata è una sua creatura, è anch’essa “poesia” vivente e trepidante che si offre allo sguardo e all’ascolto.

Seduce e ammalia il non voler sedurre e ammaliare, ma semplicemente proporre un’insolita, originale angolatura poetica, irta di riflessioni urticanti, impudicamente ironica e forse per questo ancor più convincente e seducente.

letto-coloratoIl letto, un fiume di onde colorate, patchwork di fili annodati dall’uncinetto, una mareggiata di ore, spiaggiate, sfilate e riannodate da pazienti pensieri, gli stessi che ricuciono brandelli di storie, coprono rammendi con intarsi di ricordi ed esalano effluvi di immemori memorie, nel “tessere” la trama della vita.

Una vecchia valigia sul pavimento, sotto il letto, emblema di precarietà. Due foto in bianco e nero sul muro, scorci di finestre di altri luoghi, smarriti in altri tempi: radici senza terreno, inaridite dall’oblio. Sul comodino quattro libri disposti a ventaglio, su tutti “Il pianeta di Mr. Sammler” di Saul Bellow, un ginger-e-bitterindizio prezioso per “leggere” tra le righe il messaggio subliminale di una dicotomia esistenziale briosamente confessata. In secondo piano, un trattato sul rapporto uomo donna, chiave di lettura e fil rouge dei “prosimetri” di lì a poco presentati. Sulla sedia un tessuto ricamato, sul comodino due Campari, in un angolo una bottiglia di whisky, ricordo dell’ebbrezza che solo amore ed alcool sanno donare.

La prosa poetica in versi liberi di Isabella è affine alla sabbia che Mario “manipola”, versa e sversa per creare nuove immagini e disseminare emozioni. La sua creatività disegnare_sulla_sabbiasfida il diaframma dello scatto fotografico, rendendo vano il tentativo di immortalare la sua evanescente ed incorporea opera.

Con parole frantumate, ridotte in sabbia, Isabella compone castelli di fragilità, su di essa incide effimeri “per sempre”, non si arrende né si illude ma si racconta ancor più di quanto crede. Quando malinconia e dolcezza prendono il sopravvento, la sabbia torna a graffiare, arde assetata di pioggia, o forse lacrime, lettura-poesie-cardilliper tornare ad aver una plastica inconsistenza da plasmare.

Il dolore, quello cocente, la tempra, la vetrifica nel suo crogiuolo e la rende, suo malgrado, ancor più fragile: non potrà più scorrere nella primigenia clessidra, solo schegge taglienti nel suo fragile, incauto futuro.

Sbocciano sorprendenti freddure, rivisitazioni in dissacrante, irriverente ironia, di classici di Montale, Paul Verlaine, Erri De Luca. Le note registrate di Moltheni, Ilaria Volpe ed altri autori "in tema", si alternano al ritmo dei versi e accompagnano la danza delle dita di Mario Pugliese.

lettura-poesie-capozziQuando saremo in due, nessuno sarà uno/uno sarà l’uguale di nessuno/ e l’unità consisterà nel due” diventa “Quando saremo in due, saremo due single in coppia, tu per me sarai uguale a nessuno/ e l’unità sarà solo una festa.”

L’autrice esorcizza il dolore del tradimento, dell’abbandono, di un feedback negato, in un abrasivo olocausto di irriverenza.isabella_capozzi_primo_piano

In “After you” tutto si esplicita nella scelta d’istinto di una dimora, di “una palafitta per sopravvivere”, nel lasciare le impronte “su un qualsiasi terreno”, nel “trasformare con alchimie mentali, il fantastico in immediato reale” ed impugnare “matite, righe e squadre per disegnare il futuro” a propria misura.

La disillusione è in agguato in “Inno universale”. “La nostalgia ha gambe lunghe, è stata allenata dal tempo, dall’affetto, dai ricordi. Il suo anabolizzante è la capacità di amare […] nonostante tuttocardilli-ginger-campari cercarsi ancora, perché?”. Spoetizzante eppur sincera la risposta… .

In “Soda d’amore”, poetiche, caustiche riflessioni. “Poi arrivi tu. Perditempo tra l’abitudine di due lancette. Stanche. Come due uomini […] che girano sempre. Per non incontrasi mai […] se tutto è sempre uguale, fai tu la differenza. Tu che sai usare lelettura-posie-sul-letto dita per dire bugie e fare conti che non tornano” […] “la soda e la passione non durano più del tempo di un Campari. Soda per te. Bitter per me”.

Una prosa poetica avvincente, a tratti disarmante per la sua freschezza, che d’improvviso sprofonda in voragini in “Estate”. “Si scontrano gli occhi della gente. Si sfidano tra paludi di pensieri in attesa di bonifica. […] ho ricevuto baci e incassato pugni sull’anima”.

Isabella, nata “nel lontano millenovecentottantatre, giorno in cui tutti i problemi ebbero inizio”, studentessa in giurisprudenza, "paradossalmente convinta che non esista nè la giustizia umana nè quella divina", confessa di essere in preda ad una perenne, endemica confusione. “Non è assolutamente facile scena_completaportare a termine qualcosa, quando dentro di te il lato A e B dei pensieri affermano l’esatto contrario l’uno dell’altro e ragionano in modalità multitasking”.

Il resto dei suoi scritti, definiti “pellegrinaggi cerebrali”, appartengono al genere intimistico. Al termine della serata, una splendida recensione di Fortunato Buttiglione.

Emerge prepotente – afferma il poeta – il ritratto di una persona caratterizzata da una forweb-cam-per-filippote tensione emotiva, derivante dalla perenne conflittualità delle sue anime che, se da una parte la sfibra e collassa, dall’altra alimenta al suo interno il costante anelito e il desiderio metafisico a pervenire e a conseguire una nuova dimensione”.

Un saluto all’assente presenza di Filippo Paradiso, collegato tramite webcam, ha chiuso l’incontro, uno dei tanti organizzati da Filippo, Fortunato Buttiglione, Giorgio  Gasparre e da Giacomo Leronni, "padrini" di questi incontri, nati per risvegliare un esordiente effluvio poetico tra i più e meno giovani, ed il notevole successo di pubblico che ha consacrato alla Musa di una moderna poetica Isabella Capozzi, ne è riprova.

Un grazie a Fabio Guliersi per il suo consueto e fondamentale contributo fotografico.

Commenti  

 
#2 g.dimita 2010-10-16 17:14
Bellissimo articolo. Purtroppo mi sono perso uno Spettacolo.
 
 
#1 Fabio Guliersi 2010-10-16 16:31
Complimenti Dalila, gran bell'articolo come sempre del resto :-)
 

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